
Ecco cosa c’è da sapere giovedì 5 novembre:
La pressione di vendita sul dollaro statunitense (USD) seguita al risultato delle elezioni di metà mandato persiste giovedì, con l’indice del dollaro che estende il calo verso 101,00 nelle prime ore della sessione europea. Più tardi in giornata, la Banca d’Inghilterra (BoE) annuncerà le proprie decisioni di politica monetaria e il governatore della Banca d’Inghilterra (BoE), Andrew Bailey, illustrerà le prospettive di politica monetaria e risponderà alle domande durante una conferenza stampa che inizierà alle 12:30 GMT.

Il dollaro statunitense si è indebolito rispetto alle principali valute a metà settimana, mentre i mercati reagivano alla conquista della maggioranza sia al Senato sia alla Camera da parte dei democratici. I prezzi del petrolio greggio sono scesi nettamente sulla scia del rinnovato ottimismo su un allentamento del conflitto in Medio Oriente, mentre i principali indici di Wall Street hanno messo a segno un rialzo alimentato dalla propensione al rischio dopo l’apertura delle contrattazioni. Nel frattempo, i dati pubblicati da Automatic Data Processing (ADP) hanno mostrato un aumento dell’occupazione nel settore privato di 86.000 unità a ottobre, superiore alle 69.000 attese dal mercato. Inoltre, l’indice dei responsabili degli acquisti (PMI) del settore dei servizi dell’Institute for Supply Management (ISM) si è attestato a 54,5, segnalando un’espansione a un ritmo sostenuto dell’attività economica nel comparto.
La tabella seguente mostra la variazione percentuale del dollaro statunitense (USD) rispetto alle principali valute elencate nel corso di questa settimana. Il dollaro statunitense ha registrato la performance peggiore nei confronti del franco svizzero.
| USD | EUR | GBP | JPY | CAD | AUD | NZD | CHF | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| USD | -0,78% | -0,66% | 0,40% | -0,12% | 0,24% | -0,18% | -1,01% | |
| EUR | 0,78% | 0,09% | 1,12% | 0,63% | 0,94% | 0,60% | -0,26% | |
| GBP | 0,66% | -0,09% | 0,87% | 0,54% | 0,85% | 0,49% | -0,35% | |
| JPY | -0,40% | -1,12% | -0,87% | -0,49% | -0,16% | -0,64% | -1,49% | |
| CAD | 0,12% | -0,63% | -0,54% | 0,49% | 0,35% | -0,14% | -0,88% | |
| AUD | -0,24% | -0,94% | -0,85% | 0,16% | -0,35% | -0,36% | -1,18% | |
| NZD | 0,18% | -0,60% | -0,49% | 0,64% | 0,14% | 0,36% | -0,90% | |
| CHF | 1,01% | 0,26% | 0,35% | 1,49% | 0,88% | 1,18% | 0,90% |
La mappa di calore mostra le variazioni percentuali delle principali valute l’una rispetto all’altra. La valuta base si seleziona dalla colonna di sinistra, mentre la valuta quotata si seleziona dalla riga superiore. Ad esempio, scegliendo il dollaro statunitense dalla colonna di sinistra e spostandosi lungo la riga orizzontale fino allo yen giapponese, la variazione percentuale visualizzata nella casella rappresenta USD (valuta base)/JPY (valuta quotata).
Gli analisti di Scotiabank suggeriscono che l’ultima fase di debolezza del dollaro nei confronti delle valute del G10 vada interpretata soprattutto come «una sorta di “rally di sollievo”» in seguito ai recenti sviluppi politici e di mercato. Sostengono che il movimento segni anche «uno spostamento dell’USD verso il centro del suo “sorriso”, in cui i differenziali di crescita e dei tassi di interesse si restringono man mano che gli Stati Uniti e il dollaro si allontanano dall’estremità legata all’eccezionalismo, mentre l’altra estremità del sorriso è associata all’avversione al rischio dettata dal sentiment». A loro avviso, questo allontanamento dagli estremi del cosiddetto sorriso del dollaro aiuta a spiegare perché le valute a beta più elevato siano riuscite a sovraperformare con l’attenuarsi dei rischi estremi più immediati.
