Previsioni sul prezzo dell’argento: XAG/USD sale verso 53,00 dollari tra cambiamenti sul fronte elettorale e un dollaro USA più debole

  • Le vittorie elettorali dei democratici hanno alimentato le speranze di pace con l’Iran, facendo scendere i prezzi del petrolio e accrescendo l’attrattiva dell’argento.
  • La solida crescita dell’occupazione privata ha sostenuto le aspettative di un rialzo dei tassi, sebbene il calo dei prezzi dell’energia possa moderare l’inflazione nel breve termine.
  • Gli investitori attendono ora i dati sulle richieste iniziali di sussidio di disoccupazione e il rapporto sull’occupazione non agricola per valutare la prossima mossa della Fed.

Il prezzo dell’argento (XAG/USD) avanza per il secondo giorno consecutivo, attestandosi intorno a 53,10 dollari per oncia troy durante la sessione asiatica di giovedì. Le quotazioni dell’argento sono salite poiché le vittorie dei democratici alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti hanno alimentato le speranze di una fine del conflitto tra Stati Uniti e Iran, innescando un brusco calo dei prezzi del petrolio.

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Il metallo bianco, denominato in dollari e privo di rendimento, ha inoltre beneficiato dell’indebolimento del dollaro statunitense (USD) e del calo dei rendimenti dei Treasury, che ne hanno accresciuto l’attrattiva per gli investitori. Il presidente Donald Trump ha riconosciuto che i repubblicani hanno perso a causa della guerra e ha indicato gli elevati prezzi della benzina come uno dei fattori principali della sconfitta, segnalando al contempo di non avere piani immediati per intensificare gli attacchi contro l’Iran.

Il calo dei prezzi del petrolio potrebbe contribuire a moderare le pressioni inflazionistiche, attenuando i timori di possibili aumenti dei tassi di interesse nel breve termine. Tuttavia, la tenuta dei dati economici nazionali ha continuato a rafforzare le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve. Il rapporto ADP sull’occupazione ha mostrato un aumento di 86.000 posti di lavoro nel settore privato a ottobre—superiore ai 69.000 previsti—mentre il dato di settembre è stato rivisto al ribasso da 90.000 a 86.000. Nel frattempo, l’indice ISM PMI dei servizi è sceso leggermente da 54,9 a 54,5, collocandosi appena sotto le previsioni di 54,8 ma rimanendo saldamente in territorio di espansione.

Questi solidi indicatori economici statunitensi mantengono orientate in senso restrittivo le aspettative sulla politica monetaria della Federal Reserve (Fed), con lo strumento FedWatch del CME che indica come i mercati scontino una probabilità di quasi l’82% di un ulteriore rialzo dei tassi a dicembre. Gli investitori rivolgono ora l’attenzione ai prossimi dati economici, tra cui le richieste iniziali settimanali di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti, in uscita giovedì, e il rapporto sull’occupazione non agricola, previsto per venerdì.

Il DXY è ancora ritenuto superiore al valore equo nonostante il ripiegamento del dollaro dopo le elezioni

Gli analisti di Scotiabank ribadiscono che, anche dopo il ripiegamento postelettorale del dollaro statunitense, l’indice DXY nel suo complesso rimane su livelli elevati rispetto al loro modello di valutazione. Affermano di «continuare a evidenziare il premio del DXY rispetto alla nostra stima del valore equo basata sui differenziali di rendimento a due anni, che si colloca più vicino a 100 (contro una quotazione a pronti intorno a 101,5)», sottolineando la loro opinione secondo cui il dollaro continua a essere scambiato al di sopra del valore equo, nonostante la recente fase di debolezza nei confronti delle valute del G10.

Domande frequenti sull’argento

L’argento è un metallo prezioso ampiamente negoziato dagli investitori. Storicamente è stato utilizzato come riserva di valore e mezzo di scambio. Sebbene sia meno popolare dell’oro, gli operatori possono scegliere l’argento per diversificare il proprio portafoglio di investimenti, per il suo valore intrinseco o come potenziale copertura nei periodi di inflazione elevata. Gli investitori possono acquistare argento fisico, sotto forma di monete o lingotti, oppure negoziarlo tramite strumenti come i fondi negoziati in borsa (ETF), che ne replicano il prezzo sui mercati internazionali.

I prezzi dell’argento possono variare in risposta a un’ampia gamma di fattori. L’instabilità geopolitica o i timori di una profonda recessione possono far salire il prezzo dell’argento grazie al suo status di bene rifugio, sebbene in misura minore rispetto all’oro. Essendo un’attività priva di rendimento, l’argento tende a salire quando i tassi di interesse scendono. I suoi movimenti dipendono anche dall’andamento del dollaro statunitense (USD), poiché il metallo è quotato in dollari (XAG/USD). Un dollaro forte tende a frenare il prezzo dell’argento, mentre un dollaro più debole tende a favorirne il rialzo. Anche altri fattori, come la domanda di investimento, l’offerta mineraria – l’argento è molto più abbondante dell’oro – e i tassi di riciclo, possono influire sui prezzi.

L’argento è ampiamente utilizzato nell’industria, in particolare in settori come l’elettronica e l’energia solare, poiché presenta una delle più elevate conducibilità elettriche tra tutti i metalli, superiore a quella del rame e dell’oro. Un’impennata della domanda può far aumentare i prezzi, mentre un calo tende a farli scendere. Anche le dinamiche delle economie statunitense, cinese e indiana possono contribuire alle oscillazioni dei prezzi: negli Stati Uniti e soprattutto in Cina, i vasti settori industriali utilizzano l’argento in diversi processi produttivi; in India, anche la domanda dei consumatori di questo metallo prezioso per la gioielleria svolge un ruolo fondamentale nella determinazione dei prezzi.

I prezzi dell’argento tendono a seguire i movimenti dell’oro. Quando i prezzi dell’oro salgono, in genere anche l’argento si muove nella stessa direzione, dato che entrambi hanno uno status simile di beni rifugio. Il rapporto oro/argento, che indica il numero di once d’argento necessarie per eguagliare il valore di un’oncia d’oro, può aiutare a determinare la valutazione relativa dei due metalli. Alcuni investitori possono interpretare un rapporto elevato come un segnale che l’argento sia sottovalutato o che l’oro sia sopravvalutato. Al contrario, un rapporto basso potrebbe suggerire che l’oro sia sottovalutato rispetto all’argento.