Lo yen giapponese fatica a trovare una direzione in vista della decisione della BoJ sui tassi di interesse

  • USD/JPY si mantiene pressoché invariato in attesa dell’annuncio di politica monetaria della BoJ.
  • Venerdì la BoJ dovrebbe mantenere i tassi invariati; gli operatori cercano indicazioni su un rialzo a dicembre.
  • I dati statunitensi su inflazione e PIL confermano le aspettative di una Fed restrittiva, ma il dollaro fatica a guadagnare terreno.

Giovedì USD/JPY si mantiene pressoché invariato: lo yen giapponese (JPY) registra una performance peggiore rispetto alla maggior parte delle principali valute, ma la debolezza del dollaro statunitense (USD) limita i rialzi della coppia. Gli operatori restano prudenti in vista dell’annuncio di politica monetaria della Banca del Giappone (BoJ), previsto per venerdì. Al momento della stesura, USD/JPY si attesta intorno a 157,90.

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Secondo le attese prevalenti, la BoJ manterrà i tassi di interesse invariati all’1,25%, dopo un rialzo di 25 punti base a settembre e una stretta complessiva di 50 punti base dall’inizio dell’anno. Una pausa darebbe ai responsabili della politica monetaria più tempo per valutare l’impatto dei precedenti aumenti sulle condizioni di finanziamento e sull’attività economica.

Con una conferma dei tassi ampiamente attesa per venerdì, l’attenzione si concentrerà sulle previsioni aggiornate della banca in materia di crescita e inflazione e sulla conferenza stampa del governatore Kazuo Ueda. Gli operatori prevedono un altro rialzo dei tassi a dicembre, poiché il rincaro dell’energia e l’aumento dei costi delle importazioni dovuto alla debolezza dello yen alimentano le pressioni inflazionistiche.

Gli ultimi dati sull’inflazione hanno mostrato un aumento dei prezzi al netto degli alimentari freschi del 2,1% su base annua, rispetto all’1,7% precedente e al di sopra dell’obiettivo del 2% della BoJ. L’inflazione al netto sia degli alimentari freschi sia dell’energia è salita al 2,4% dall’1,9%. Prima dell’annuncio di politica monetaria, l’indice dei prezzi al consumo (IPC) di Tokyo relativo a ottobre e i dati sulla disoccupazione giapponese di settembre offriranno ulteriori indicazioni sull’inflazione e sulle condizioni del mercato del lavoro.

Gli analisti di Commerzbank sostengono che, per il mercato dei cambi, l’aspetto cruciale delle prossime riunioni della BoJ non sia tanto la decisione immediata quanto le indicazioni per la fine dell’anno, osservando che «per il mercato dei cambi, la questione più importante sarà quindi quali segnali la BoJ invierà riguardo a dicembre». Sottolineano che «i mercati attualmente scontano una probabilità di circa l’80% di un rialzo dei tassi entro quella data», un’aspettativa «in linea con la nostra previsione secondo cui la BoJ porterà il tasso di riferimento all’1,5%». A loro avviso, «le recenti comunicazioni della BoJ, insieme al contesto economico, suggeriscono sempre più chiaramente che il prossimo passo verso la normalizzazione della politica monetaria si sta avvicinando».

Negli Stati Uniti, i dati pubblicati giovedì hanno mostrato un aumento dell’inflazione PCE complessiva e di fondo su base annua, mentre la crescita del PIL del terzo trimestre ha superato le attese. Il reddito e la spesa personali sono risultati inferiori alle previsioni, anche se le richieste di sussidio di disoccupazione, più basse del previsto, hanno segnalato che i licenziamenti restano contenuti.

Questi dati mantengono ben concreta l’ipotesi di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve (Fed) a dicembre, dopo che mercoledì l’istituto li ha lasciati invariati. Ciononostante, il dollaro statunitense fatica a mantenere i guadagni iniziali registrati dopo la pubblicazione dei dati. L’indice del dollaro statunitense (DXY), che misura il valore del biglietto verde rispetto a un paniere di sei principali valute, ripiega verso 102,00 dopo aver toccato un massimo intraday di 102,33.

Andamento del dollaro statunitense oggi

La tabella seguente mostra la variazione percentuale odierna del dollaro statunitense (USD) rispetto alle principali valute elencate. Il dollaro statunitense ha registrato la performance migliore nei confronti del dollaro australiano.

USD EUR GBP JPY CAD AUD NZD CHF
USD -0,13% -0,31% 0,02% -0,14% 0,28% -0,11% -0,25%
EUR 0,13% -0,18% 0,18% -0,02% 0,42% 0,01% -0,13%
GBP 0,31% 0,18% 0,32% 0,16% 0,60% 0,20% 0,05%
JPY -0,02% -0,18% -0,32% -0,16% 0,27% -0,14% -0,28%
CAD 0,14% 0,02% -0,16% 0,16% 0,43% 0,03% -0,11%
AUD -0,28% -0,42% -0,60% -0,27% -0,43% -0,39% -0,54%
NZD 0,11% -0,01% -0,20% 0,14% -0,03% 0,39% -0,12%
CHF 0,25% 0,13% -0,05% 0,28% 0,11% 0,54% 0,12%

La mappa di calore mostra le variazioni percentuali delle principali valute l’una rispetto all’altra. La valuta di base si seleziona dalla colonna di sinistra, mentre la valuta quotata si seleziona dalla riga superiore. Ad esempio, selezionando il dollaro statunitense nella colonna di sinistra e scorrendo orizzontalmente fino allo yen giapponese, la variazione percentuale visualizzata nella casella rappresenterà USD (valuta di base)/JPY (valuta quotata).