La sterlina si stabilizza vicino a 1,3400 tra le aspettative di un rialzo dei tassi della BoE

  • GBP/USD resta invariato intorno a 1,3390 nella sessione asiatica di lunedì.
  • I mercati scontano ampiamente un rialzo del tasso di riferimento della BoE al 4,0% nella riunione di politica monetaria di novembre.
  • Gli operatori si preparano alla decisione della BoE sui tassi di giovedì, in attesa dei dati sull’occupazione statunitense.

La coppia GBP/USD si mantiene stabile vicino a 1,3390 durante la sessione asiatica di lunedì. Gli operatori preferiscono restare alla finestra in vista degli eventi chiave in programma nel corso della settimana. Giovedì i riflettori saranno puntati sulla decisione della Banca d’Inghilterra (BoE) sui tassi di interesse. Venerdì l’attenzione si sposterà sui dati sull’occupazione statunitense di ottobre.

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Gli economisti interpellati da Reuters si aspettano che la BoE alzi il tasso di riferimento dal 3,75% al 4,0% nella riunione di politica monetaria di novembre, in programma giovedì. Si tratterebbe del primo rialzo dall’agosto 2023, quando l’inflazione era ancora superiore all’obiettivo del 2% della BoE. Le aspettative di una politica più restrittiva da parte della BoE potrebbero offrire un certo sostegno alla sterlina britannica (GBP) nei confronti del dollaro statunitense (USD).

«Pur non aspettandoci indicazioni chiare da parte del Comitato sul numero di rialzi previsti, è possibile che i verbali della riunione o Bailey ... segnalino che difficilmente il tasso di riferimento raggiungerà il livello scontato dai mercati finanziari», ha dichiarato Alexander Harvey, economista specializzato nel Regno Unito presso la società di consulenza Oxford Economics.

Questa settimana le elezioni statunitensi di metà mandato e il rapporto sull’occupazione saranno seguiti con attenzione. Si prevede che i nuovi occupati nel settore non agricolo (Nonfarm Payrolls, NFP) siano aumentati di 65.000 unità a settembre, mentre il tasso di disoccupazione dovrebbe essere rimasto invariato al 4,2% nello stesso periodo. Qualsiasi segnale di miglioramento del mercato del lavoro statunitense potrebbe sostenere il dollaro e frenare la coppia valutaria nel breve termine.

La sterlina resta sostenuta, ma nuovi rialzi diventano più difficili con la stretta della BoE già scontata

Gli strategist di OCBC sottolineano che la sterlina «ha tenuto meglio del previsto nonostante le pressioni sui conti pubblici derivanti dall’aumento dei costi energetici», con l’ultima legge di bilancio britannica considerata un fattore chiave di stabilizzazione. Osservano che la manovra «ha evitato di alimentare tali preoccupazioni», poiché «ha rispettato le regole di bilancio e mantenuto un margine di 15 miliardi di GBP rispetto alla regola di stabilità, anche dopo aver assorbito parte dell’impatto del conflitto in Medio Oriente».

OCBC aggiunge che il contesto generale del Regno Unito «rimane relativamente favorevole». La crescita «ha dimostrato una buona tenuta», con l’OBR che ha rivisto al rialzo la propria «previsione di crescita per il 2026 all’1,2%». A loro avviso, «una maggiore stabilità politica e la disciplina di bilancio dovrebbero continuare a offrire un certo sostegno relativo alla sterlina», mentre «legami economici più stretti tra Regno Unito e UE potrebbero fornire un ulteriore impulso nel medio termine».

Tuttavia, la banca avverte che «la fase dei guadagni più facili potrebbe essere ormai alle spalle». OCBC evidenzia che i mercati «scontano già un ciclo aggressivo di inasprimento monetario da parte della Banca d’Inghilterra, con un rialzo a novembre ampiamente incorporato nei prezzi e un’ulteriore stretta ben più consistente scontata fino al 2027». Con «una stretta già ampiamente incorporata nei prezzi», gli strategist concludono che «le condizioni necessarie per una nuova fase di rialzo della sterlina diventano sempre più difficili da soddisfare».

Greene segnala un arresto della disinflazione salariale, frenando le speranze di tagli dei tassi a sostegno della sterlina

Greene della BoE ottiene un punteggio di 7,4/10 su FXS Speechtracker, esattamente in linea con la sua media storica, segnalando un orientamento restrittivo costante piuttosto che un suo inasprimento. L’enfasi sull’arresto della disinflazione salariale a livelli superiori a quelli compatibili con un’inflazione del 2%, unita alla convinzione che la politica monetaria debba contrastare preventivamente i rischi di effetti inflazionistici di secondo impatto, rafforza l’orientamento a mantenere i tassi britannici elevati più a lungo e offre un lieve sostegno alla sterlina.

