
Tatha Ghose di Commerzbank si aspetta che la banca centrale russa lasci invariato il tasso di riferimento al 14,0%, in linea con il consenso. Secondo l’analista, la dinamica dell’inflazione e i rischi di bilancio giustificano una pausa; inoltre, la previsione a medio termine della CBR sui tassi per il 2027 potrebbe essere rivista al rialzo. Il rublo ha iniziato ad apprezzarsi moderatamente, ma il suo debole legame con i fondamentali commerciali rende incerte le prospettive.

«La banca centrale russa (CBR) annuncerà la decisione sul tasso di riferimento nel corso della giornata: il consenso di mercato prevede quasi all’unanimità un tasso invariato al 14,0%, e siamo dello stesso avviso».
«L’inflazione resta l’argomento più convincente a favore di una pausa. L’inflazione su base mensile è rallentata al 6,5% (destagionalizzato e annualizzato) a settembre dal 7,5% di agosto, ma la media a tre mesi è ancora all’8%. L’aumento delle tariffe delle utenze di ottobre, insolitamente tardivo e più consistente, ha già spinto l’inflazione annua oltre il 7%».
«La debolezza dell’attività economica offre qualche argomento a favore di una riduzione dei tassi: ad agosto la crescita del PIL si è attestata ad appena lo 0,8% su base annua, la produzione industriale si è contratta dello 0,6% su base annua e il PMI manifatturiero è rimasto in territorio di contrazione. Tuttavia, i settori sostenuti dal governo e i prestiti agevolati sono meno sensibili ai tassi di interesse, mentre il credito alle imprese resta elevato. La CBR, peraltro, ha già tagliato i tassi nei trimestri scorsi proprio per fornire un certo sostegno».
«I fondamentali dell’inflazione non sono particolarmente favorevoli a un nuovo allentamento monetario, mentre l’attenzione si concentrerà soprattutto sulle proiezioni a medio termine aggiornate della CBR e sulle indicazioni relative al futuro orientamento della politica monetaria. Attualmente la CBR prevede un tasso di riferimento medio del 10,5%-12,5% nel 2027, ma questo intervallo potrebbe essere rivisto al rialzo, probabilmente anche di 1 punto percentuale».
«Il rublo si sta finalmente apprezzando leggermente, dopo essere rimasto debole per diversi mesi nonostante gli elevati prezzi di realizzo del greggio Urals e il miglioramento dell’avanzo commerciale russo. Tuttavia, dato il debole legame del tasso di cambio con i fondamentali commerciali, non è certo che questa tendenza prosegua nel prossimo mese».
(Questo articolo è stato realizzato con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale e rivisto da un redattore. Scopri di più.)