
Il dollaro statunitense (USD) registra venerdì la migliore performance tra le principali valute, sostenuto sia dall’avversione al rischio, seguita al crollo delle borse guidato dai titoli tecnologici, sia dalle speranze degli investitori in un rapporto solido sull’occupazione non agricola statunitense (Nonfarm Payrolls, NFP), atteso nel corso della giornata. L’indice del dollaro statunitense (DXY) guadagna finora lo 0,4% nella seduta, raggiungendo i massimi settimanali appena sopra 102,00.

Venerdì sui mercati prevale una forte avversione al rischio dopo i bruschi cali delle borse globali. Gli investitori hanno venduto le azioni dei produttori di chip, temendo che la vittoria dei Democratici alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti comporti una regolamentazione più severa per il settore dell’intelligenza artificiale e ritardi i piani di costruzione di nuovi centri dati.
Sul fronte macroeconomico, l’attenzione è rivolta al rapporto di ottobre sull’occupazione non agricola statunitense, che dovrebbe mostrare un aumento netto di 65.000 posti di lavoro, dopo l’incremento di 29.000 registrato a settembre. I dati sul mercato del lavoro pubblicati nei giorni scorsi, nello specifico il rapporto ADP sulla variazione dell’occupazione di mercoledì e le richieste settimanali di sussidio di disoccupazione di giovedì, hanno evidenziato risultati migliori delle attese, alimentando le speranze di una sorpresa positiva nel rapporto NFP di venerdì.
L’analista di ING Chris Turner sostiene che un «dato occupazionale discreto oggi confermerà la valutazione della Fed secondo cui il mercato del lavoro statunitense è “solido” e potrebbe offrire un certo sostegno ai tassi a breve termine e al dollaro».
In una prospettiva più ampia, Turner osserva che «i tassi statunitensi a breve termine sono scesi di quasi 50 punti base da fine settembre e il vantaggio di rendimento del dollaro rispetto alle altre principali valute si è leggermente ridotto», ma avverte che non è ancora chiaro «se questa ondata di vendite sui titoli tecnologici porterà a una rivalutazione più ampia della traiettoria della crescita e dell’inflazione negli Stati Uniti».
Il dato sull’occupazione non agricola indica il numero di nuovi posti di lavoro creati negli Stati Uniti nel mese precedente in tutte le imprese dei settori non agricoli; viene pubblicato dal Bureau of Labor Statistics (BLS) statunitense. Le variazioni mensili dell’occupazione possono essere estremamente volatili. Il dato è inoltre soggetto a revisioni significative, che possono a loro volta innescare volatilità sul mercato dei cambi. In generale, un valore elevato è considerato rialzista per il dollaro statunitense (USD), mentre un valore basso è considerato ribassista, sebbene le revisioni dei mesi precedenti e il tasso di disoccupazione siano altrettanto rilevanti del dato principale. La reazione del mercato dipende quindi dalla valutazione complessiva di tutti i dati contenuti nel rapporto del BLS.
Leggi di più.Prossima pubblicazione: Ven 6 nov 2026 13:30
Frequenza: Mensile
Consenso: 65K
Precedente: 29K
Fonte:Ufficio di statistica del lavoro degli Stati Uniti
Il rapporto mensile sull’occupazione statunitense è considerato l’indicatore economico più importante per i trader del mercato dei cambi. Pubblicata il primo venerdì successivo al mese di riferimento, la variazione del numero di posti di lavoro è strettamente correlata all’andamento complessivo dell’economia ed è monitorata dai responsabili delle politiche economiche. La piena occupazione è uno degli obiettivi del mandato della Federal Reserve, che tiene conto degli sviluppi del mercato del lavoro nel definire le proprie politiche, influenzando così le valute. Sebbene diversi indicatori anticipatori contribuiscano a formulare le stime, i dati sull’occupazione non agricola (Nonfarm Payrolls) tendono a sorprendere i mercati e a innescare una notevole volatilità. Dati effettivi superiori alle attese di consenso tendono a favorire il rialzo del dollaro statunitense (USD).
Il tasso di disoccupazione, pubblicato dal Bureau of Labor Statistics (BLS) degli Stati Uniti, indica la percentuale della forza lavoro civile complessiva che non svolge un’attività lavorativa retribuita ma cerca attivamente un impiego. Il tasso è solitamente più elevato nelle economie in recessione rispetto a quelle in crescita. In generale, un calo del tasso di disoccupazione è considerato rialzista per il dollaro statunitense (USD), mentre un aumento è considerato ribassista. Tuttavia, il dato da solo non consente solitamente di determinare la direzione del successivo movimento del mercato, poiché questa dipenderà anche dal dato principale sull’occupazione non agricola (Nonfarm Payrolls) e dagli altri dati contenuti nel rapporto del BLS.
Leggi di più.Ultima pubblicazione: Ven 02 ott 2026 12:30
Frequenza: Mensile
Dato effettivo: 4,2%
Consenso: 4,1%
Precedente: 4,1%
Fonte: