Il dollaro canadese recupera terreno grazie al rialzo dei prezzi del petrolio alimentato dalle ostilità in Iran

  • USD/CAD scende in area 1,3970 dopo essersi fermato appena sotto 1,4000 lunedì.
  • La ripresa delle ostilità in Iran ha spinto al rialzo i prezzi del petrolio, dando nuovo slancio al CAD.
  • I rialzi del dollaro statunitense restano contenuti, con i mercati in attesa dell’esito delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.

Martedì il dollaro canadese (CAD) recupera parte delle perdite nei confronti del dollaro statunitense (USD), favorito da un moderato rimbalzo dei prezzi del greggio dopo la ripresa delle ostilità statunitensi in Iran. La coppia USD/CAD è scesa in area 1,3970 dai massimi di seduta appena sotto 1,4000, ma continua a muoversi all’interno dell’intervallo di lunedì, ancora a una certa distanza dal minimo delle ultime sette settimane di 1,3941.

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Martedì i prezzi del greggio sono rimbalzati, offrendo un certo sostegno al dollaro canadese, dato che il petrolio è la principale voce delle esportazioni del Canada. Il Brent è salito di circa il 2,8%, superando i 106,00 dollari al barile, dopo la notizia che l’esercito statunitense aveva lanciato attacchi «difensivi» sull’isola iraniana di Qeshm. La notizia ha sollevato seri dubbi sul destino degli ultimi tentativi di riprendere i negoziati di pace.

Secondo gli analisti, i prezzi del petrolio resteranno probabilmente elevati più a lungo

Guardando alle prospettive future, gli analisti di TD Securities prevedono per il Brent uno scenario di prezzi «elevati più a lungo», con «un valore equo di medio termine per il greggio Brent nell’area di 90-100 dollari al barile dopo l’eventuale conclusione del conflitto in Medio Oriente». TD Securities sostiene che  il mercato avrà bisogno di «uno o due anni di eccedenze per ricostituire le scorte e le riserve di sicurezza fino ai livelli necessari». Questo manterrà elevati i prezzi del petrolio e limiterà il ribasso del dollaro canadese, sensibile all’andamento delle materie prime.

Negli Stati Uniti, i dati pubblicati lunedì hanno mostrato che a ottobre l’attività manifatturiera ha accelerato oltre le attese, secondo l’indice dei responsabili degli acquisti (PMI) manifatturiero dell’ISM. Il dato evidenzia una forte domanda interna e rafforza la tesi dell’eccezionalismo economico statunitense.

Il dollaro statunitense, tuttavia, non ha tratto un sostegno significativo dai dati, poiché gli investitori restano concentrati sull’esito delle elezioni statunitensi di metà mandato in programma martedì. I sondaggi indicano una vittoria dei Democratici al Congresso e una competizione serrata per il Senato statunitense.

In Canada, martedì l’attenzione sarà rivolta soprattutto al discorso del governatore della Banca del Canada (BoC), Tiff Macklem. La BoC ha alzato i tassi di interesse la scorsa settimana e ha lasciato intendere che seguiranno ulteriori rialzi. Gli investitori saranno quindi ansiosi di saperne di più sui tempi e sull’entità del ciclo di inasprimento monetario della banca centrale.

Domande frequenti sul dollaro canadese

I principali fattori che influenzano il dollaro canadese (CAD) sono il livello dei tassi di interesse fissati dalla Banca del Canada (BoC), il prezzo del petrolio, principale voce delle esportazioni canadesi, lo stato di salute dell’economia del Paese, l’inflazione e la bilancia commerciale, ossia la differenza tra il valore delle esportazioni e quello delle importazioni del Canada. Tra gli altri fattori figura il clima di mercato: la propensione degli investitori ad acquistare attività più rischiose (risk-on) o a cercare beni rifugio (risk-off). Un clima di propensione al rischio favorisce il CAD. Poiché gli Stati Uniti sono il principale partner commerciale del Canada, anche lo stato di salute dell’economia statunitense è un fattore chiave per il dollaro canadese.

La Banca del Canada (BoC) esercita un’influenza significativa sul dollaro canadese fissando il livello dei tassi di interesse ai quali le banche possono prestarsi denaro a vicenda. Ciò influisce sul livello dei tassi di interesse per tutti gli operatori economici. L’obiettivo principale della BoC è mantenere l’inflazione tra l’1% e il 3%, aumentando o riducendo i tassi di interesse. Tassi di interesse relativamente più elevati tendono a favorire il CAD. La Banca del Canada può anche ricorrere all’allentamento quantitativo e alla stretta quantitativa per influenzare le condizioni del credito: il primo tende a penalizzare il CAD, mentre la seconda tende a sostenerlo.

Il prezzo del petrolio è un fattore chiave per il valore del dollaro canadese. Il petrolio è la principale voce delle esportazioni del Canada, perciò il suo prezzo tende ad avere un impatto immediato sul valore del CAD. In generale, se il prezzo del petrolio sale, anche il CAD si rafforza, poiché aumenta la domanda complessiva della valuta. Accade il contrario se il prezzo del petrolio scende. Prezzi del petrolio più elevati tendono inoltre ad aumentare la probabilità di un saldo positivo della bilancia commerciale, anch’esso favorevole al CAD.

Sebbene l’inflazione sia tradizionalmente considerata un fattore negativo per una valuta, perché riduce il valore del denaro, in epoca moderna si è verificato il contrario con l’allentamento dei controlli sui movimenti transfrontalieri di capitale. Un’inflazione più elevata tende a indurre le banche centrali ad aumentare i tassi di interesse, attirando maggiori afflussi di capitale da parte di investitori internazionali alla ricerca di rendimenti interessanti per il proprio denaro. Ciò aumenta la domanda di valuta locale, che nel caso del Canada è il dollaro canadese.

I dati macroeconomici misurano lo stato di salute dell’economia e possono incidere sul dollaro canadese. Indicatori come il PIL, i PMI manifatturieri e dei servizi, i dati sull’occupazione e le indagini sulla fiducia dei consumatori possono tutti influenzare la direzione del CAD. Un’economia solida favorisce il dollaro canadese: non solo attira maggiori investimenti esteri, ma può anche incoraggiare la Banca del Canada ad aumentare i tassi di interesse, rafforzando così la valuta. Se invece i dati economici sono deboli, è probabile che il CAD si deprezzi.