Il dollaro australiano si mantiene sopra 0,7000 contro il dollaro USA in ripresa; resta vicino ai massimi mensili

  • AUD/USD senza una chiara direzione intraday venerdì, tra fattori contrastanti.
  • L'orientamento restrittivo della RBA sostiene il dollaro australiano, mentre il modesto rafforzamento dell'USD limita i rialzi della coppia.
  • L'attenzione si sposta ora sulla riunione del FOMC e sui principali dati macroeconomici statunitensi, in calendario la prossima settimana.

La coppia AUD/USD fatica a dare seguito al rimbalzo della giornata precedente da livelli inferiori a 0,7000 e oscilla tra lievi guadagni e modeste perdite durante la sessione asiatica di venerdì. Ciononostante, le quotazioni spot sembrano avviate a registrare un forte rialzo settimanale e rimangono vicine al massimo mensile toccato giovedì, in un contesto fondamentale favorevole.

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Le recenti dichiarazioni di tono restrittivo dei funzionari della Reserve Bank of Australia (RBA) continuano a sostenere il dollaro australiano (AUD). All'inizio di questa settimana, infatti, il vicegovernatore aggiunto della RBA Christopher Kent ha affermato che vi sono ragionevoli indicazioni di un aumento dei tassi neutrali sia a livello nazionale sia a livello globale. Inoltre, giovedì il vicegovernatore della RBA Andrew Hauser ha avvertito che l'inflazione calcolata con la media troncata nel terzo trimestre potrebbe risultare superiore alle attese, mantenendo vive le aspettative di un rialzo dei tassi in vista della riunione di politica monetaria del 3 novembre.

A ciò si aggiunge il dato sul PIL cinese superiore alle attese, che ha evidenziato una crescita dell'economia del 4,5% su base annua nel terzo trimestre, rispetto al 4,3% del secondo trimestre, fornendo ulteriore sostegno al dollaro australiano. Nel frattempo, il dollaro statunitense (USD) attira alcuni acquisti e mette a segno un modesto recupero dal minimo di tre settimane toccato giovedì. Questo frena i trader dall'aprire nuove posizioni rialziste sulla coppia AUD/USD e suggerisce cautela prima di posizionarsi in vista di una prosecuzione della tendenza al rialzo in atto da una settimana.

I funzionari della Federal Reserve (Fed) hanno recentemente segnalato che non vi è urgenza di aumentare i tassi di interesse. Tuttavia, i trader continuano a scontare una probabilità di circa l'80% che la banca centrale statunitense aumenti nuovamente il costo del denaro a dicembre. Inoltre, i timori di un'inflazione alimentata dal petrolio rafforzano le prospettive di un ulteriore inasprimento monetario da parte della Fed. Questo fattore, insieme alle persistenti incertezze geopolitiche legate all'escalation delle tensioni in Medio Oriente e al braccio di ferro tra Stati Uniti e Iran, contribuisce a ravvivare la domanda di dollari come bene rifugio e limita il potenziale rialzista della coppia AUD/USD.

I trader sembrano inoltre esitanti e preferiscono attendere ulteriori indicazioni sul percorso di politica monetaria della Fed prima di assumere nuove posizioni direzionali. L'attenzione sarà quindi rivolta all'esito della riunione di politica monetaria di due giorni del FOMC, che si concluderà mercoledì prossimo. Oltre a questo, i principali dati macroeconomici statunitensi della prossima settimana – la stima preliminare del PIL del terzo trimestre e l'indice dei prezzi della spesa per consumi personali (PCE) – avranno un ruolo chiave nell'influenzare l'andamento dell'USD nel breve termine e forniranno un impulso significativo alla coppia AUD/USD.

Grafico giornaliero AUD/USD

Chart Analysis AUD/USD

Analisi tecnica

La coppia AUD/USD rimane frenata al di sotto della media mobile semplice (SMA) a 100 giorni, a 0,7033, e di una fitta fascia di resistenze di Fibonacci compresa tra il ritracciamento del 38,2% a 0,7028 e il livello del 50,0% a 0,7069. L'incapacità della coppia di riportarsi al di sopra di questo insieme di barriere tecniche suggerisce che i rialzi rimangono vulnerabili, con i venditori impegnati a difendere la tendenza ribassista avviata dal massimo relativo di 0,7242.

Al ribasso, un primo supporto emerge in corrispondenza del ritracciamento di Fibonacci del 23,6% a 0,6977, seguito da un sostegno più in basso, sul minimo relativo di 0,6896, dove ci si attenderebbe un interesse più deciso da parte degli acquirenti qualora il calo attuale dovesse proseguire.

(L'analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l'ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)

Andamento del dollaro statunitense oggi

La tabella seguente mostra la variazione percentuale odierna del dollaro statunitense (USD) rispetto alle principali valute elencate. Il dollaro statunitense ha registrato il maggior rafforzamento rispetto allo yen giapponese.

USD EUR GBP JPY CAD AUD NZD CHF
USD 0,03% 0,04% 0,11% -0,01% 0,10% -0,23% 0,07%
EUR -0,03% 0,03% 0,07% -0,04% 0,06% -0,25% 0,05%
GBP -0,04% -0,03% 0,04% -0,04% 0,03% -0,27% 0,02%
JPY -0,11% -0,07% -0,04% -0,11% -0,01% -0,34% -0,03%
CAD 0,00% 0,04% 0,04% 0,11% 0,11% -0,23% 0,08%
AUD -0,10% -0,06% -0,03% 0,01% -0,11% -0,32% -0,02%
NZD 0,23% 0,25% 0,27% 0,34% 0,23% 0,32% 0,31%
CHF -0,07% -0,05% -0,02% 0,03% -0,08% 0,02% -0,31%

La mappa di calore mostra le variazioni percentuali delle principali valute l'una rispetto all'altra. La valuta base si seleziona dalla colonna di sinistra, mentre la valuta quotata si seleziona dalla riga superiore. Ad esempio, selezionando il dollaro statunitense dalla colonna di sinistra e scorrendo lungo la riga orizzontale fino allo yen giapponese, la variazione percentuale visualizzata nella casella rappresenterà USD (valuta base)/JPY (valuta quotata).