
Lo stratega di ING Frantisek Taborsky sottolinea la resilienza delle economie dell’Europa centrale e orientale (CEE), con gli indici PMI di Repubblica Ceca e Ungheria che mostrano solidità, mentre la Polonia migliora e la Romania si indebolisce. Tuttavia, considera lo zloty polacco la valuta più debole della regione, mentre EUR/PLN mette alla prova nuovi massimi in un contesto di incertezza politica e condizioni globali sfavorevoli. Le prospettive accomodanti per la NBP e le preoccupazioni per i conti pubblici rafforzano le aspettative di un ulteriore indebolimento dello zloty, con EUR/PLN atteso sopra quota 4,420.

«Le letture degli indici PMI di ieri nella regione hanno confermato la solidità dell’economia su tutti i fronti. Le prospettive restano positive. Ad eccezione della Turchia, tutti i paesi registrano livelli degli indici PMI superiori a quelli precedenti l’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran.»
«La Repubblica Ceca e l’Ungheria appaiono particolarmente solide, con gli indici vicini ai massimi o su nuovi massimi; la Polonia registra un lieve miglioramento, mentre la Romania ha segnato un nuovo calo. Nel complesso, tuttavia, l’economia continua a mostrare resilienza, indicando prospettive stabili per i prossimi mesi.»
«Ieri EUR/PLN ha messo alla prova nuovi massimi in seguito alle notizie politiche del fine settimana. A nostro avviso, questi sviluppi alimentano ulteriormente la dinamica ribassista dello zloty, suggerendo ulteriori margini di discesa per la valuta.»
«Inoltre, ci aspettiamo un tono accomodante da parte della Banca nazionale di Polonia nella riunione di questa settimana. Considerando l’insieme di questi fattori, continuiamo a ritenere lo zloty l’anello debole della regione CEE e prevediamo che il cambio EUR/PLN si assesti sopra quota 4,420.»
«Naturalmente, le condizioni globali restano sfavorevoli, caratterizzate da un dollaro statunitense forte e da prezzi energetici elevati, nonostante qualche miglioramento nella giornata di ieri. Inoltre, il disavanzo pubblico della Polonia, il più elevato dell’UE, espone il paese a potenziali turbolenze sul mercato delle obbligazioni denominate in euro.»
(Questo articolo è stato creato con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale e rivisto da un redattore. Scopri di più.)