
Il cross EUR/GBP registra lievi perdite intorno a 0,8345 nelle prime ore di contrattazione europee di martedì. La sterlina britannica (GBP) si rafforza rispetto all’euro (EUR), sostenuta dalle aspettative di un orientamento restrittivo sui tassi da parte della Banca d’Inghilterra (BoE).

Secondo gli economisti interpellati da Reuters, la BoE dovrebbe aumentare il tasso di riferimento dal 3,75% al 4,0% nella riunione di politica monetaria di novembre, in programma giovedì. Si tratterebbe del primo rialzo dall’agosto 2023, quando l’inflazione era ancora superiore all’obiettivo del 2% della BoE.
Gli operatori cercheranno ulteriori indicazioni nella conferenza stampa del governatore della BoE, Andrew Bailey. Eventuali commenti di tono restrittivo da parte dei responsabili della politica monetaria della BoE potrebbero sostenere la sterlina britannica (GBP) nel breve termine.
«Pur non aspettandoci indicazioni chiare dal Comitato sul numero di rialzi previsti, è possibile che i verbali della riunione o Bailey ... segnalino che difficilmente il tasso di riferimento raggiungerà il livello scontato dai mercati finanziari», ha dichiarato Alexander Harvey, economista specializzato nel Regno Unito presso la società di consulenza Oxford Economics.
I dati sulle vendite al dettaglio tedesche, inferiori alle attese, potrebbero pesare sull’EUR. A settembre le vendite sono diminuite del 2,0% su base mensile, rispetto al precedente aumento dell’1,2%, deludendo il consenso di mercato che prevedeva una crescita dello 0,4%. Su base annua, le vendite al dettaglio hanno registrato un -2,3% a settembre, rispetto al calo dello 0,3% di agosto.
Gli strateghi di Brown Brothers Harriman osservano che gli imminenti «decisione di politica monetaria della Banca d’Inghilterra (BoE) e Rapporto sulla politica monetaria (MPR)», in programma giovedì, dovrebbero, secondo le attese prevalenti, segnare l’inizio di una nuova fase restrittiva, con la BoE che «dovrebbe avviare la stretta con un rialzo di 25 punti base al 4,00%, dopo aver mantenuto i tassi invariati per tutto l’anno». Sottolineano che «un’inflazione più sostenuta e un’attività economica più solida nel Regno Unito giustificano la mossa», mentre si prevede un voto «di 7 a 2, con i membri più accomodanti Alan Taylor e Swati Dhingra a favore di tassi invariati».
Tuttavia, BBH avverte che «le indicazioni prospettiche della BoE e l’MPR aggiornato metteranno alla prova le aspettative del mercato di una stretta di 100 punti base nei prossimi dodici mesi». A loro avviso, «il persistere di capacità produttiva inutilizzata lungo tutto l’orizzonte di previsione rafforzerebbe le ragioni per ridimensionare i rialzi scontati dal mercato e limiterebbe il potenziale di apprezzamento della GBP». Ciò suggerisce che anche una svolta restrittiva della politica monetaria potrebbe non tradursi in un rafforzamento duraturo della sterlina, qualora le proiezioni della Banca restassero deboli.
Il discorso di Greene, esponente della BoE, ottiene un punteggio di 7,4 su FXS Speechtracker, esattamente in linea con la sua media storica, ma l’enfasi sullo stallo della disinflazione salariale e sul maggiore rischio di effetti di secondo impatto denota un chiaro orientamento restrittivo. L’attenzione di Greene per una crescita delle retribuzioni più vicina al 3,5%, per una disinflazione salariale bloccata al di sopra dei livelli compatibili con un’inflazione al 2% e per un’economia che mostra una resilienza sorprendente suggerisce una scarsa propensione a rapidi tagli dei tassi e sostiene una prospettiva più favorevole alla GBP.
L’osservazione secondo cui il margine di risorse inutilizzate nel mercato del lavoro potrebbe aver raggiunto il picco rafforza l’idea che le pressioni inflazionistiche di fondo possano persistere, avvalorando l’invito di Greene a contrastare preventivamente gli effetti di secondo impatto. Nel complesso, il discorso conferma un quadro di persistenti pressioni salariali e domanda resiliente, che sostiene i rendimenti in GBP e mantiene intatto il potenziale di rialzo della valuta.
