Dollaro canadese: rialzi dei tassi all’orizzonte – Commerzbank

Norman Liebke di Commerzbank osserva che il dollaro canadese ha registrato una performance inferiore rispetto alle altre valute del G10, ma ritiene che possa trovare sostegno nelle crescenti aspettative di rialzo dei tassi della Banca del Canada e negli elevati prezzi del petrolio. Secondo l’analista, la comunicazione della BoC ha aperto la strada a rialzi dei tassi, mentre le aspettative di inflazione, la fragilità del mercato del lavoro e le tensioni commerciali con gli Stati Uniti determineranno l’andamento del CAD e le traiettorie previste per EUR/CAD e USD/CAD.

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La stretta monetaria della BoC sostiene il dollaro canadese

«Tuttavia, le ultime dichiarazioni di Macklem hanno aumentato significativamente il rischio di un imminente rialzo dei tassi e ci aspettiamo quindi un primo intervento entro la fine di quest’anno. Sebbene gli operatori di mercato attribuiscano una probabilità dell’85% a un rialzo dei tassi questa settimana e anche noi ci aspettiamo un aumento alla luce delle recenti dichiarazioni più restrittive, riteniamo comunque prematura una simile mossa, dato il livello contenuto dell’inflazione di fondo. Il mercato sconta complessivamente quattro rialzi dei tassi entro settembre 2027.»

«Sebbene ulteriori interventi il prossimo anno siano certamente possibili, questa aspettativa ci sembra piuttosto ambiziosa. Le prospettive sui tassi di interesse restano comunque favorevoli al CAD, soprattutto perché i nostri economisti prevedono, entro la fine del 2027, una stretta da parte della Fed e della BCE meno marcata di quanto attualmente scontato dal mercato. Tuttavia, è probabile che anche una parte sostanziale della stretta attesa dalla BoC sia già incorporata nei prezzi: un ulteriore rafforzamento del CAD dipenderà quindi sempre più dall’adozione, da parte della BoC, di un orientamento ancora più restrittivo rispetto alle attuali aspettative del mercato.»

«La BoC si trova così a dover gestire un equilibrio sempre più difficile. È improbabile che i segnali di debolezza emersi finora siano sufficienti a escludere rialzi dei tassi, soprattutto perché l’economia reale canadese invia da tempo segnali contrastanti. Dati più solidi sul mercato del lavoro e sull’economia rafforzerebbero però le ragioni a favore di ulteriori aumenti dei tassi.»

«Viceversa, un deterioramento più marcato dell’attività economica potrebbe limitare il margine di manovra della BoC per un’ulteriore stretta. Inoltre, le variazioni dei tassi di interesse incidono sull’economia reale solo con un certo ritardo: la BoC procederebbe quindi probabilmente con maggiore cautela se l’economia si indebolisse ulteriormente. Il conflitto commerciale resta pertanto un fattore di rischio cruciale per il CAD: anche se l’onere effettivo dei dazi dovesse alla fine aumentare meno del temuto, il persistere dell’incertezza potrebbe pesare sulle prospettive di crescita del Canada e limitare così il potenziale di apprezzamento del dollaro canadese.»

(Questo articolo è stato realizzato con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale e revisionato da un redattore. Scopri di più.)