
L’argento (XAG/USD) subisce nuove pressioni di vendita dopo la chiusura pressoché invariata della giornata precedente e martedì scende su un nuovo minimo da novembre 2025. Il metallo bianco mantiene le perdite intraday nelle prime ore della sessione europea e al momento viene scambiato sotto quota 53,00 dollari, in calo di circa il 2,0% nella giornata.

Il dollaro statunitense (USD) prosegue il recupero dal minimo di tre settimane toccato giovedì scorso e guadagna terreno per il terzo giorno consecutivo, penalizzando le materie prime denominate in dollari, tra cui XAG/USD. Gli operatori rialzisti sul dollaro potrebbero tuttavia evitare di assumere posizioni aggressive e preferire attendere l’attesissima decisione del FOMC sui tassi di mercoledì. Questo, a sua volta, potrebbe offrire un certo sostegno al metallo e contribuire a limitare ulteriori perdite.
Dal punto di vista tecnico, l’ultima fase ribassista segue i ripetuti tentativi falliti di consolidarsi al di sopra della media mobile semplice (SMA) a 50 ore e della soglia tonda di 54,00 dollari. Ciò favorisce gli operatori ribassisti e suggerisce che la direzione di minor resistenza per XAG/USD rimane al ribasso. Il quadro negativo è rafforzato dal fatto che l’indicatore di convergenza e divergenza delle medie mobili (MACD) (12, 26, 9) resta in territorio negativo, con un andamento debole.
Detto questo, l’indice di forza relativa (RSI), a 27,89, si trova in zona di ipervenduto, suggerendo che, pur persistendo la pressione ribassista, le vendite potrebbero perdere slancio su questi livelli più bassi. Qualsiasi tentativo di recupero oltre quota 53,00 dollari, tuttavia, attirerà più probabilmente nuovi venditori e resterà limitato in prossimità della resistenza orizzontale a 53,25 dollari. Un consolidamento al di sopra di tale livello potrebbe consentire a XAG/USD di tornare a testare la SMA a 500 ore, attualmente intorno a quota 54,00 dollari.
Il metallo bianco dovrebbe riconquistare quest’ultima soglia per attenuare l’attuale impostazione ribassista e aprire la strada a prezzi più elevati. Al ribasso, l’assenza di supporti tecnici vicini suggerisce che un’ulteriore discesa sotto l’area di 52,70-52,65 dollari potrebbe estendersi rapidamente verso il supporto intermedio a 52,50 dollari, per poi puntare a quota 52,00 dollari, dove potrebbero intervenire gli acquirenti.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)
L’argento è un metallo prezioso molto scambiato dagli investitori. Storicamente è stato utilizzato come riserva di valore e mezzo di scambio. Sebbene sia meno popolare dell’oro, gli operatori possono scegliere l’argento per diversificare il proprio portafoglio di investimenti, per il suo valore intrinseco o come potenziale copertura nei periodi di inflazione elevata. Gli investitori possono acquistare argento fisico, in monete o lingotti, oppure negoziarlo attraverso strumenti come i fondi quotati in borsa (ETF), che ne replicano il prezzo sui mercati internazionali.
I prezzi dell’argento possono variare in risposta a un’ampia gamma di fattori. L’instabilità geopolitica o i timori di una profonda recessione possono far salire il prezzo dell’argento grazie al suo ruolo di bene rifugio, sebbene in misura minore rispetto all’oro. Essendo un’attività che non offre rendimento, l’argento tende a salire quando i tassi di interesse scendono. I suoi movimenti dipendono anche dall’andamento del dollaro statunitense (USD), poiché il metallo è quotato in dollari (XAG/USD). Un dollaro forte tende a frenare il prezzo dell’argento, mentre un dollaro più debole tende a spingerlo al rialzo. Anche altri fattori, come la domanda di investimento, l’offerta mineraria – l’argento è molto più abbondante dell’oro – e i tassi di riciclo, possono influire sui prezzi.
L’argento è ampiamente utilizzato nell’industria, in particolare in settori come l’elettronica e l’energia solare, poiché presenta una delle più elevate conducibilità elettriche tra tutti i metalli, superiore a quella del rame e dell’oro. Un forte aumento della domanda può far salire i prezzi, mentre un calo tende a ridurli. Anche le dinamiche delle economie statunitense, cinese e indiana possono contribuire alle oscillazioni dei prezzi: negli Stati Uniti e soprattutto in Cina, i vasti settori industriali utilizzano l’argento in diversi processi produttivi; in India, anche la domanda dei consumatori per il metallo prezioso destinato alla gioielleria svolge un ruolo chiave nella determinazione dei prezzi.
I prezzi dell’argento tendono a seguire i movimenti dell’oro. Quando i prezzi dell’oro salgono, l’argento solitamente segue la stessa direzione, poiché entrambi hanno un ruolo simile come beni rifugio. Il rapporto oro/argento, che indica il numero di once d’argento necessarie per eguagliare il valore di un’oncia d’oro, può aiutare a determinare la valutazione relativa dei due metalli. Alcuni investitori possono interpretare un rapporto elevato come un segnale che l’argento è sottovalutato o che l’oro è sopravvalutato. Al contrario, un rapporto basso potrebbe suggerire che l’oro è sottovalutato rispetto all’argento.