GBP/USD ha guadagnato quasi lo 0,4% mercoledì e ha toccato il livello più alto da metà settembre, poco sopra 1,3500. La coppia resta in una fase di consolidamento intorno a 1,3480 nella mattinata europea di giovedì. Gli investitori si aspettano che la BoE alzi il tasso di riferimento di 25 punti base, portandolo al 4%.
Kit Juckes di Societe Generale avverte che la recente tenuta della sterlina potrebbe rivelarsi fragile se la comunicazione della BoE diventasse meno incisiva. Sostiene che «se le indicazioni della Banca d’Inghilterra di giovedì mostreranno una qualsiasi esitazione su quanto ancora sia necessario procedere, la sterlina potrebbe iniziare ad apparire vulnerabile», anche se, a suo avviso, «probabilmente è troppo presto perché la banca dia l’impressione di rallentare il passo».
L’oro (XAU/USD) ha reagito positivamente all’esito delle elezioni statunitensi di metà mandato mercoledì, guadagnando oltre il 3%. XAU/USD mantiene lo slancio rialzista anche giovedì e viene scambiato sopra i 4.100 dollari, in rialzo di circa l’1,5% nella mattinata europea.
EUR/USD beneficia della debolezza generalizzata del dollaro e giovedì si muove in territorio positivo intorno a 1,1250. Più tardi in giornata, il calendario economico europeo prevede la pubblicazione dei dati di settembre sull’indice dei prezzi alla produzione. Inoltre, la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, parteciperà a un dibattito nell’ambito dell’evento intitolato «Nuovi dialoghi per il futuro» a Milano, in Italia.
USD/JPY ha registrato perdite marginali mercoledì e continua a scendere gradualmente verso 158,00 durante la sessione europea. Nelle prime ore della sessione asiatica di venerdì, gli investitori seguiranno con attenzione i dati di settembre sulle retribuzioni monetarie in Giappone.
La Banca d’Inghilterra (BoE) decide la politica monetaria del Regno Unito. Il suo obiettivo principale è raggiungere la «stabilità dei prezzi», ovvero un tasso di inflazione stabile al 2%. Lo strumento utilizzato per conseguirlo è la modifica dei tassi di prestito di base. La BoE stabilisce il tasso al quale concede prestiti alle banche commerciali e al quale le banche si prestano denaro reciprocamente, determinando il livello dei tassi di interesse nell’economia nel suo complesso. Questo influisce anche sul valore della sterlina britannica (GBP).
Quando l’inflazione supera l’obiettivo della Banca d’Inghilterra, quest’ultima reagisce alzando i tassi di interesse, rendendo più costoso l’accesso al credito per famiglie e imprese. Questo favorisce la sterlina, perché tassi di interesse più elevati rendono il Regno Unito una destinazione più attraente per i capitali degli investitori internazionali. Quando l’inflazione scende sotto l’obiettivo, è un segnale di rallentamento della crescita economica e la BoE valuterà una riduzione dei tassi di interesse per rendere il credito meno costoso, nella speranza che le imprese contraggano prestiti per investire in progetti capaci di generare crescita, con un effetto negativo sulla sterlina.
In situazioni estreme, la Banca d’Inghilterra può adottare una politica chiamata allentamento quantitativo (Quantitative Easing, QE). Il QE è il processo attraverso il quale la BoE aumenta in misura significativa il flusso di credito in un sistema finanziario bloccato. È una misura di ultima istanza, utilizzata quando la riduzione dei tassi di interesse non consente di ottenere il risultato necessario. Il processo di QE prevede che la BoE crei moneta per acquistare attività, solitamente titoli di Stato o obbligazioni societarie con rating AAA, dalle banche e da altre istituzioni finanziarie. Il QE comporta generalmente un indebolimento della sterlina.
La stretta quantitativa (Quantitative Tightening, QT) è il processo inverso al QE e viene attuata quando l’economia si rafforza e l’inflazione inizia a salire. Mentre con il QE la Banca d’Inghilterra (BoE) acquista titoli di Stato e obbligazioni societarie dalle istituzioni finanziarie per incoraggiarle a concedere prestiti, con il QT la BoE smette di acquistare ulteriori obbligazioni e cessa di reinvestire il capitale rimborsato alla scadenza dei titoli già in portafoglio. Di norma, questo favorisce la sterlina.