
Il cross AUD/JPY si muove in territorio negativo intorno a 108,90 nelle prime ore della sessione europea di venerdì. Lo yen giapponese (JPY) si rafforza nei confronti del dollaro australiano (AUD), sostenuto dai flussi verso i beni rifugio e dai segnali di rialzo dei tassi della Banca del Giappone (BoJ).

I timori di controlli più rigorosi sul settore dell’intelligenza artificiale (IA), in particolare sulla costruzione di centri dati, hanno scosso i mercati finanziari globali questa settimana. La corsa ai beni rifugio sostiene lo JPY ed esercita pressioni al ribasso sul cross.
Il tono restrittivo dei verbali della BoJ potrebbe contribuire al rialzo dello JPY. Secondo i verbali della riunione di settembre pubblicati giovedì, la maggior parte dei responsabili della politica monetaria della BoJ ha concordato sull’opportunità di ulteriori aumenti dei tassi di interesse, con l’inflazione di fondo in avvicinamento all’obiettivo del 2% della banca centrale.
Un membro del consiglio ha indicato che potrebbe esserci margine per accelerare i rialzi dei tassi di interesse, mentre la banca centrale valutava gli effetti degli sviluppi in Medio Oriente, della crescente domanda legata all’intelligenza artificiale (IA) e dei movimenti sul mercato dei cambi (FX).
Gli analisti di Deutsche Bank osservano che, sul fronte delle banche centrali, i verbali della riunione di settembre della BoJ «hanno rafforzato le ragioni a favore di un ulteriore inasprimento della politica monetaria». Sottolineano che i responsabili della politica monetaria «hanno generalmente concordato sulla necessità di continuare ad aumentare i tassi di interesse», con un membro che «ha evidenziato la possibilità di un ritmo più rapido dei rialzi». Al tempo stesso, Deutsche Bank rileva che un altro responsabile «ha osservato che, pur non essendoci necessità di un intervento immediato, la BoJ dovrebbe continuare a calibrare con attenzione la politica monetaria per evitare pressioni inflazionistiche eccessive e persistenti», evidenziando un orientamento prudente ma chiaramente restrittivo all’interno del comitato.
Nel grafico giornaliero, AUD/JPY mantiene un orientamento ribassista nel breve termine, poiché il cambio a pronti resta nettamente al di sotto della media mobile semplice (SMA) a 20 giorni, componente delle bande di Bollinger, e della SMA a 100 giorni. Il prezzo si sta portando a ridosso dell’estremità inferiore del recente intervallo di oscillazione, con la banda inferiore di Bollinger che funge da immediata area di offerta al di sopra delle quotazioni. Nel frattempo, l’indice di forza relativa (RSI), a 36,91, si mantiene appena sopra la zona di ipervenduto, segnalando persistenti pressioni ribassiste piuttosto che un’imminente inversione rialzista.
Al rialzo, la prima resistenza è individuata in corrispondenza della banda inferiore di Bollinger a 109,15, prima del livello psicologico di 110,00 e della SMA a 20 giorni, nei pressi di 110,40, dove potrebbero emergere pressioni di vendita più forti. Una permanenza delle quotazioni al di sopra di questo livello potrebbe aprire la strada verso la banda superiore di Bollinger a 111,65 e la SMA a 100 giorni a 111,80.
Al ribasso, il minimo del 15 ottobre a 108,64 funge da supporto iniziale per il cross. Una discesa sotto tale livello riaprirebbe la strada verso il minimo del 13 febbraio a 107,70, seguito dal minimo del 26 gennaio a 106,08.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)
Lo yen giapponese (JPY) è una delle valute più scambiate al mondo. Il suo valore è determinato in generale dall’andamento dell’economia giapponese, ma più specificamente dalla politica della Banca del Giappone, dal differenziale tra i rendimenti obbligazionari giapponesi e statunitensi e dalla propensione al rischio degli operatori, tra gli altri fattori.
Uno dei mandati della Banca del Giappone è il controllo della valuta, pertanto le sue mosse sono fondamentali per lo yen. La BoJ è talvolta intervenuta direttamente sui mercati valutari, generalmente per ridurre il valore dello yen, anche se evita di farlo spesso per ragioni politiche legate ai suoi principali partner commerciali. La politica monetaria ultra-accomodante della BoJ tra il 2013 e il 2024 ha causato un deprezzamento dello yen rispetto alle principali altre valute, a causa della crescente divergenza tra la politica della Banca del Giappone e quella delle altre principali banche centrali. Più di recente, il graduale abbandono di questa politica ultra-accomodante ha fornito un certo sostegno allo yen.
Nell’ultimo decennio, la scelta della BoJ di mantenere una politica monetaria ultra-accomodante ha determinato una crescente divergenza rispetto alle altre banche centrali, in particolare alla Federal Reserve statunitense. Ciò ha favorito un ampliamento del differenziale tra i rendimenti dei titoli di Stato decennali statunitensi e giapponesi, sostenendo il dollaro statunitense rispetto allo yen giapponese. La decisione della BoJ del 2024 di abbandonare gradualmente la politica ultra-accomodante, insieme ai tagli dei tassi di interesse da parte delle altre principali banche centrali, sta riducendo questo differenziale.
Lo yen giapponese è spesso considerato un investimento rifugio. Ciò significa che, nei periodi di tensione sui mercati, gli investitori sono più propensi a investire nella valuta giapponese per la sua presunta affidabilità e stabilità. Le fasi di turbolenza tendono a rafforzare il valore dello yen rispetto alle altre valute considerate più rischiose come investimento.