
Lo yen giapponese (JPY) ha ignorato i deludenti dati sulla bilancia commerciale del Giappone e mercoledì sta recuperando terreno nei confronti del dollaro statunitense (USD), dopo le dichiarazioni di orientamento restrittivo di un alto esponente della Banca del Giappone (BoJ). La coppia USD/JPY arretra su livelli appena superiori a 158,00 dopo essersi allontanata dai massimi di seduta a 158,40, pur continuando a muoversi nell’intervallo laterale delle ultime tre settimane.

Nelle prime ore di mercoledì, il vicegovernatore della BoJ Ryozo Himino ha affermato che l’inflazione di fondo in Giappone si sta avvicinando all’obiettivo del 2% della banca centrale e che le condizioni finanziarie restano accomodanti, mentre le aspettative di inflazione a medio e lungo termine continuano a salire.
Queste dichiarazioni hanno compensato l’impatto dei deboli dati sulla bilancia commerciale pubblicati in precedenza nella giornata, rafforzando l’ipotesi di rialzi dei tassi a cadenza trimestrale. Il mercato si attende un ulteriore aumento di un quarto di punto percentuale entro fine anno, molto probabilmente nella riunione del 17 dicembre.
Il dollaro statunitense, dal canto suo, resta sulla difensiva, mentre gli operatori si preparano a una pausa nella riunione di politica monetaria della Federal Reserve (Fed) della prossima settimana. L’avversione al rischio, alimentata dall’incertezza in Medio Oriente, e gli elevati prezzi del petrolio frenano ulteriori ribassi del biglietto verde, ma per il momento i rialzisti sul dollaro restano comunque poco attivi.
Gli analisti di Commerzbank osservano che il mercato ha ormai in gran parte distolto l’attenzione da un intervento imminente della Fed: i prezzi incorporano un rialzo a dicembre e «la possibilità che un altro rialzo possa arrivare entro la metà del prossimo anno». Uno scenario che gli esperti di Commerzbank non condividono pienamente.
Secondo la banca, «se la Fed opterà per una pausa dai toni restrittivi la prossima settimana, il dollaro potrebbe recuperare un po’ di terreno, almeno nel breve termine», poiché i mercati darebbero maggior peso alle aspettative già incorporate nei prezzi per un intervento a dicembre. Al contrario, gli esperti avvertono che qualsiasi allontanamento da un orientamento restrittivo «indurrebbe il mercato a rivedere al ribasso le proprie aspettative, soprattutto per il prossimo anno» e potrebbe mettere sotto pressione il dollaro statunitense.
Il saldo complessivo della bilancia commerciale delle merci, pubblicato dal Ministero delle Finanze, misura la differenza tra esportazioni e importazioni. Un valore positivo indica un avanzo commerciale, mentre un valore negativo indica un disavanzo commerciale. Il Giappone dipende dalle esportazioni a tal punto che la sua economia fa forte affidamento su un avanzo commerciale. Di conseguenza, qualsiasi variazione dei dati influisce sull’economia nazionale. Una domanda stabile di esportazioni giapponesi rappresenterebbe un fattore positivo.
Leggi di più.Ultima pubblicazione: Mar 20 ott 2026 23:50
Frequenza: Mensile
Dato effettivo: -536,6 miliardi di ¥
Consenso: -181 miliardi di ¥
Dato precedente: -1.105,6 miliardi di ¥
Fonte:Ministero delle Finanze del Giappone
Le esportazioni di beni e servizi, i cui dati sono pubblicati dall’Agenzia delle dogane giapponese, comprendono le transazioni di beni e servizi (vendite, baratti, doni o sovvenzioni) da residenti a non residenti.
Leggi di più.Ultima pubblicazione: Mar 20 ott 2026 23:50
Frequenza: Mensile
Dato effettivo: 16,7%
Consenso: 20,1%
Dato precedente: 19,3%
Fonte:Ministero delle Finanze del Giappone