Previsioni sul prezzo dell’argento: XAG/USD scende verso i 54,00 dollari a causa del rialzo dei prezzi del petrolio

  • L’argento arretra mentre il rincaro del petrolio alimenta i timori d’inflazione e rafforza le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi della Fed.
  • Lo stallo elettorale in Israele genera incertezza geopolitica, anche se il sostegno politico a Netanyahu sembra indebolirsi.
  • I mercati si aspettano una pausa della Fed sui tassi a ottobre, ma scontano una probabilità dell’84,4% di una stretta a dicembre.

Il prezzo dell’argento (XAG/USD) scende dopo i modesti guadagni della seduta precedente e si attesta intorno a 54,10 dollari per oncia troy durante la sessione asiatica di mercoledì. Gli operatori attendono la prossima decisione di politica monetaria della Federal Reserve statunitense, prevista più tardi nella giornata.

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L’argento, che non offre rendimento, subisce nuove pressioni al ribasso mentre l’aumento dei prezzi del petrolio greggio intensifica i timori inflazionistici e alimenta le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi di interesse. I prezzi del petrolio sono saliti mentre gli operatori seguivano da vicino i risultati elettorali in Israele, che potrebbero modificare significativamente il quadro politico e l’evoluzione del conflitto in Medio Oriente.

Gli exit poll indicano una competizione molto serrata, con il primo ministro Benjamin Netanyahu alla pari con il leader dell’opposizione Gadi Eisenkot. Mentre prosegue lo scrutinio, nessuno dei due blocchi politici sembra aver ottenuto una maggioranza netta; tuttavia, questi primi risultati riflettono un calo del sostegno a Netanyahu, che ha a lungo dominato la politica israeliana e guidato il Paese attraverso quasi tre anni di conflitto.

Al contempo, l’attenzione dei mercati finanziari è rivolta alla banca centrale: secondo le attese prevalenti, nella decisione di politica monetaria di mercoledì la Federal Reserve manterrà invariato il tasso di riferimento nell’intervallo tra il 3,75% e il 4,0%. I dati dello strumento CME FedWatch indicano che i mercati scontano una probabilità del 92,8% di una pausa sui tassi nella riunione di ottobre. Gli investitori esamineranno quindi con attenzione l’imminente conferenza stampa del presidente della Fed Kevin Warsh alla ricerca di indicazioni sul futuro andamento dei tassi, soprattutto alla luce di una probabilità di un rialzo a dicembre pari all’84,4% incorporata nei prezzi di mercato.

Gli strategist di Scotiabank osservano che, a differenza della recente volatilità dei metalli preziosi, i mercati energetici si sono fatti più tranquilli, con il prezzo del greggio che sembra essersi «stabilizzato in stretti intervalli di consolidamento». Rilevano che il WTI si mantiene «stabile appena sopra i 100 dollari al barile», mentre il Brent resta ancorato «sopra i 115 dollari al barile», evidenziando una fase di relativa stabilità dei contratti sui greggi di riferimento.

Gli strategist di Societe Generale sostengono che, finché la Fed lascerà aperta la porta a un’ulteriore stretta monetaria, la valuta statunitense dovrebbe continuare a beneficiare di sostegno. Scrivono che «se il messaggio del FOMC (qualunque forma assuma in questo nuovo mondo) manterrà vive le aspettative di un rialzo a dicembre, il nostro orientamento resterà favorevole al dollaro», aggiungendo che, «a meno che la BCE non assuma un orientamento molto restrittivo, i fondamentali economici europei peseranno».

Domande frequenti sull’argento

L’argento è un metallo prezioso molto scambiato dagli investitori. Storicamente è stato utilizzato come riserva di valore e mezzo di scambio. Sebbene sia meno popolare dell’oro, gli operatori possono ricorrere all’argento per diversificare il proprio portafoglio d’investimento, per il suo valore intrinseco o come potenziale copertura nei periodi di inflazione elevata. Gli investitori possono acquistare argento fisico, sotto forma di monete o lingotti, oppure negoziarlo attraverso strumenti quali i fondi negoziati in borsa (ETF), che ne replicano il prezzo sui mercati internazionali.

I prezzi dell’argento possono variare per un’ampia gamma di fattori. L’instabilità geopolitica o i timori di una profonda recessione possono far salire il prezzo dell’argento in virtù del suo ruolo di bene rifugio, sebbene in misura minore rispetto all’oro. Essendo un’attività priva di rendimento, l’argento tende a salire quando i tassi di interesse scendono. I suoi movimenti dipendono anche dall’andamento del dollaro statunitense (USD), poiché il metallo è quotato in dollari (XAG/USD). Un dollaro forte tende a frenare il prezzo dell’argento, mentre un dollaro più debole tende a favorirne il rialzo. Anche altri fattori, come la domanda d’investimento, l’offerta mineraria – l’argento è molto più abbondante dell’oro – e i tassi di riciclo, possono influenzare i prezzi.

L’argento è ampiamente utilizzato nell’industria, in particolare in settori come l’elettronica o l’energia solare, poiché presenta una delle più elevate conducibilità elettriche tra tutti i metalli, superiore a quella del rame e dell’oro. Un’impennata della domanda può far aumentare i prezzi, mentre un calo tende a ridurli. Anche le dinamiche delle economie statunitense, cinese e indiana possono contribuire alle oscillazioni dei prezzi: negli Stati Uniti e soprattutto in Cina, gli ampi settori industriali utilizzano l’argento in vari processi; in India, anche la domanda dei consumatori per il metallo prezioso destinato alla gioielleria svolge un ruolo fondamentale nella determinazione dei prezzi.

I prezzi dell’argento tendono a seguire i movimenti dell’oro. Quando il prezzo dell’oro sale, l’argento generalmente segue la stessa direzione, poiché entrambi hanno un ruolo simile come beni rifugio. Il rapporto oro/argento, che indica il numero di once d’argento necessarie per eguagliare il valore di un’oncia d’oro, può aiutare a determinare la valutazione relativa dei due metalli. Alcuni investitori possono interpretare un rapporto elevato come un segnale di sottovalutazione dell’argento o di sopravvalutazione dell’oro. Al contrario, un rapporto basso potrebbe suggerire che l’oro è sottovalutato rispetto all’argento.