
Il dollaro canadese (CAD) è al centro del dibattito sulla prossima mossa di politica monetaria della Banca del Canada (BoC). I mercati si sono affrettati a scontare un rialzo dei tassi nella prossima riunione, trascinando USD/CAD a 1,4071, ben al di sotto del massimo di 1,4300 del 14 ottobre, e MUFG ritiene probabile che la BoC proceda in tal senso — eventualmente con un secondo rialzo a dicembre. Standard Chartered è di parere opposto: considera eccessive le scommesse del mercato su una stretta monetaria e si aspetta che la BoC mantenga il tasso invariato al 2,25% fino alla fine del 2026. Intanto, i risultati delle indagini di RBC spiegano perché le aspettative si stiano orientando verso una politica più restrittiva: le aspettative di inflazione in Canada stanno aumentando nettamente proprio mentre naufragano i negoziati commerciali con gli Stati Uniti. La prossima mossa del CAD dipenderà dalla conferma o meno, da parte della BoC, delle scommesse sui rialzi dei tassi.


Standard Chartered, attraverso il suo economista Dan Pan, prevede che la BoC mantenga il tasso di riferimento al 2,25% fino alla fine del 2026 e nel 2027, nonostante le pressioni del mercato per rialzi già questo mese. A suo giudizio, la debolezza della domanda interna, l’inflazione di fondo contenuta e un mercato del lavoro fragile rendono poco probabile una diffusione delle pressioni inflazionistiche; un intervento sui tassi a ottobre sarebbe giustificato dalla «prudenza, non dalla necessità», e i circa 100 punti base di stretta scontati dal mercato non trovano sostegno in un forte catalizzatore per la crescita — una valutazione che definisce semplicemente «eccessiva».
«Ora ci aspettiamo che la Banca del Canada (BoC) mantenga il tasso invariato al 2,25% fino alla fine del 2026 e nel 2027 (rispetto alla precedente previsione di un taglio nel 2026 e di un rialzo nel 2027). Gli elevati prezzi del petrolio hanno ridotto la probabilità di un taglio dei tassi a breve termine, ma il persistente sottoutilizzo delle risorse economiche e l’inflazione di fondo contenuta continuano a giustificare un atteggiamento della BoC che guardi oltre gli shock di breve periodo sui prezzi dell’energia».
Lee Hardman di MUFG osserva che il dollaro canadese ha continuato a recuperare terreno nei confronti del dollaro statunitense, con USD/CAD sceso fino a un minimo di 1,4071, allontanandosi ulteriormente dal massimo di 1,4300 del 14 ottobre. A sostenere il movimento è una revisione delle aspettative sulla BoC in senso più restrittivo: il mercato dei tassi sconta ora rialzi per circa 21 punti base, contro appena 9 punti base alla fine della scorsa settimana, incoraggiato dal fatto che tre grandi banche canadesi abbiano tutte rivisto le proprie previsioni, indicando un rialzo nella riunione della prossima settimana. Le indagini della stessa BoC presso imprese e consumatori, che hanno rilevato un aumento delle aspettative di inflazione a più lungo termine delle famiglie, rafforzano questa ipotesi — anche se Hardman ammette che «non è affatto scontato», considerato il secondo mese consecutivo di forti perdite di posti di lavoro a settembre.
«La BoC ha recentemente segnalato di essere più vicina a un rialzo dei tassi. Se attribuirà maggiore peso agli indicatori prospettici dei rischi inflazionistici e il mercato canadese dei tassi continuerà a scontare un’elevata probabilità di rialzo in vista della riunione della prossima settimana, ci aspettiamo che la BoC passi all’azione e inasprisca la politica monetaria».
Claire Fan di Royal Bank of Canada (RBC) riferisce che la fiducia delle imprese canadesi è migliorata fino ai primi di agosto, per poi indebolirsi nettamente dopo l’interruzione dei negoziati commerciali tra Canada e Stati Uniti del 21 agosto. Il deterioramento della fiducia, delle esportazioni e degli investimenti si è accompagnato a un’inversione di tendenza nelle aspettative di inflazione: a settembre, quelle delle imprese a uno e due anni sono risalite rispettivamente al 3,7% e al 3,1%, vicino ai massimi primaverili, e metà delle aziende intervistate — una quota superiore a quella del trimestre precedente — prevede di trasferire ai clienti gli aumenti dei costi. Sul fronte dei consumatori, le aspettative a più lungo termine, su un orizzonte di cinque anni, sono aumentate sensibilmente fino a eguagliare quelle a più breve termine, soprattutto a causa del conflitto in corso in Medio Oriente.
«Le condizioni delle imprese sono generalmente migliorate fino ai primi di agosto, ma le evidenze raccolte dopo l’interruzione dei negoziati commerciali tra Canada e Stati Uniti del 21 agosto indicavano una rinnovata debolezza della fiducia, delle esportazioni e degli investimenti, accompagnata da un aumento delle aspettative di inflazione».
Le tre banche condividono lo stesso quadro macroeconomico — aspettative di inflazione in aumento, incertezza commerciale e un mercato del lavoro fragile — ma divergono nettamente sulla risposta della BoC e sulle implicazioni per il CAD. MUFG si aspetta che la BoC passi all’azione la prossima settimana, con la possibilità di un secondo rialzo prima di dicembre, che fornirebbe ulteriore sostegno al dollaro canadese. Standard Chartered, al contrario, prevede che la BoC mantenga il tasso invariato al 2,25% per tutto il 2026 e il 2027 e considera eccessiva la stretta scontata dal mercato — una posizione che implica una possibile vulnerabilità del CAD qualora le scommesse sui rialzi venissero ridimensionate. RBC si colloca nel mezzo: i dati evidenziano proprio quelle pressioni sulle aspettative di inflazione che giustificano gli acquisti legati alle prospettive di una politica più restrittiva, ma anche una rinnovata debolezza dell’economia reale che complica la decisione della BoC.
La direzione del dollaro canadese nel breve termine si deciderà nella prossima riunione della BoC. Un rialzo — previsto da MUFG — confermerebbe probabilmente la revisione delle aspettative del mercato, prolungherebbe il calo di USD/CAD e aprirebbe la strada a speculazioni su un ulteriore intervento a dicembre. Se invece, come sostiene Standard Chartered, la BoC guarderà oltre lo shock dei prezzi dell’energia e manterrà il tasso al 2,25%, le posizioni basate su una politica più restrittiva potrebbero essere smobilizzate, facendo arretrare il CAD. In entrambi i casi, le evidenze di RBC, secondo cui sia le imprese sia i consumatori stanno rivedendo al rialzo le aspettative di inflazione — con metà delle aziende intenzionata a trasferire gli aumenti dei costi ai clienti — suggeriscono che i timori sui rischi inflazionistici non si attenueranno rapidamente, mantenendo la BoC sotto pressione e il CAD sensibile a ogni indicazione sulla sua prossima mossa.
(Questo articolo è stato realizzato con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale e revisionato da un redattore. Scopri di più.)