
Il prezzo dell’argento (XAG/USD) scende dopo un’apertura con un gap rialzista e si attesta intorno a 53,70 dollari per oncia troy durante la sessione asiatica. Le quotazioni arretrano mentre si attenua la domanda di beni rifugio, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha escluso un’azione militare immediata contro l’Iran. Parlando ad Al Jazeera, Trump ha dichiarato: «Oggi non ci sarà alcun attacco». Tuttavia, sui mercati persistono timori per una possibile ripresa degli attacchi dopo le elezioni israeliane di questa settimana e le elezioni statunitensi di metà mandato della prossima settimana, mentre alcune notizie indicano che l’Iran è pronto a reagire colpendo Israele e gli Emirati Arabi Uniti.

Nel frattempo, le tensioni regionali restano elevate nella penisola arabica. Secondo Reuters, domenica gli Houthi dello Yemen hanno dichiarato che continueranno a colpire l’aeroporto Re Khalid di Riad, in Arabia Saudita. L’annuncio è arrivato poche ore dopo che le autorità saudite avevano comunicato la ripresa delle operazioni di volo. Le ostilità si sono intensificate nel fine settimana: gli Houthi hanno rivendicato gli attacchi di sabato contro l’aeroporto e gli impianti petroliferi sauditi, mentre domenica l’Arabia Saudita ha confermato di aver intercettato ulteriori missili e droni in arrivo, ripristinando nel contempo parzialmente le attività aeroportuali.
Il conflitto più ampio in Medio Oriente continua a far salire i prezzi globali dell’energia, alimentando le preoccupazioni per l’inflazione e consolidando le aspettative di tassi di interesse più elevati. Le aspettative di tassi elevati tendono a penalizzare gli asset privi di rendimento, tra cui l’argento e gli altri metalli preziosi.
Gli operatori si concentrano sull’imminente decisione di politica monetaria della Federal Reserve. Secondo le attese prevalenti, la banca centrale manterrà invariati i tassi di interesse, per poi valutare un possibile rialzo a dicembre. Secondo lo strumento CME FedWatch, le quotazioni di mercato riflettono una probabilità del 90,6% che i tassi restino invariati nella riunione di politica monetaria del 27–28 ottobre e una probabilità del 79,7% di un aumento a dicembre.
Secondo gli strategist di TD Securities, «i CTA hanno venduto ingenti quantità di oro e le quotazioni stanno ora raggiungendo livelli di supporto chiave», a conferma dell’entità delle vendite sistematiche che hanno recentemente pesato sul metallo.
L’argento è un metallo prezioso ampiamente scambiato dagli investitori. Storicamente è stato utilizzato come riserva di valore e mezzo di scambio. Sebbene sia meno popolare dell’oro, gli operatori possono scegliere l’argento per diversificare il proprio portafoglio di investimenti, per il suo valore intrinseco o come potenziale copertura nei periodi di inflazione elevata. Gli investitori possono acquistare argento fisico, sotto forma di monete o lingotti, oppure negoziarlo attraverso strumenti come gli Exchange Traded Fund (ETF), che ne replicano il prezzo sui mercati internazionali.
Il prezzo dell’argento può variare per un’ampia gamma di fattori. L’instabilità geopolitica o i timori di una profonda recessione possono far salire le quotazioni grazie al suo ruolo di bene rifugio, sebbene in misura minore rispetto all’oro. Essendo un asset privo di rendimento, l’argento tende a salire quando i tassi di interesse diminuiscono. Il suo andamento dipende anche da quello del dollaro statunitense (USD), poiché il metallo è quotato in dollari (XAG/USD). Un dollaro forte tende a frenare il prezzo dell’argento, mentre un dollaro più debole può favorirne il rialzo. Anche altri fattori, come la domanda di investimento, l’offerta mineraria – l’argento è molto più abbondante dell’oro – e i tassi di riciclo possono influire sulle quotazioni.
L’argento è ampiamente utilizzato nell’industria, in particolare in settori come l’elettronica e l’energia solare, poiché presenta una delle più elevate conducibilità elettriche tra tutti i metalli, superiore a quella del rame e dell’oro. Un’impennata della domanda può far salire i prezzi, mentre una contrazione tende a farli scendere. Anche le dinamiche delle economie statunitense, cinese e indiana possono contribuire alle oscillazioni delle quotazioni: negli Stati Uniti e soprattutto in Cina, i vasti settori industriali utilizzano l’argento in diversi processi produttivi; in India, anche la domanda dei consumatori per il metallo prezioso destinato alla gioielleria svolge un ruolo chiave nella formazione dei prezzi.
Le quotazioni dell’argento tendono a seguire i movimenti dell’oro. Quando il prezzo dell’oro sale, in genere anche l’argento registra un rialzo, poiché entrambi hanno uno status simile di beni rifugio. Il rapporto oro/argento, che indica quante once d’argento sono necessarie per eguagliare il valore di un’oncia d’oro, può aiutare a valutare il valore relativo dei due metalli. Alcuni investitori possono interpretare un rapporto elevato come un segnale che l’argento è sottovalutato o che l’oro è sopravvalutato. Al contrario, un rapporto basso potrebbe suggerire che l’oro è sottovalutato rispetto all’argento.