Lo yen giapponese resta vicino ai massimi da un mese rispetto al dollaro USA debole, in attesa delle riunioni di Fed e BoJ

  • USD/JPY fatica a consolidare il rialzo della sessione asiatica, ma il potenziale ribassista sembra limitato.
  • La divergenza tra gli orientamenti di politica monetaria di Fed e BoJ frena le quotazioni in vista dei principali appuntamenti con le banche centrali di questa settimana.
  • Gli operatori trarranno ulteriori indicazioni dalla pubblicazione del PIL statunitense del terzo trimestre e dell’indice dei prezzi PCE.

La coppia USD/JPY attira nuovi venditori dopo un rialzo all’inizio della settimana, interrompendo il modesto rimbalzo di venerdì dall’area di 156,00, il livello più basso dal 18 settembre. Le quotazioni appaiono vulnerabili al di sotto di 157,00, anche se i ribassisti potrebbero evitare di assumere posizioni aggressive in vista dei principali appuntamenti con le banche centrali e dei rischi legati ai dati in programma questa settimana.

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La Federal Reserve statunitense (Fed) annuncerà la propria decisione mercoledì, al termine di una riunione di politica monetaria di due giorni. L’attenzione si concentrerà tuttavia sul comunicato che accompagnerà la decisione sui tassi e sulle dichiarazioni del presidente della Fed, Kevin Warsh, durante la conferenza stampa successiva alla riunione. Inoltre, le importanti pubblicazioni macroeconomiche statunitensi di giovedì, ovvero la stima preliminare del PIL del terzo trimestre e l’indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE), influenzeranno le aspettative del mercato sul futuro percorso di politica monetaria della Fed e l’andamento del dollaro statunitense (USD). L’attenzione del mercato si sposterà poi sull’importante decisione di politica monetaria della Banca del Giappone (BoJ) di venerdì, che dovrebbe contribuire ulteriormente a determinare la traiettoria a breve termine della coppia USD/JPY.

Nel frattempo, i funzionari della Fed hanno recentemente segnalato che non vi è urgenza di alzare i tassi di interesse nella prossima riunione di politica monetaria. Inoltre, il recente calo dei rendimenti obbligazionari statunitensi dai massimi pluriennali frena il tentativo di recupero del dollaro dal minimo di tre settimane toccato giovedì scorso. Lo yen giapponese (JPY), invece, trae sostegno dalle dichiarazioni più restrittive rilasciate la scorsa settimana dal governatore della BoJ Kazuo Ueda, secondo cui l’inflazione di fondo si sta avvicinando all’obiettivo del 2%, rafforzando le ragioni a favore di un imminente rialzo dei tassi di interesse. Questo, a sua volta, potrebbe continuare a sostenere la coppia USD/JPY, anche se le persistenti incertezze geopolitiche potrebbero limitare perdite più marcate del dollaro, valuta rifugio.

Quanto agli ultimi sviluppi della crisi in Medio Oriente, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha escluso un’azione militare immediata contro l’Iran. Tuttavia, domenica gli Houthi dello Yemen, sostenuti dall’Iran, hanno minacciato di continuare ad attaccare l’aeroporto Re Khalid di Riad, in Arabia Saudita. Questo si aggiunge allo stallo dei colloqui tra Stati Uniti e Iran e mantiene elevato il premio per il rischio geopolitico. Inoltre, gli operatori continuano a scontare una probabilità di circa l’80% che la Fed statunitense aumenti nuovamente il costo del denaro a dicembre. Ciò, a sua volta, potrebbe dissuadere i ribassisti sul dollaro dall’assumere posizioni aggressive e contribuire a limitare il ribasso della coppia USD/JPY, suggerendo cautela prima di posizionarsi in vista di ulteriori cali.

Grafico a 4 ore di USD/JPY

Chart Analysis USD/JPY

Analisi tecnica

La coppia USD/JPY mantiene un’impostazione ribassista di breve termine al di sotto della media mobile semplice (SMA) a 200 periodi sul grafico a 4 ore. Questa barriera si colloca a 157,14 ed è seguita dal ritracciamento di Fibonacci del 23,6% a 157,58. Solo una rottura duratura al di sopra di questa fascia riaprirebbe la strada verso i recenti massimi del ciclo.

Al ribasso, il supporto immediato coincide con il ritracciamento del 38,2% a 156,69, prima di un’area di supporto Fibonacci più in basso, a 155,98 e 155,26 (50% e 61,8%), dove gli acquirenti potrebbero tentare di arginare la correzione.

(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)

Domande frequenti sullo yen giapponese

Lo yen giapponese (JPY) è una delle valute più scambiate al mondo. Il suo valore è determinato in generale dall’andamento dell’economia giapponese, ma più nello specifico, tra gli altri fattori, dalla politica della Banca del Giappone, dal differenziale tra i rendimenti obbligazionari giapponesi e statunitensi e dalla propensione al rischio degli operatori.

Uno dei mandati della Banca del Giappone è il controllo della valuta, perciò le sue mosse sono fondamentali per lo yen. La BoJ è talvolta intervenuta direttamente sul mercato dei cambi, generalmente per ridurre il valore dello yen, anche se evita di farlo spesso per le preoccupazioni politiche dei suoi principali partner commerciali. La politica monetaria ultraespansiva della BoJ tra il 2013 e il 2024 ha causato un deprezzamento dello yen rispetto alle principali altre valute, a causa della crescente divergenza tra la politica monetaria della Banca del Giappone e quella delle altre principali banche centrali. Più di recente, il graduale abbandono di questa politica ultraespansiva ha fornito un certo sostegno allo yen.

Nell’ultimo decennio, la scelta della BoJ di mantenere una politica monetaria ultraespansiva ha accentuato la divergenza con le altre banche centrali, in particolare con la Federal Reserve statunitense. Ciò ha favorito un ampliamento del differenziale tra i rendimenti dei titoli di Stato decennali statunitensi e giapponesi, avvantaggiando il dollaro statunitense rispetto allo yen giapponese. La decisione della BoJ del 2024 di abbandonare gradualmente la politica ultraespansiva, insieme ai tagli dei tassi di interesse da parte delle altre principali banche centrali, sta riducendo questo differenziale.

Lo yen giapponese è spesso considerato un investimento rifugio. Ciò significa che, nei periodi di tensione sui mercati, gli investitori sono più inclini a investire nella valuta giapponese per la sua presunta affidabilità e stabilità. Nei periodi turbolenti, lo yen tende a rafforzarsi rispetto alle altre valute considerate investimenti più rischiosi.