
L’argento (XAG/USD) tenta un rimbalzo lunedì dopo essere sceso venerdì a un nuovo minimo annuo di 48,47 dollari. Il recupero avviene mentre i prezzi del petrolio crollano di oltre il 5% in seguito ai segnali diplomatici positivi provenienti sia dagli Stati Uniti sia dall’Iran. Al momento della stesura, XAG/USD viene scambiato intorno a 51 dollari, in rialzo del 3,80% nella giornata.

Secondo quanto riportato da ISNA, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che la Guida suprema ha conferito al governo determinati poteri in materia di negoziati. In precedenza, Axios aveva riferito che il presidente statunitense Donald Trump è favorevole a concedere più tempo alla diplomazia con l’Iran.
Il calo dei prezzi del petrolio attenua i timori sull’inflazione, consentendo ai rendimenti dei titoli di Stato statunitensi di proseguire la recente discesa seguita all’ondata di vendite sui titoli tecnologici e accentuando la pressione sul dollaro statunitense (USD). Nel complesso, questi movimenti sostengono il recupero dell’argento.
Tuttavia, un’ulteriore flessione dei prezzi del petrolio è tutt’altro che scontata, poiché le prospettive diplomatiche restano incerte e sia Washington sia Teheran mantengono aperte le opzioni militari. Il potenziale rialzo dell’argento dipende quindi dalla capacità della diplomazia di favorire un calo duraturo dei prezzi del petrolio.
In caso contrario, gli elevati costi energetici potrebbero mantenere al centro dell’attenzione i rischi inflazionistici e indurre la Federal Reserve (Fed) a proseguire su una linea restrittiva. Tassi di interesse più alti aumentano il costo opportunità di detenere argento, che non offre alcun rendimento.

Sul grafico giornaliero, XAG/USD mantiene un’impostazione ribassista, scambiando al di sotto della media mobile semplice (SMA) a 21 giorni a 56 dollari, della SMA a 100 giorni a 61 dollari e della SMA a 200 giorni a 70 dollari. Il posizionamento del prezzo al di sotto di tutti i principali indicatori di tendenza suggerisce che il metallo si trovi in una fase correttiva più ampia, mentre l’indice di forza relativa (RSI) oscilla intorno a 31 dopo essere brevemente sceso in zona di ipervenduto.
L’indicatore di convergenza e divergenza delle medie mobili (MACD) resta in territorio negativo, con una linea debole, mentre l’indice direzionale medio (ADX), in aumento verso 42, suggerisce che la tendenza ribassista prevalente rimanga forte nonostante il momentum prossimo all’ipervenduto.
Al rialzo, una prima resistenza si trova a 52 dollari, prima di una barriera più significativa a 55 dollari. La SMA a 21 giorni a 56 dollari rafforza questa zona di offerta, mentre la SMA a 100 giorni a 61 dollari rappresenta un ulteriore ostacolo a un recupero più ampio, prima della precedente resistenza orizzontale a 67 dollari e della SMA di più lungo periodo a 200 giorni a 70 dollari.
Al ribasso, il supporto immediato si colloca in prossimità del minimo di venerdì a 48,87 dollari, la cui rottura aprirebbe la strada a un’ulteriore estensione ribassista. Tuttavia, l’RSI sempre più in ipervenduto e le letture dell’ADX che indicano una forte tendenza suggeriscono che un’eventuale discesa verso tale soglia potrebbe iniziare ad attirare ricoperture di posizioni corte anziché nuove vendite aggressive.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)
L’argento è un metallo prezioso ampiamente negoziato dagli investitori. Storicamente è stato utilizzato come riserva di valore e mezzo di scambio. Sebbene sia meno popolare dell’oro, gli operatori possono ricorrere all’argento per diversificare il proprio portafoglio di investimenti, per il suo valore intrinseco o come potenziale copertura nei periodi di inflazione elevata. Gli investitori possono acquistare argento fisico, sotto forma di monete o lingotti, oppure negoziarlo attraverso strumenti come i fondi negoziati in borsa (ETF), che ne replicano il prezzo sui mercati internazionali.
I prezzi dell’argento possono variare in funzione di numerosi fattori. L’instabilità geopolitica o i timori di una profonda recessione possono far salire il prezzo dell’argento grazie al suo ruolo di bene rifugio, sebbene in misura inferiore rispetto all’oro. Essendo un’attività priva di rendimento, l’argento tende a salire quando i tassi di interesse diminuiscono. I suoi movimenti dipendono anche dall’andamento del dollaro statunitense (USD), poiché il metallo è quotato in dollari (XAG/USD). Un dollaro forte tende a frenare il prezzo dell’argento, mentre un dollaro più debole tende a favorirne il rialzo. Anche altri fattori, come la domanda di investimento, l’offerta mineraria – l’argento è molto più abbondante dell’oro – e i tassi di riciclo possono incidere sui prezzi.
L’argento è ampiamente utilizzato nell’industria, in particolare in settori come l’elettronica e l’energia solare, poiché presenta una delle più elevate conducibilità elettriche tra tutti i metalli, superiore a quella del rame e dell’oro. Un’impennata della domanda può far aumentare i prezzi, mentre una sua contrazione tende a ridurli. Anche le dinamiche delle economie statunitense, cinese e indiana possono contribuire alle oscillazioni dei prezzi: negli Stati Uniti e soprattutto in Cina, gli ampi settori industriali impiegano l’argento in vari processi; in India, anche la domanda dei consumatori di questo metallo prezioso per la gioielleria svolge un ruolo fondamentale nella determinazione dei prezzi.
I prezzi dell’argento tendono a seguire i movimenti dell’oro. Quando i prezzi dell’oro aumentano, generalmente anche l’argento sale, dato che entrambi hanno un ruolo simile come beni rifugio. Il rapporto oro/argento, che indica il numero di once d’argento necessarie per eguagliare il valore di un’oncia d’oro, può aiutare a determinare la valutazione relativa dei due metalli. Alcuni investitori possono interpretare un rapporto elevato come un segnale di sottovalutazione dell’argento o di sopravvalutazione dell’oro. Al contrario, un rapporto basso potrebbe suggerire che l’oro sia sottovalutato rispetto all’argento.