
L’oro (XAU/USD) registra perdite moderate mercoledì, scambiando in area 4.050 dollari, dopo che il recupero dei due giorni precedenti si è arrestato in corrispondenza di un supporto diventato resistenza, intorno a 4.070 dollari. I metalli preziosi hanno perso slancio con il rafforzamento del dollaro USA, mentre i titoli legati all’intelligenza artificiale recuperano terreno, consentendo agli investitori di spostare l’attenzione sulla Federal Reserve (Fed) e sulla sua decisione di politica monetaria, attesa più tardi in giornata.

È ampiamente previsto che la Fed mantenga il tasso sui federal funds invariato nell’intervallo del 3,75%-4,00%; l’attenzione sarà quindi rivolta soprattutto al comunicato stampa del presidente Kevin Warsh. Warsh probabilmente eviterà di avallare un percorso specifico dei tassi, ma un chiaro impegno a contrastare le pressioni inflazionistiche potrebbe bastare a sostenere le aspettative del mercato di un rialzo dei tassi a dicembre.
XAU/USD scambia a 4.047 dollari, consolidando all’interno di un canale parallelo discendente, mentre gli indicatori di momentum mostrano un andamento neutrale. L’indice di forza relativa (RSI) sul grafico a 4 ore si mantiene sopra 50 e l’indicatore di convergenza e divergenza delle medie mobili (MACD) resta positivo: segnali che suggeriscono che i ribassisti stiano iniziando a perdere il controllo, piuttosto che una chiara inversione rialzista.
Al rialzo, la già citata area di 4.070 dollari (minimi del 7 e del 14 ottobre) sbarra la strada verso il limite superiore del canale, attualmente intorno a 4.125 dollari, e i massimi del 20 e del 21 ottobre, vicino a 4.150 dollari.
Al ribasso, l’area psicologica dei 4.000 dollari resta un importante livello di supporto. Più in basso, anche la zona compresa tra i minimi di fine giugno a 3.940 dollari e il limite inferiore dell’intervallo di luglio, tra 3.960 e 3.970 dollari, dovrebbe mettere alla prova i ribassisti,
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)
L’oro ha svolto un ruolo fondamentale nella storia dell’umanità, essendo stato ampiamente utilizzato come riserva di valore e mezzo di scambio. Oggi, oltre che per la sua lucentezza e per l’impiego in gioielleria, il metallo prezioso è ampiamente riconosciuto come bene rifugio, ossia un investimento considerato valido nei periodi di turbolenza. L’oro è inoltre comunemente considerato una copertura contro l’inflazione e il deprezzamento delle valute, poiché non dipende da alcun emittente o governo specifico.
Le banche centrali sono i maggiori detentori di oro. Per sostenere le proprie valute nei periodi di turbolenza, tendono a diversificare le riserve e ad acquistare oro, così da rafforzare la percezione della solidità dell’economia e della valuta. Riserve auree elevate possono accrescere la fiducia nella solvibilità di un Paese. Secondo i dati del World Gold Council, nel 2022 le banche centrali hanno aggiunto alle proprie riserve 1.136 tonnellate d’oro, per un valore di circa 70 miliardi di dollari. Si tratta del volume di acquisti annui più elevato dall’inizio delle rilevazioni. Le banche centrali di economie emergenti come Cina, India e Turchia stanno aumentando rapidamente le proprie riserve auree.
L’oro presenta una correlazione inversa con il dollaro USA e i titoli del Tesoro statunitense, entrambi importanti attività di riserva e beni rifugio. Quando il dollaro si deprezza, l’oro tende a salire, consentendo agli investitori e alle banche centrali di diversificare le proprie attività nei periodi di turbolenza. L’oro presenta inoltre una correlazione inversa con le attività rischiose. Un rialzo del mercato azionario tende a indebolire il prezzo dell’oro, mentre le ondate di vendite sui mercati più rischiosi tendono a favorire il metallo prezioso.
Il prezzo può variare per effetto di numerosi fattori. L’instabilità geopolitica o i timori di una profonda recessione possono far salire rapidamente il prezzo dell’oro grazie al suo status di bene rifugio. Essendo un’attività priva di rendimento, l’oro tende a salire quando i tassi di interesse diminuiscono, mentre un costo del denaro più elevato solitamente pesa sul metallo giallo. Tuttavia, la maggior parte dei movimenti dipende dall’andamento del dollaro USA (USD), poiché l’oro è quotato in dollari (XAU/USD). Un dollaro forte tende a contenere il prezzo dell’oro, mentre un dollaro più debole tende a spingerlo al rialzo.