Nel grafico giornaliero, EUR/GBP resta sotto una netta pressione ribassista, con il prezzo al di sotto della linea mediana delle bande di Bollinger a 20 periodi e della media mobile a 100 giorni, mentre una fitta concentrazione di resistenze sovrastanti limita i rialzi. L’indice di forza relativa (RSI) a 14 periodi, intorno a 22,7, si trova saldamente in territorio di ipervenduto. Ciò suggerisce che, pur restando forte la spinta ribassista, il cambio potrebbe registrare rimbalzi alimentati dalla ricopertura delle posizioni corte, anziché una ripresa duratura, a meno che non vengano riconquistate resistenze chiave.
Al rialzo, la prima resistenza si trova in corrispondenza della linea mediana delle bande di Bollinger, vicino a 0,8405, seguita dalla banda superiore intorno a 0,8500, mentre la media mobile a 100 giorni a 0,8535 rappresenta un ostacolo più significativo per eventuali rialzi correttivi. Al ribasso, la banda inferiore di Bollinger, a circa 0,8310, offre un supporto immediato; una rottura decisa al di sotto di questo livello aprirebbe la strada a una prosecuzione della tendenza ribassista verso nuovi minimi.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)
La sterlina britannica (GBP) è la valuta più antica del mondo (886 d.C.) e la moneta ufficiale del Regno Unito. È la quarta valuta più scambiata al mondo sul mercato dei cambi (FX) e rappresenta il 12% di tutte le transazioni, con una media di 630 miliardi di dollari al giorno, secondo i dati del 2022. Le principali coppie valutarie che la includono sono GBP/USD, nota anche come «Cable», che rappresenta l’11% degli scambi sul mercato dei cambi, GBP/JPY, conosciuta tra gli operatori come «Dragon» (3%), ed EUR/GBP (2%). La sterlina britannica è emessa dalla Banca d’Inghilterra (BoE).
Il fattore più importante che influenza il valore della sterlina britannica è la politica monetaria decisa dalla Banca d’Inghilterra. La BoE basa le proprie decisioni sul raggiungimento del suo obiettivo principale, la «stabilità dei prezzi», ossia un tasso di inflazione stabile intorno al 2%. Il principale strumento per conseguirlo è l’adeguamento dei tassi di interesse. Quando l’inflazione è troppo elevata, la BoE cerca di contenerla aumentando i tassi di interesse, rendendo più costoso l’accesso al credito per famiglie e imprese. Questo è generalmente positivo per la GBP, poiché tassi di interesse più alti rendono il Regno Unito una destinazione più attraente per i capitali degli investitori internazionali. Quando l’inflazione scende troppo, è un segnale di rallentamento della crescita economica. In questo scenario, la BoE valuta una riduzione dei tassi di interesse per rendere il credito meno costoso, così da incoraggiare le imprese a indebitarsi maggiormente per investire in progetti che generino crescita.
I dati economici pubblicati misurano lo stato di salute dell’economia e possono incidere sul valore della sterlina britannica. Indicatori come il PIL, gli indici PMI manifatturiero e dei servizi e i dati sull’occupazione possono tutti influenzare l’andamento della GBP. Un’economia forte favorisce la sterlina. Non solo attira maggiori investimenti esteri, ma può anche incoraggiare la BoE ad aumentare i tassi di interesse, rafforzando direttamente la GBP. Al contrario, se i dati economici sono deboli, è probabile che la sterlina britannica si deprezzi.
Un altro dato significativo per la sterlina britannica è la bilancia commerciale. Questo indicatore misura la differenza tra quanto un paese incassa dalle esportazioni e quanto spende per le importazioni in un determinato periodo. Se un paese produce beni destinati all’esportazione molto richiesti, la sua valuta beneficia della sola domanda aggiuntiva generata dagli acquirenti esteri che desiderano acquistare tali beni. Pertanto, un saldo commerciale positivo rafforza la valuta, mentre un saldo negativo produce l’effetto opposto.