La rupia indonesiana fatica mentre il mercato valutario asiatico cambia direzione

  • La rupia indonesiana perde terreno sulle variazioni dei cambi asiatici, tra volatilità del settore tecnologico e propensione al rischio sui mercati globali.
  • I prezzi elevati del petrolio aumentano il costo delle importazioni e mettono sotto pressione i conti pubblici dell’Indonesia, importatore netto di petrolio.
  • Il rialzo del dollaro statunitense resta frenato dal calo dei rendimenti obbligazionari USA e dal ridimensionamento delle scommesse su aumenti dei tassi della Fed.

USD/IDR guadagna terreno dopo due giorni di perdite e scambia intorno a 18.140 durante la sessione asiatica di venerdì. La coppia si rafforza mentre la rupia indonesiana (IDR) risente delle variazioni sui mercati valutari asiatici, guidate in larga parte dalla propensione al rischio a livello globale e dalla volatilità del settore tecnologico.

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La rupia indonesiana è sotto pressione poiché i prezzi elevati del greggio fanno salire i costi delle importazioni e mettono a dura prova i conti pubblici nazionali, riflettendo lo status dell’Indonesia di importatore netto di petrolio. A queste pressioni si aggiunge l’aumento della domanda di dollari da parte delle imprese: le principali società nazionali, comprese quelle statali, cercano infatti valuta statunitense per far fronte agli obblighi di servizio del debito estero, saldare le fatture delle importazioni energetiche e finanziare gli investimenti in conto capitale.

La crescita dell’Indonesia supera le aspettative nel terzo trimestre

Gli analisti di MUFG sottolineano che gli ultimi dati sull’attività economica indonesiana hanno sorpreso al rialzo, con la crescita del PIL nel terzo trimestre «in accelerazione al 5,47% su base annua dal 5,29% del secondo trimestre, al di sopra del consenso del 5,2%». A loro avviso, il risultato superiore alle attese evidenzia la tenuta dell’economia nella seconda metà dell’anno.

Il dollaro statunitense (USD) ha trovato sostegno in un clima di diffusa cautela sui mercati. Gli investitori attendono l’imminente rapporto statunitense sull’occupazione non agricola (Nonfarm Payrolls, NFP), che dovrebbe svolgere un ruolo cruciale nel plasmare le aspettative del mercato sulla decisione di politica monetaria della Federal Reserve (Fed) di dicembre.

Tuttavia, il potenziale rialzo del dollaro potrebbe essere limitato dal calo dei rendimenti obbligazionari statunitensi. La vittoria su tutti i fronti dei Democratici ha spinto al ribasso i prezzi del petrolio, sulla scia delle ipotesi secondo cui l’esito elettorale accelererebbe la fine della guerra con l’Iran, inducendo inoltre gli operatori a ridimensionare le scommesse su rialzi dei tassi della Federal Reserve (Fed) statunitense. Secondo lo strumento FedWatch del CME, i mercati scontano attualmente una probabilità prossima al 70,9% che la Fed aumenti i tassi a dicembre. Inoltre, la vittoria dei Democratici ha rafforzato le aspettative di uno stallo politico a Washington, che potrebbe limitare la spesa pubblica e, in ultima analisi, rallentare la crescita economica.

Domande frequenti sulla rupia indonesiana

La rupia indonesiana (IDR) è sensibile a una combinazione dinamica di condizioni dei mercati globali, fondamentali economici interni, variazioni dei prezzi delle materie prime e interventi proattivi della banca centrale. In quanto valuta di un mercato emergente, l’andamento della rupia dipende fortemente sia dalla tenuta dell’economia nazionale sia dal dinamismo dell’economia internazionale.

La Bank Indonesia (BI) svolge un ruolo centrale nella stabilizzazione della rupia attraverso una politica monetaria strategica e operazioni dirette sui mercati. Adeguando i tassi di interesse di riferimento, la banca centrale gestisce i differenziali di rendimento rispetto alle principali banche centrali mondiali, come la Federal Reserve statunitense, per attrarre e trattenere gli investimenti esteri di portafoglio. La BI adotta inoltre un quadro di «triplice intervento», operando sui mercati a pronti, dei derivati (DNDF) e dei titoli di Stato per attenuare la volatilità valutaria, affiancato da strumenti monetari come i Sekuritas Rupiah Bank Indonesia (SRBI) per rafforzare gli afflussi di capitale.

Da una prospettiva macroeconomica più ampia, i tassi di inflazione interni, l’andamento degli scambi commerciali e la solidità complessiva dei conti pubblici determinano la forza di fondo dell’IDR. I saldi della bilancia commerciale e delle partite correnti dell’Indonesia sono strettamente legati a questi fondamentali, mentre fattori globali più ampi, come la propensione o l’avversione al rischio degli investitori internazionali e l’andamento della liquidità globale, incidono direttamente sui movimenti del tasso di cambio.

In quanto importante esportatore di materie prime quali olio di palma, carbone, nichel e gas naturale, l’Indonesia beneficia dell’aumento dei prezzi globali delle materie prime, che genera surplus commerciali, accresce gli afflussi di valuta estera e rafforza la rupia. Tuttavia, poiché l’Indonesia è anche un importatore netto di petrolio greggio, prezzi petroliferi globali elevati aumentano il fabbisogno di valuta estera, ampliando il disavanzo delle partite correnti e pesando sul valore della moneta.