Le prospettive per la prossima settimana: elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, occupazione non agricola e BoE sotto i riflettori

Il dollaro statunitense (USD) ha ritrovato slancio questa settimana, interrompendo una serie di due ribassi consecutivi e portandosi vicino alla sua importante media mobile semplice (SMA) a 200 settimane. Il recupero del biglietto verde ha seguito il persistente rialzo dei prezzi del petrolio greggio, in un contesto in cui una soluzione alla crisi in Medio Oriente sembra ancora lontana. A sostenere la ripresa del dollaro ha contribuito anche il messaggio restrittivo della Federal Reserve nella riunione del 28 ottobre.

 

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L’indice del dollaro statunitense (DXY) registra solidi guadagni e chiude la settimana intorno a quota 102,00, poco al di sotto del massimo settimanale vicino a 102,50. Il calendario economico statunitense si aprirà il 2 novembre con il dato definitivo del PMI manifatturiero di S&P Global, seguito dal PMI manifatturiero dell’ISM e dai dati sulla spesa per costruzioni. Il 3 novembre saranno pubblicati i dati sulle offerte di lavoro JOLTS, gli ordini alle fabbriche, l’indice di ottimismo economico RCM/TIPP e il rapporto settimanale dell’API sulle scorte statunitensi di petrolio greggio, mentre dovrebbero iniziare ad arrivare i risultati delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Il 4 novembre sono attesi i consueti dati sulle richieste di mutui della MBA, seguiti dal rapporto ADP sulla variazione dell’occupazione, dai dati sulla bilancia commerciale, dal dato definitivo del PMI dei servizi di S&P Global, dal PMI dei servizi dell’ISM e dal rapporto settimanale dell’EIA sulle scorte statunitensi di petrolio greggio. Il 5 novembre sono attese le consuete richieste iniziali settimanali di sussidio di disoccupazione, insieme ai dati Challenger sui tagli occupazionali. Il 6 novembre chiuderanno il calendario i dati sull’occupazione non agricola (NFP), il tasso di disoccupazione e la lettura preliminare dell’indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan.


EUR/USD ha prolungato il ribasso della settimana precedente, tornando nell’area dei minimi a 17 mesi, vicino a 1,1100, prima di mettere a segno giovedì un temporaneo rimbalzo appena sopra quota 1,1200. Il 2 novembre sono attese le vendite al dettaglio tedesche, insieme ai dati definitivi del PMI manifatturiero di S&P Global per la Germania e l’Eurozona. Il 4 novembre saranno pubblicati i dati definitivi del PMI dei servizi di S&P Global per l’Unione economica e monetaria (UEM) e la Germania, seguiti dalla stima preliminare del tasso di inflazione nell’area euro. Il 5 novembre è atteso il PMI delle costruzioni di S&P Global per la Germania e l’Eurozona, seguito dagli ordini alle fabbriche tedesche e dai prezzi alla produzione nell’area euro. Il 6 novembre sono in programma la produzione industriale tedesca e i prezzi alla produzione dell’UEM.


GBP/USD ha messo a segno la terza settimana consecutiva di rialzi, riuscendo questa volta a raggiungere l’area di 1,3430, sui massimi a sei settimane. Il dato definitivo del PMI manifatturiero di S&P Global è atteso il 2 novembre, mentre quello del PMI dei servizi di S&P Global sarà pubblicato il 4 novembre. Il PMI delle costruzioni di S&P Global è in programma il 5 novembre, mentre l’indice Lloyds dei prezzi delle abitazioni e il tasso sui mutui della BBA chiuderanno il calendario britannico il 6 novembre.


USD/JPY ha chiuso la settimana con solidi guadagni poco sopra quota 157,00, rinunciando a parte del precedente rialzo che lo aveva portato oltre la soglia di 158,00. Il dato definitivo del PMI manifatturiero di S&P Global sarà pubblicato il 2 novembre, seguito dai dati sulla base monetaria il 4 novembre. Il 5 novembre sono attesi il dato definitivo del PMI dei servizi di S&P Global, i verbali della Banca del Giappone (BoJ) e un’asta di titoli di Stato giapponesi (JGB) a 10 anni. Il 6 novembre saranno pubblicati i dati sulle retribuzioni medie in denaro e quelli settimanali sugli investimenti in obbligazioni estere.


AUD/USD ha registrato un lieve rialzo questa settimana, sufficiente a prolungare il recupero e consolidare il superamento della soglia di 0,7000. Il dato definitivo del PMI manifatturiero di S&P Global è atteso il 2 novembre, seguito dai dati preliminari sui permessi edilizi e sulle autorizzazioni per abitazioni private. Il 3 novembre sono in programma l’indice manifatturiero di Ai Group e il dato definitivo del PMI dei servizi di S&P Global. Il 4 novembre saranno pubblicati i dati sulla spesa delle famiglie, mentre quelli sulla bilancia commerciale sono attesi il 5 novembre.


Prospettive economiche: gli interventi in arrivo

  • Goolsbee della Fed interverrà il 2 novembre.
  • Macklem della Banca del Canada (BoC) parlerà il 3 novembre, seguito da Machado e Donnery della BCE.
  • Lane della BCE interverrà il 4 novembre.
  • Hammack e Barkin della Fed parleranno il 5 novembre, seguiti da Lagarde, Schnabel e Lane della BCE.
  • Il 6 novembre sono previsti gli interventi di Logan, Williams, Musalem e Bowman della Fed, prima di quelli di Donnery della BCE e Pill della Banca d’Inghilterra (BoE).

Banche centrali: le prossime riunioni che definiranno le politiche monetarie

 

  • La Reserve Bank of Australia (RBA) deciderà sui tassi il 3 novembre (rialzo di 25 punti base).
  • La Riksbank si riunirà il 4 novembre (rialzo di 25 punti base), così come la Banca nazionale di Polonia (tassi invariati).
  • La Norges Bank si riunirà il 5 novembre (tassi invariati), seguita dalla Bank Negara Malaysia (BNM, tassi invariati), dalla BoE (rialzo di 25 punti base) e da Banxico (tassi invariati).