
Il prezzo dell’argento (XAG/USD) recupera gran parte delle perdite iniziali e rimbalza verso 54,50 dollari nelle prime contrattazioni europee di venerdì. Il metallo bianco risale dopo aver toccato un nuovo minimo da inizio anno (YTD) intorno a 53,46 dollari.

Le prospettive del prezzo dell’argento restano incerte, mentre il petrolio rincara a causa dei rischi per l’approvvigionamento energetico. L’aumento dei prezzi del petrolio alimenta le aspettative di inflazione a livello globale, uno scenario che induce ad attendersi tassi di interesse più elevati da parte delle banche centrali. Una simile situazione riduce l’attrattiva degli strumenti privi di rendimento, come l’argento. Al momento della stesura, il prezzo del petrolio WTI guadagna l’1,5% e si colloca sopra i 100 dollari.
I rischi per l’approvvigionamento energetico sono aumentati a causa dei timori di una nuova escalation delle tensioni in Medio Oriente. Questa settimana, il Dipartimento di Stato statunitense ha ordinato al personale non essenziale e ai familiari di lasciare le ambasciate americane in Arabia Saudita, secondo quanto riportato da Reuters.
Il prossimo catalizzatore principale per il prezzo dell’argento sarà l’annuncio di politica monetaria della Federal Reserve (Fed) di mercoledì. È pressoché certo che la Fed lascerà i tassi di interesse invariati nell’intervallo del 3,75%-4,00%. Gli investitori presteranno particolare attenzione alle indicazioni della Fed sull’inflazione e sulle prospettive economiche.
Lo strumento FedWatch del CME indica che la Fed alzerà i tassi di interesse a dicembre, dopo averli mantenuti invariati questo mese.

Sul grafico giornaliero, XAG/USD è scambiato a 54,29 dollari e mantiene un’impostazione ribassista nel breve termine, con il prezzo ben al di sotto della media mobile esponenziale (EMA) a 20 giorni, situata a 58,77 dollari. Il metallo resta sotto pressione dopo il recente calo, mentre l’indice di forza relativa (RSI) a 14 periodi oscilla intorno a 32, segnalando una persistente spinta ribassista. L’avvicinamento alla zona di ipervenduto potrebbe tuttavia frenare ulteriori perdite.
Al rialzo, la prima resistenza significativa è rappresentata dall’EMA a 20 giorni a 58,77 dollari; per attenuare l’attuale impostazione ribassista sarebbe necessario un recupero duraturo al di sopra di questa barriera. In assenza di supporti strutturali vicini ricavabili dai dati forniti, gli operatori probabilmente osserveranno l’andamento dell’RSI alla ricerca di segnali di esaurimento della pressione di vendita. Il quadro generale continua comunque a favorire i venditori finché XAG/USD rimane sotto la resistenza chiave rappresentata dall’EMA.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)
L’argento è un metallo prezioso molto scambiato dagli investitori. Storicamente è stato utilizzato come riserva di valore e mezzo di scambio. Sebbene sia meno popolare dell’oro, gli operatori possono scegliere l’argento per diversificare il proprio portafoglio di investimenti, per il suo valore intrinseco o come potenziale copertura nei periodi di inflazione elevata. Gli investitori possono acquistare argento fisico, sotto forma di monete o lingotti, oppure negoziarlo tramite strumenti come gli Exchange Traded Fund (ETF), che ne replicano il prezzo sui mercati internazionali.
I prezzi dell’argento possono variare per un’ampia gamma di fattori. L’instabilità geopolitica o i timori di una profonda recessione possono far salire il prezzo dell’argento grazie al suo status di bene rifugio, sebbene in misura minore rispetto all’oro. Essendo un’attività priva di rendimento, l’argento tende a salire quando i tassi di interesse scendono. I suoi movimenti dipendono anche dall’andamento del dollaro statunitense (USD), poiché il metallo è quotato in dollari (XAG/USD). Un dollaro forte tende a contenere il prezzo dell’argento, mentre un dollaro più debole tende a favorirne il rialzo. Anche altri fattori, come la domanda di investimento, l’offerta mineraria – l’argento è molto più abbondante dell’oro – e i tassi di riciclo, possono influire sui prezzi.
L’argento è ampiamente utilizzato nell’industria, in particolare in settori come l’elettronica e l’energia solare, poiché presenta una delle più elevate conduttività elettriche tra tutti i metalli, superiore a quella del rame e dell’oro. Un forte aumento della domanda può far salire i prezzi, mentre un calo tende a ridurli. Anche le dinamiche delle economie statunitense, cinese e indiana possono contribuire alle oscillazioni dei prezzi: negli Stati Uniti e soprattutto in Cina, i vasti settori industriali impiegano l’argento in diversi processi; in India, anche la domanda dei consumatori per il metallo prezioso destinato alla gioielleria svolge un ruolo chiave nella determinazione dei prezzi.
I prezzi dell’argento tendono a seguire i movimenti dell’oro. Quando il prezzo dell’oro sale, l’argento generalmente segue la stessa direzione, poiché entrambi hanno uno status simile di bene rifugio. Il rapporto oro/argento, che indica il numero di once d’argento necessarie per eguagliare il valore di un’oncia d’oro, può aiutare a valutare il valore relativo dei due metalli. Alcuni investitori possono interpretare un rapporto elevato come un segnale che l’argento è sottovalutato o che l’oro è sopravvalutato. Al contrario, un rapporto basso potrebbe suggerire che l’oro è sottovalutato rispetto all’argento.