Lo yen giapponese perde i guadagni mentre il dollaro USA si riprende dallo shock elettorale

  • USD/JPY rimbalza a 158,40 dai minimi di seduta a 157,80 e resta all’interno dei precedenti intervalli di oscillazione.
  • I ribassisti sul dollaro perdono slancio mentre i mercati spostano gradualmente l’attenzione dalle elezioni di metà mandato ai solidi dati macroeconomici statunitensi.
  • I verbali della riunione di politica monetaria della BoJ hanno rafforzato le aspettative di un’ulteriore stretta monetaria a dicembre.

Giovedì lo yen giapponese (JPY) ha perso gran parte dei precedenti guadagni, mentre il dollaro statunitense (USD) è rimbalzato dai massimi, con l’attenuarsi dell’incertezza legata alle elezioni di metà mandato e il ritorno in primo piano dei solidi dati macroeconomici statunitensi. La coppia USD/JPY è tornata in area 158,40, dopo essere rimbalzata dai minimi di seduta in prossimità di 157,80.

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Il calo dei prezzi del petrolio e l’arretramento dei rendimenti dei titoli di Stato statunitensi, seguiti all’esito delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, continuano a pesare fortemente sui rialzisti del dollaro. Tuttavia, lo slancio ribassista osservato mercoledì e durante la sessione asiatica di giovedì sembra perdere forza nel corso della giornata di giovedì, mentre il mercato assimila i risultati elettorali e sposta l’attenzione sui positivi dati macroeconomici statunitensi.

I dati statunitensi riflettono un forte dinamismo economico

Il rapporto ADP sull’occupazione, pubblicato mercoledì, ha mostrato un aumento netto di 86.000 posti di lavoro a ottobre, superando le aspettative del mercato di 69.000 unità e facendo seguito ai solidi dati JOLTS sui posti di lavoro vacanti di giovedì, che hanno alimentato le aspettative di un rapporto positivo sull’occupazione non agricola (Nonfarm Payrolls) in programma venerdì:

Sempre mercoledì,  l’indice ISM dei responsabili degli acquisti (PMI) del settore dei servizi statunitense ha mostrato un moderato rallentamento a 54,5 in ottobre, da 54,9 in settembre, mantenendosi tuttavia su livelli coerenti con una solida attività del settore, con l’occupazione in crescita e le pressioni sui prezzi stabili su livelli elevati. Il PMI manifatturiero ISM ha delineato un quadro simile lunedì, mentre martedì gli ordini di fabbrica hanno superato le aspettative.

Questi dati rafforzano le aspettative del mercato che la Federal Reserve aumenti i tassi di interesse di un altro quarto di punto percentuale nella riunione di dicembre, scoraggiando gli investitori dall’assumere ampie posizioni corte sul dollaro statunitense.

In Giappone, i verbali della riunione di politica monetaria di settembre della Banca del Giappone (BoJ) hanno rivelato che i responsabili della politica monetaria ritengono necessari ulteriori rialzi dei tassi di interesse, con alcuni di loro favorevoli a un ciclo di inasprimento più marcato, rafforzando le aspettative di un altro rialzo dei tassi a dicembre. Lo yen si è apprezzato moderatamente dopo la pubblicazione dei verbali, prima di cedere alla forza del dollaro statunitense durante la sessione europea.

Domande frequenti sullo yen giapponese

Lo yen giapponese (JPY) è una delle valute più scambiate al mondo. Il suo valore è determinato in generale dall’andamento dell’economia giapponese, ma più nello specifico dalla politica della Banca del Giappone, dal differenziale tra i rendimenti obbligazionari giapponesi e statunitensi e dalla propensione al rischio degli operatori, tra gli altri fattori.

Uno dei mandati della Banca del Giappone è il controllo della valuta, quindi le sue mosse sono fondamentali per lo yen. La BoJ è talvolta intervenuta direttamente sui mercati valutari, generalmente per ridurre il valore dello yen, anche se evita di farlo frequentemente per via delle preoccupazioni politiche dei suoi principali partner commerciali. La politica monetaria ultraespansiva della BoJ tra il 2013 e il 2024 ha causato un deprezzamento dello yen rispetto alle principali altre valute, a causa della crescente divergenza tra la politica della Banca del Giappone e quelle delle altre principali banche centrali. Più di recente, il graduale abbandono di questa politica ultraespansiva ha fornito un certo sostegno allo yen.

Nell’ultimo decennio, la scelta della BoJ di mantenere una politica monetaria ultraespansiva ha portato a una crescente divergenza rispetto alle politiche delle altre banche centrali, in particolare della Federal Reserve statunitense. Ciò ha favorito un ampliamento del differenziale tra i rendimenti dei titoli di Stato statunitensi e giapponesi a 10 anni, avvantaggiando il dollaro statunitense rispetto allo yen giapponese. La decisione della BoJ nel 2024 di abbandonare gradualmente la politica ultraespansiva, insieme ai tagli dei tassi di interesse da parte delle altre principali banche centrali, sta riducendo questo differenziale.

Lo yen giapponese è spesso considerato un investimento rifugio. Ciò significa che, nei periodi di tensione sui mercati, gli investitori sono più propensi a investire nella valuta giapponese per la sua presunta affidabilità e stabilità. Nei periodi turbolenti, lo yen tende a rafforzarsi rispetto ad altre valute considerate investimenti più rischiosi.