Previsioni sul cambio AUD/USD: rialzisti esitanti sopra 0,7000 tra orientamento accomodante della RBA e debolezza del dollaro USA

  • AUD/USD mantiene un orientamento positivo per il secondo giorno consecutivo, in un contesto di debolezza generalizzata del dollaro statunitense.
  • L’orientamento accomodante della RBA frena il dollaro australiano in attesa dell’importante rapporto statunitense NFP.
  • Il quadro tecnico suggerisce cautela agli operatori rialzisti e a chi intende posizionarsi per ulteriori rialzi.

Giovedì la coppia AUD/USD attira alcuni acquisti per il secondo giorno consecutivo, mentre la netta vittoria dei Democratici alle elezioni statunitensi di metà mandato e il calo dei rendimenti obbligazionari USA spingono il dollaro statunitense (USD) a un nuovo minimo da fine settembre. Le quotazioni si mantengono al di sopra della soglia psicologica di 0,7000 durante la sessione asiatica, anche se la mancanza di ulteriore slancio invita alla cautela prima di posizionarsi per un proseguimento del solido recupero della seduta precedente dall’area di 0,6950, corrispondente al minimo di due settimane e mezzo.

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Martedì la Reserve Bank of Australia (RBA) ha alzato i tassi accompagnando la decisione con toni accomodanti, segnalando un passaggio a un atteggiamento più prudente e attendista. La banca centrale ha evidenziato i crescenti rischi di un aumento della disoccupazione e, per la prima volta da giugno, ha eliminato dal comunicato ufficiale i riferimenti espliciti a possibili rialzi futuri, riducendo la probabilità di un intervento a dicembre. Questo, a sua volta, frena il dollaro australiano (AUD) e limita il rialzo della coppia AUD/USD.

RBA vista al picco dei tassi: OCBC segnala il rallentamento dell’economia e l’aumento della disoccupazione

Gli analisti di OCBC sottolineano che il contesto interno sta diventando meno favorevole a un ulteriore inasprimento monetario da parte della RBA, osservando che «l’economia sta rallentando, i prezzi delle abitazioni sono scesi significativamente e il tasso di disoccupazione è aumentato». Alla luce di questo indebolimento del quadro economico, aggiungono: «non ci aspettiamo altri rialzi in questo ciclo e la prossima mossa di politica monetaria sarà probabilmente un taglio», ribadendo la loro opinione secondo cui l’attuale tasso di riferimento rappresenta il picco di questa fase di stretta monetaria.

Gli operatori sembrano inoltre restii ad assumere posizioni direzionali aggressive e preferiscono attendere la pubblicazione del rapporto mensile statunitense sull’occupazione, molto seguito dai mercati e comunemente noto come Nonfarm Payrolls (NFP). Anche gli interventi dei membri più influenti del FOMC saranno esaminati alla ricerca di indicazioni sul futuro percorso di politica monetaria della Federal Reserve (Fed) statunitense. Inoltre, gli sviluppi della crisi in Medio Oriente forniranno nuovi impulsi al dollaro statunitense e alla coppia AUD/USD.

Dal punto di vista tecnico, la coppia mantiene un orientamento moderatamente ribassista nel breve termine, al di sotto della media mobile semplice (SMA) a 200 giorni a 0,7058 e di una fitta fascia di ritracciamenti di Fibonacci che inizia dal livello del 38,2%, intorno a 0,7024. Nel frattempo, l’indicatore di convergenza e divergenza delle medie mobili (MACD) mostra una lettura lievemente positiva e l’indice di forza relativa (RSI) oscilla vicino alla linea neutrale di 50, suggerendo soltanto una stabilizzazione anziché una chiara inversione rialzista.

