Verbali BoJ: i membri concordano sull’opportunità di continuare ad aumentare il tasso di riferimento

Giovedì i membri del consiglio della Banca del Giappone (BoJ) hanno condiviso le proprie opinioni sulle prospettive di politica monetaria , secondo quanto riportato nei verbali della BoJ relativi alla riunione di settembre.   

Dichiarazioni principali

I membri hanno concordato sull’opportunità che la banca continui ad aumentare il tasso di riferimento e adegui il grado di allentamento monetario.

Un membro ha affermato che sarebbe preferibile per la banca avvicinare il tasso di riferimento al livello obiettivo in tempi relativamente brevi, mantenendo la flessibilità necessaria per rapidi aggiustamenti in entrambe le direzioni.

Un membro ha affermato che è importante dimostrare al mercato la determinazione della BoJ a prevenire scostamenti dei prezzi verso l’alto, reagendo tempestivamente all’evoluzione del quadro economico globale. 

Il rappresentante dell’Ufficio di Gabinetto si aspetta che la banca centrale renda conto delle decisioni adottate nelle riunioni ed esamini attentamente gli effetti cumulativi delle precedenti politiche sui tassi. 

Un membro ha osservato che, qualora emergessero segnali di un crescente scostamento dei prezzi verso l’alto, la banca dovrebbe accelerare i rialzi dei tassi. 

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Domande frequenti sulla Banca del Giappone

La Banca del Giappone (BoJ) è la banca centrale giapponese, responsabile della politica monetaria del Paese. Il suo mandato consiste nell’emettere banconote e nel gestire la valuta e la moneta per garantire la stabilità dei prezzi, che si traduce in un obiettivo di inflazione intorno al 2%.

Nel 2013 la Banca del Giappone ha avviato una politica monetaria ultraespansiva per stimolare l’economia e sostenere l’inflazione in un contesto di bassa crescita dei prezzi. La politica della banca si basa sull’allentamento quantitativo e qualitativo (QQE), ossia sull’emissione di moneta per acquistare attività, come titoli di Stato o obbligazioni societarie, al fine di fornire liquidità. Nel 2016 la banca ha rafforzato la propria strategia e allentato ulteriormente la politica monetaria, prima introducendo tassi di interesse negativi e poi controllando direttamente il rendimento dei titoli di Stato giapponesi a 10 anni. Nel marzo 2024 la BoJ ha alzato i tassi di interesse, avviando di fatto l’uscita dall’orientamento monetario ultraespansivo.

Le massicce misure di stimolo della banca hanno provocato un deprezzamento dello yen rispetto alle principali altre valute. Questo processo si è accentuato nel 2022 e nel 2023 a causa della crescente divergenza tra la politica della Banca del Giappone e quella delle altre principali banche centrali, che hanno scelto di aumentare nettamente i tassi di interesse per contrastare un’inflazione ai massimi da decenni. La politica della BoJ ha determinato un ampliamento del differenziale dei tassi rispetto alle altre valute, trascinando al ribasso il valore dello yen. Questa tendenza si è parzialmente invertita nel 2024, quando la BoJ ha deciso di abbandonare il proprio orientamento ultraespansivo.

L’indebolimento dello yen e l’impennata dei prezzi globali dell’energia hanno determinato un aumento dell’inflazione giapponese, che ha superato l’obiettivo del 2% della BoJ. Anche la prospettiva di un aumento dei salari nel Paese – un fattore chiave che alimenta l’inflazione – ha contribuito alla decisione.