L’osservazione di Greene secondo cui il rischio di effetti di secondo impatto è maggiore di quanto ritenuto in precedenza, nonostante i dati prospettici indichino una crescita salariale più vicina al 3,5% e l’economia mostri una sorprendente tenuta, suggerisce una scarsa propensione a un allentamento nel breve termine. L’indicazione che la capacità inutilizzata nel mercato del lavoro potrebbe aver raggiunto il picco evidenzia il timore di una riemersione delle pressioni salariali. Il discorso risulta quindi coerente con una posizione orientata al mantenimento dei tassi o a una politica più restrittiva, che ridimensiona le aspettative di tagli aggressivi da parte della BoE e sostiene la sterlina rispetto alle altre valute.

Chart Analysis GBP/USD


Analisi tecnica: GBP/USD mantiene un orientamento moderatamente rialzista nel breve termine

Sul grafico giornaliero, GBP/USD mantiene un orientamento moderatamente rialzista nel breve termine, restando al di sopra della media mobile semplice (SMA) a 100 giorni e della SMA centrale delle bande di Bollinger. Le quotazioni si trovano al di sotto della banda superiore di Bollinger, suggerendo margini per ulteriori rialzi, mentre l’indice di forza relativa (RSI) a 14 periodi, vicino a 56, mantiene un segnale positivo senza entrare in territorio di ipercomprato.

Al rialzo, la resistenza immediata si colloca in corrispondenza della banda superiore di Bollinger, vicino a 1,3450, dove i recenti guadagni potrebbero iniziare a incontrare pressioni di vendita. Al ribasso, il primo supporto coincide con la SMA a 100 giorni a 1,3385, seguito dalla banda centrale di Bollinger a 1,3310. In caso di prolungamento della fase correttiva, un ulteriore supporto si trova in corrispondenza della banda inferiore di Bollinger, vicino a 1,3175.

(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)

Domande frequenti sulla sterlina britannica

La sterlina britannica (GBP) è la valuta più antica al mondo (886 d.C.) e la moneta ufficiale del Regno Unito. È la quarta valuta più scambiata sul mercato dei cambi (FX) a livello mondiale e rappresenta il 12% di tutte le transazioni, con un volume medio di 630 miliardi di dollari al giorno, secondo i dati del 2022. Le principali coppie valutarie che la includono sono GBP/USD, nota anche come «Cable», che rappresenta l’11% degli scambi sul mercato dei cambi, GBP/JPY, conosciuta dagli operatori come «Dragon» (3%), ed EUR/GBP (2%). La sterlina britannica è emessa dalla Banca d’Inghilterra (BoE).

Il fattore più importante che influenza il valore della sterlina britannica è la politica monetaria decisa dalla Banca d’Inghilterra. La BoE basa le proprie decisioni sul raggiungimento del suo obiettivo primario di «stabilità dei prezzi», ossia un tasso di inflazione stabile intorno al 2%. Lo strumento principale per conseguirlo è l’adeguamento dei tassi di interesse. Quando l’inflazione è troppo elevata, la BoE cerca di contenerla alzando i tassi di interesse, rendendo più costoso l’accesso al credito per famiglie e imprese. Questo è generalmente positivo per la sterlina, poiché tassi di interesse più alti rendono il Regno Unito una destinazione più attraente per i capitali degli investitori internazionali. Quando l’inflazione scende troppo, è un segnale di rallentamento della crescita economica. In questo scenario, la BoE valuterà una riduzione dei tassi di interesse per rendere il credito meno costoso, così da incoraggiare le imprese a indebitarsi maggiormente per investire in progetti in grado di generare crescita.

I dati economici misurano lo stato di salute dell’economia e possono incidere sul valore della sterlina britannica. Indicatori come il PIL, gli indici PMI del settore manifatturiero e dei servizi e i dati sull’occupazione possono influenzare l’andamento della GBP. Un’economia solida favorisce la sterlina. Non solo attira maggiori investimenti esteri, ma può anche incoraggiare la BoE ad alzare i tassi di interesse, rafforzando direttamente la GBP. Al contrario, se i dati economici sono deboli, è probabile che la sterlina britannica si deprezzi.

Un altro dato significativo per la sterlina britannica è la bilancia commerciale. Questo indicatore misura la differenza tra quanto un Paese ricava dalle esportazioni e quanto spende per le importazioni in un determinato periodo. Se un Paese produce beni di esportazione molto richiesti, la sua valuta beneficia della domanda aggiuntiva generata dagli acquirenti esteri che desiderano acquistare tali beni. Pertanto, un saldo commerciale positivo rafforza la valuta, mentre un saldo negativo produce l’effetto opposto.