Pertanto, qualsiasi successivo movimento oltre il ritracciamento di Fibonacci del 38,2% a 0,7024 incontrerà probabilmente una forte resistenza e resterà contenuto in prossimità della SMA a 200 giorni a 0,7058. Segue il ritracciamento del 50,0% a 0,7065, mentre ulteriori ostacoli si collocano sul livello di Fibonacci del 61,8% a 0,7105, sul livello del 78,6% a 0,7163 e sul massimo del ciclo vicino a 0,7236. Al ribasso, un primo supporto emerge sul livello di Fibonacci del 23,6% a 0,6974, prima di un supporto strutturale più solido intorno a 0,6893, punto di ancoraggio dell’attuale movimento su cui sono calcolati i livelli di Fibonacci.

(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)

Grafico giornaliero AUD/USD

Chart Analysis AUD/USD

Domande frequenti sulla RBA

La Reserve Bank of Australia (RBA) stabilisce i tassi di interesse e gestisce la politica monetaria dell’Australia. Le decisioni vengono prese da un consiglio direttivo nel corso di 11 riunioni all’anno e di riunioni straordinarie d’emergenza, ove necessario. Il mandato principale della RBA è mantenere la stabilità dei prezzi, ossia un tasso di inflazione del 2-3%, ma anche «…contribuire alla stabilità della valuta, alla piena occupazione e alla prosperità economica e al benessere del popolo australiano». Il suo principale strumento per raggiungere questi obiettivi consiste nell’aumentare o ridurre i tassi di interesse. Tassi di interesse relativamente elevati rafforzano il dollaro australiano (AUD) e viceversa. Tra gli altri strumenti della RBA figurano l’allentamento quantitativo e la stretta quantitativa.

Sebbene l’inflazione sia sempre stata considerata tradizionalmente un fattore negativo per le valute, poiché riduce in generale il valore del denaro, in epoca moderna, con l’allentamento dei controlli sui movimenti transfrontalieri di capitali, si è verificato il contrario. Un’inflazione moderatamente più elevata tende oggi a indurre le banche centrali ad aumentare i tassi di interesse, attirando a sua volta maggiori afflussi di capitali da investitori globali alla ricerca di una destinazione redditizia per il proprio denaro. Ciò accresce la domanda di valuta locale, che nel caso dell’Australia è il dollaro australiano.

I dati macroeconomici misurano lo stato di salute di un’economia e possono incidere sul valore della sua valuta. Gli investitori preferiscono impiegare i propri capitali in economie solide e in crescita piuttosto che in economie instabili e in contrazione. Maggiori afflussi di capitali accrescono la domanda aggregata e il valore della valuta nazionale. Indicatori classici come il PIL, gli indici PMI manifatturieri e dei servizi, l’occupazione e le indagini sulla fiducia dei consumatori possono influenzare l’AUD. Un’economia forte può incoraggiare la Reserve Bank of Australia ad aumentare i tassi di interesse, sostenendo così anche l’AUD.

L’allentamento quantitativo (Quantitative Easing, QE) è uno strumento utilizzato in situazioni estreme, quando la riduzione dei tassi di interesse non è sufficiente a ripristinare il flusso di credito nell’economia. Il QE è il processo attraverso il quale la Reserve Bank of Australia (RBA) stampa dollari australiani (AUD) per acquistare attività, solitamente titoli di Stato o obbligazioni societarie, dagli istituti finanziari, fornendo loro la liquidità di cui hanno grande bisogno. Il QE comporta solitamente un indebolimento dell’AUD.

La stretta quantitativa (Quantitative Tightening, QT) è il processo inverso del QE. Viene attuata dopo il QE, quando è in corso una ripresa economica e l’inflazione comincia a salire. Mentre con il QE la Reserve Bank of Australia (RBA) acquista titoli di Stato e obbligazioni societarie dagli istituti finanziari per fornire loro liquidità, con il QT la RBA interrompe gli ulteriori acquisti di attività e smette di reinvestire il capitale rimborsato alla scadenza delle obbligazioni già in portafoglio. Questo avrebbe un effetto positivo, o rialzista, sul dollaro australiano.