
Il prezzo dell’argento (XAG/USD) estende la correzione dal massimo settimanale di 53,45 dollari fino in prossimità di 51,40 dollari durante la sessione europea di venerdì. Il metallo bianco è sotto pressione mentre il dollaro statunitense recupera terreno e gli investitori adottano un atteggiamento prudente in attesa dei dati sull’occupazione non agricola (Nonfarm Payrolls, NFP) degli Stati Uniti relativi a ottobre, che saranno pubblicati alle 13:30 GMT.

Al momento della stesura, l’indice del dollaro statunitense (DXY), che misura il valore del biglietto verde rispetto a sei principali valute, guadagna lo 0,36% e si attesta intorno a 101,92.
La tabella seguente mostra la variazione percentuale odierna del dollaro statunitense (USD) rispetto alle principali valute elencate. Il dollaro statunitense ha registrato il maggiore rialzo nei confronti del dollaro australiano.
| USD | EUR | GBP | JPY | CAD | AUD | NZD | CHF | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| USD | 0,34% | 0,31% | 0,09% | 0,32% | 0,88% | 0,68% | -0,02% | |
| EUR | -0,34% | -0,03% | -0,25% | -0,01% | 0,54% | 0,36% | -0,36% | |
| GBP | -0,31% | 0,03% | -0,19% | 0,01% | 0,58% | 0,39% | -0,32% | |
| JPY | -0,09% | 0,25% | 0,19% | 0,24% | 0,79% | 0,58% | -0,11% | |
| CAD | -0,32% | 0,00% | -0,01% | -0,24% | 0,55% | 0,34% | -0,35% | |
| AUD | -0,88% | -0,54% | -0,58% | -0,79% | -0,55% | -0,20% | -0,89% | |
| NZD | -0,68% | -0,36% | -0,39% | -0,58% | -0,34% | 0,20% | -0,68% | |
| CHF | 0,02% | 0,36% | 0,32% | 0,11% | 0,35% | 0,89% | 0,68% |
La mappa di calore mostra le variazioni percentuali delle principali valute l’una rispetto all’altra. La valuta base si seleziona dalla colonna di sinistra, mentre la valuta quotata si seleziona dalla riga superiore. Ad esempio, selezionando il dollaro statunitense dalla colonna di sinistra e spostandosi lungo la riga orizzontale fino allo yen giapponese, la variazione percentuale visualizzata nella casella rappresenterà USD (valuta base)/JPY (valuta quotata).
Dal punto di vista tecnico, un dollaro statunitense più forte rende l’investimento in argento poco conveniente in termini di rapporto rischio/rendimento.
Secondo le stime, i datori di lavoro statunitensi hanno assunto 65.000 nuovi lavoratori, rispetto ai 29.000 di settembre. Il tasso di disoccupazione è atteso stabile al 4,2%.
Si prevede che le retribuzioni orarie medie, un indicatore chiave della crescita salariale, siano aumentate a un ritmo moderato del 2,9% su base annua, rispetto al 3% di settembre. Su base mensile, l’indicatore della crescita salariale è atteso in aumento dello 0,3%, rispetto allo 0,1% della precedente rilevazione.
Si prevede che i dati NFP statunitensi avranno un impatto limitato sulle aspettative relative ai tassi di interesse della Federal Reserve (Fed), poiché le recenti dichiarazioni dei funzionari, successive alla decisione di politica monetaria di fine ottobre, hanno indicato che la banca centrale proseguirà lungo il percorso di inasprimento monetario in un contesto di rischi al rialzo per l’inflazione.
La presidente della Fed di Dallas, Lorie Logan, ha dichiarato la scorsa settimana che sono necessari «almeno altri due rialzi dei tassi di un quarto di punto percentuale», definendo «inaccettabile» il fatto che l’inflazione non stia tornando verso l’obiettivo del 2%. Riguardo al mercato del lavoro, Logan ha affermato: «Il mercato del lavoro è in equilibrio, forse si sta facendo un po’ più teso».

