
Un solo titolo, Goldman Sachs (GS), ha contribuito per circa sette punti su dieci al rialzo registrato lunedì dal Dow Jones Industrial Average. L’indice è salito fino a sfiorare quota 52.600 entro la decima candela a cinque minuti, per poi cedere circa due terzi del rialzo toccando il minimo di seduta intorno a 52.250 e chiudere sotto quota 52.400.

Il Dow è ponderato in base al prezzo delle azioni e Goldman, con una quotazione di circa 890 dollari, è il titolo più caro dell’indice: il suo rialzo del 2% ha quindi apportato circa 105 punti. UnitedHealth (UNH) e Merck (MRK) hanno sottratto complessivamente circa 70 punti, lasciando il Dow indietro rispetto all’S&P 500, nel quale i titoli tecnologici hanno un peso maggiore.
Nel documento depositato per la quotazione sul Nasdaq, Anthropic dichiara che spenderà fino a 120,5 miliardi di dollari in infrastrutture di calcolo basate su chip Nvidia; Nvidia (NVDA) ha contribuito per circa 30 punti al rialzo. Lo stesso documento prevede impegni di spesa fino a 114,5 miliardi di dollari a favore di Google fino al 2033; Alphabet (GOOGL) ha perso circa l’1%, sottraendo circa 20 punti al Dow.
La decisione del Federal Open Market Committee (FOMC) è attesa mercoledì alle 18:00 GMT e i futures scontano una probabilità di circa il 10% di un rialzo dei tassi dall’attuale intervallo del 3,75%-4,00%. Seguirà alle 18:30 GMT la conferenza stampa del presidente della Fed Warsh. L’indice dei prezzi della spesa per consumi personali (PCE) di settembre e il prodotto interno lordo (PIL) del terzo trimestre saranno pubblicati giovedì alle 12:30 GMT; entrambi influiranno sulle prospettive di un rialzo dei tassi a dicembre.
Boeing (BA), Coca-Cola (KO) e Sherwin-Williams (SHW) pubblicheranno i risultati prima dell’apertura di martedì, mentre Visa (V) li diffonderà dopo la chiusura. Microsoft (MSFT) e Alphabet pubblicheranno i risultati mercoledì dopo l’annuncio della Fed. Caterpillar (CAT), il secondo titolo più caro del Dow con una quotazione di circa 690 dollari, presenterà i conti giovedì insieme a Merck, mentre Chevron (CVX) li pubblicherà venerdì.
Il Dow ha ceduto circa un quarto del rialzo registrato dal minimo del 1° ottobre, intorno a 50.500, al massimo del 22 ottobre, vicino a 52.900. Rimane sopra la media mobile esponenziale (EMA) a 50 giorni, intorno a 52.100, mentre il massimo del 5 agosto, poco sotto 54.750, si trova circa il 4% più in alto. Da giovedì il momentum giornaliero si è attenuato rispetto ai livelli di ipercomprato.

Il Dow Jones Industrial Average, uno degli indici azionari più antichi al mondo, è composto dai 30 titoli più scambiati negli Stati Uniti. L’indice è ponderato in base al prezzo anziché alla capitalizzazione di mercato. Si calcola sommando i prezzi dei titoli che lo compongono e dividendo il totale per un fattore, attualmente pari a 0,152. L’indice è stato creato da Charles Dow, che ha anche fondato il Wall Street Journal. Negli anni successivi è stato criticato per la sua scarsa rappresentatività, poiché segue soltanto 30 conglomerati, a differenza di indici più ampi come l’S&P 500.
Il Dow Jones Industrial Average (DJIA) è influenzato da numerosi fattori. Il principale è l’andamento complessivo delle società che lo compongono, evidenziato nei risultati trimestrali. Anche i dati macroeconomici statunitensi e globali contribuiscono, poiché incidono sul sentiment degli investitori. Il livello dei tassi di interesse, fissato dalla Federal Reserve (Fed), influenza a sua volta il DJIA perché determina il costo del credito, da cui molte aziende dipendono fortemente. Di conseguenza, anche l’inflazione può essere un fattore determinante, insieme ad altri indicatori che incidono sulle decisioni della Fed.
La teoria di Dow è un metodo sviluppato da Charles Dow per individuare la tendenza primaria del mercato azionario. Un passaggio fondamentale consiste nel confrontare la direzione del Dow Jones Industrial Average (DJIA) con quella del Dow Jones Transportation Average (DJTA) e seguire soltanto le tendenze in cui entrambi si muovono nella stessa direzione. I volumi costituiscono un criterio di conferma. La teoria utilizza elementi dell’analisi dei massimi e dei minimi. La teoria di Dow individua tre fasi della tendenza: accumulazione, quando gli investitori più informati iniziano ad acquistare o vendere; partecipazione del pubblico, quando interviene la platea più ampia degli investitori; e distribuzione, quando gli investitori più informati escono dal mercato.
Esistono diversi modi per fare trading sul DJIA. Uno consiste nell’utilizzare gli ETF, che consentono agli investitori di negoziare il DJIA come un unico titolo, anziché dover acquistare le azioni di tutte le 30 società che lo compongono. Un esempio di rilievo è lo SPDR Dow Jones Industrial Average ETF (DIA). I contratti futures sul DJIA consentono ai trader di speculare sul valore futuro dell’indice, mentre le opzioni conferiscono il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare o vendere l’indice a un prezzo prestabilito in una data futura. I fondi comuni di investimento consentono agli investitori di acquistare una quota di un portafoglio diversificato di azioni del DJIA, offrendo così un’esposizione all’indice nel suo complesso.