
Francesco Pesole di ING scrive che l’euro è in difficoltà, mentre domina la forza del dollaro statunitense, e che EUR/USD continua a mostrare una sottovalutazione di breve termine in gran parte legata ai rischi francesi. Si aspetta che la Banca centrale europea lasci invariati i tassi questa settimana e ravvisa alcuni rischi al ribasso per EUR/USD, ma individua a 1,1100 un supporto chiave che, per il momento, difficilmente verrà infranto.
«Dopo aver risentito solo marginalmente della nuova ondata di turbolenze sui titoli di Stato francesi della scorsa settimana, l’euro trae comprensibilmente ben pochi benefici dal rimbalzo di sollievo degli OAT, seguito alla conferma del rating Aa3 da parte di Moody’s venerdì.»

«EUR/USD mantiene una sottovalutazione di breve termine di circa l’1,0-1,5%, in gran parte riconducibile alla Francia. Tuttavia, le indicazioni suggeriscono che gli spread debbano ampliarsi in misura piuttosto significativa rispetto agli attuali 153 punti base per innescare un altro forte calo dell’euro.»
«Il calendario economico dell’area euro è poco fitto oggi. Un’altra solida indagine, l’Ifo, ha fornito ulteriori segnali del fatto che la tenuta dell’economia dell’area euro si sta prolungando nel quarto trimestre. Ci aspettiamo che giovedì la Banca centrale europea lasci invariati i tassi e, a nostro avviso, le aspettative di una marcata svolta accomodante dovuta alla situazione francese non sembrano giustificate.»
«A questi livelli EUR/USD presenta probabilmente ancora alcuni rischi al ribasso, poiché il dollaro statunitense, che domina l’andamento del cambio, potrebbe trovare ulteriore sostegno in vista della riunione del FOMC di mercoledì. Il prossimo supporto chiave si trova a 1,1100, il minimo del 14 ottobre. Per il momento, non prevediamo una discesa al di sotto di tale livello.»
(Questo articolo è stato realizzato con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale e rivisto da un redattore. Scopri di più.)