
USD/CAD recupera terreno dopo un’apertura con un gap ribassista, pur rimanendo in territorio negativo e scambiando intorno a 1,3970 durante la sessione asiatica di lunedì. La coppia resta in calo mentre il dollaro statunitense (USD) fatica a trovare sostegno a causa della minore domanda di beni rifugio, favorita dagli sforzi diplomatici in corso per porre fine al conflitto in Medio Oriente, nonostante persistano i timori di una nuova azione militare statunitense contro l’Iran. Funzionari qatarioti e iraniani hanno proseguito i colloqui per il terzo giorno consecutivo, lavorando a un accordo per porre fine alla guerra prima delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.

Tuttavia, la pressione ribassista sulla coppia USD/CAD rimane contenuta, poiché il dollaro canadese, legato alle materie prime, potrebbe risentire del calo dei prezzi del petrolio. Le quotazioni del greggio sono scese dopo l’accordo dell’OPEC+ per mantenere invariati gli obiettivi di produzione petrolifera per dicembre, lasciando la produzione prevista ai livelli di settembre. In base a tale accordo, la quota assegnata all’Arabia Saudita è fissata a 10,478 milioni di barili al giorno (bpd), seguita dalla Russia con 9,949 milioni di bpd e dall’Iraq con 4,431 milioni di bpd.
Nel frattempo, il dollaro statunitense potrebbe recuperare terreno grazie alle crescenti aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve. Secondo lo strumento FedWatch del CME, gli operatori scontano una probabilità di circa il 75% di un aumento dei tassi a dicembre, sostenuta dai recenti dati macroeconomici statunitensi che indicano un’economia resiliente e un’inflazione persistente.
Inoltre, gli operatori di mercato si concentrano sui principali appuntamenti in arrivo, tra cui il rapporto statunitense sull’occupazione non agricola (Nonfarm Payrolls, NFP) e i dati ISM sul settore manifatturiero e sui servizi. Anche gli interventi di diversi esponenti della Federal Reserve previsti nel corso della settimana dovrebbero offrire ulteriori indicazioni sul percorso di politica monetaria della banca centrale.
Gli analisti di strategia di Brown Brothers Harriman sottolineano che l’ultimo rapporto statunitense sull’indice PCE di settembre «conferma che i progressi sul fronte dell’inflazione si sono arrestati». Osservano che, in linea con le attese di consenso, «l’indice PCE complessivo è aumentato dello 0,5% su base mensile rispetto al +0,3% di agosto, portando l’incremento annuo al 3,6% rispetto al 3,4% di agosto», mentre «l’indice PCE di fondo è salito dello 0,3% su base mensile rispetto allo 0,3% di agosto, portando l’incremento annuo al 3,1% rispetto al 3,0% di agosto». Questi dati più sostenuti, sia per l’indice complessivo sia per quello di fondo, avvalorano la loro tesi secondo cui la tendenza disinflazionistica ha perso slancio, confermando un quadro di stallo nei progressi sull’inflazione che assume un ruolo sempre più centrale nelle attuali dinamiche del dollaro e dei tassi.
I principali fattori che influenzano il dollaro canadese (CAD) sono il livello dei tassi di interesse fissati dalla Bank of Canada (BoC), il prezzo del petrolio, la principale voce delle esportazioni canadesi, lo stato di salute dell’economia del Paese, l’inflazione e la bilancia commerciale, ossia la differenza tra il valore delle esportazioni e quello delle importazioni del Canada. Tra gli altri fattori figura il clima di mercato: gli investitori possono orientarsi verso attività più rischiose (risk-on) oppure cercare beni rifugio (risk-off), con la propensione al rischio che favorisce il CAD. Poiché gli Stati Uniti sono il principale partner commerciale del Canada, anche lo stato di salute dell’economia statunitense è un fattore determinante per il dollaro canadese.
La Bank of Canada (BoC) esercita un’influenza significativa sul dollaro canadese fissando il livello dei tassi di interesse ai quali le banche possono prestarsi denaro a vicenda. Questo incide sul livello dei tassi di interesse per tutti gli operatori economici. L’obiettivo principale della BoC è mantenere l’inflazione tra l’1% e il 3%, aumentando o riducendo i tassi di interesse. Tassi relativamente più elevati tendono a favorire il CAD. La Bank of Canada può inoltre ricorrere all’allentamento quantitativo e alla stretta quantitativa per influenzare le condizioni del credito: il primo tende a penalizzare il CAD, mentre la seconda tende a sostenerlo.
Il prezzo del petrolio è uno dei fattori principali che incidono sul valore del dollaro canadese. Il petrolio è la principale voce delle esportazioni del Canada, perciò il suo prezzo tende ad avere un impatto immediato sul valore del CAD. In generale, se il prezzo del petrolio sale, anche il CAD si apprezza, poiché aumenta la domanda complessiva della valuta. Se il prezzo del petrolio scende, accade il contrario. Prezzi del petrolio più elevati tendono inoltre ad aumentare la probabilità di un saldo positivo della bilancia commerciale, un altro elemento favorevole al CAD.
Sebbene l’inflazione sia stata tradizionalmente considerata un fattore negativo per una valuta, poiché riduce il valore del denaro, in epoca moderna, con l’allentamento dei controlli sui movimenti di capitale transfrontalieri, si è in realtà verificato il contrario. Un’inflazione più elevata tende a indurre le banche centrali ad aumentare i tassi di interesse, attirando maggiori afflussi di capitale da parte di investitori internazionali alla ricerca di impieghi remunerativi per il proprio denaro. Ciò aumenta la domanda di valuta locale, che nel caso del Canada è il dollaro canadese.
I dati macroeconomici misurano lo stato di salute dell’economia e possono incidere sul dollaro canadese. Indicatori come il PIL, gli indici PMI del settore manifatturiero e dei servizi, i dati sull’occupazione e le indagini sulla fiducia dei consumatori possono tutti influenzare l’andamento del CAD. Un’economia solida favorisce il dollaro canadese: non solo attira maggiori investimenti esteri, ma può anche incoraggiare la Bank of Canada ad aumentare i tassi di interesse, rafforzando la valuta. Se i dati economici sono deboli, invece, è probabile che il CAD si deprezzi.