Sul grafico settimanale, XAG/USD è scambiato a 51,45 dollari e conferma un orientamento ribassista nel breve termine, con il prezzo che rimane al di sotto della media mobile esponenziale (EMA) a 9 settimane a 56,85 dollari e ben al di sotto del ritracciamento di Fibonacci del 61,8% a 59,35 dollari. L’indice di forza relativa (RSI) a 14 periodi, a quota 36,47, si mantiene appena sopra l’area di ipervenduto, suggerendo che, sebbene la spinta ribassista si sia leggermente attenuata, i venditori mantengono il controllo dopo il prolungato calo dai massimi del ciclo.
Al rialzo, la prima resistenza si colloca in corrispondenza dell’EMA a 9 settimane, intorno a 56,85 dollari, seguita dal ritracciamento del 61,8% a 59,35 dollari. In caso di un rimbalzo più deciso, ulteriori ostacoli si trovano al ritracciamento del 50%, vicino a 71,24 dollari, e al livello del 38,2%, a 83,13 dollari. Al ribasso, il ritracciamento di Fibonacci del 78,6% a 42,41 dollari offre il primo supporto significativo, prima del minimo strutturale intorno a 20,84 dollari, che segna il ritracciamento del 100% del più ampio movimento ribassista.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)
L’argento è un metallo prezioso molto scambiato dagli investitori. Storicamente è stato utilizzato come riserva di valore e mezzo di scambio. Sebbene sia meno popolare dell’oro, i trader possono scegliere l’argento per diversificare il proprio portafoglio di investimenti, per il suo valore intrinseco o come potenziale copertura nei periodi di inflazione elevata. Gli investitori possono acquistare argento fisico, in monete o lingotti, oppure negoziarlo tramite strumenti come i fondi negoziati in borsa (ETF), che ne replicano il prezzo sui mercati internazionali.
Il prezzo dell’argento può variare per un’ampia gamma di fattori. L’instabilità geopolitica o i timori di una profonda recessione possono farlo salire in virtù del suo status di bene rifugio, sebbene in misura minore rispetto all’oro. Essendo un’attività che non offre rendimento, l’argento tende a salire quando i tassi di interesse scendono. I suoi movimenti dipendono anche dall’andamento del dollaro statunitense (USD), poiché il metallo è quotato in dollari (XAG/USD). Un dollaro forte tende a frenare il prezzo dell’argento, mentre un dollaro più debole può favorirne il rialzo. Anche altri fattori, come la domanda di investimento, l’offerta mineraria – l’argento è molto più abbondante dell’oro – e i tassi di riciclo possono influire sui prezzi.
L’argento è ampiamente utilizzato nell’industria, in particolare in settori come l’elettronica e l’energia solare, poiché presenta una delle più elevate conducibilità elettriche tra tutti i metalli, superiore a quella del rame e dell’oro. Un’impennata della domanda può far aumentare i prezzi, mentre un calo tende a ridurli. Anche le dinamiche delle economie statunitense, cinese e indiana possono contribuire alle oscillazioni dei prezzi: negli Stati Uniti e soprattutto in Cina, i grandi settori industriali utilizzano l’argento in diversi processi produttivi; in India, anche la domanda dei consumatori di questo metallo prezioso per la gioielleria svolge un ruolo chiave nella determinazione dei prezzi.
Il prezzo dell’argento tende a seguire i movimenti dell’oro. Quando il prezzo dell’oro sale, in genere anche l’argento segue la stessa direzione, poiché entrambi hanno uno status simile di bene rifugio. Il rapporto oro/argento, che indica il numero di once d’argento necessarie per eguagliare il valore di un’oncia d’oro, può aiutare a determinare la valutazione relativa dei due metalli. Alcuni investitori possono interpretare un rapporto elevato come un segnale che l’argento sia sottovalutato o che l’oro sia sopravvalutato. Al contrario, un rapporto basso potrebbe suggerire che l’oro sia sottovalutato rispetto all’argento.