L’indice del dollaro statunitense fatica a causa dei deboli risultati del settore tecnologico

  • L’indice del dollaro statunitense incontra difficoltà dopo che i risultati deludenti delle società a maggiore capitalizzazione hanno alimentato timori sulla sostenibilità degli investimenti legati all’intelligenza artificiale.
  • L’inasprimento del conflitto in Medio Oriente e i possibili attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran dopo le elezioni di metà mandato hanno rafforzato le valute rifugio alternative.
  • Il presidente della Fed Kevin Warsh ha segnalato scarsa urgenza di inasprire ulteriormente la politica monetaria, nonostante l’elevata probabilità di un altro rialzo dei tassi scontata dai mercati.
TMGM Analysis: Financial Market News, Economic Calendar & Market Insights

L’indice del dollaro statunitense (DXY), che misura il valore del dollaro statunitense (USD) rispetto a sei principali valute, resta debole per il quarto giorno consecutivo e viene scambiato intorno a 101,60 durante la sessione asiatica di venerdì.

Il biglietto verde ha faticato a riprendersi, sotto la pressione dei crescenti dubbi sulla sostenibilità degli investimenti legati all’intelligenza artificiale. La fiducia degli investitori si è indebolita dopo che i risultati trimestrali di diverse società tecnologiche a maggiore capitalizzazione hanno deluso le aspettative.

Nel frattempo, l’inasprimento del conflitto geopolitico in Medio Oriente ha alimentato una più ampia avversione al rischio sui mercati. Le notizie secondo cui Stati Uniti e Israele starebbero preparando ulteriori attacchi militari contro l’Iran dopo le imminenti elezioni di metà mandato hanno intensificato la domanda di beni rifugio, rafforzando sia lo yen giapponese sia il franco svizzero nei confronti del biglietto verde.

Al contempo, i funzionari della Fed hanno segnalato scarsa urgenza di accelerare l’inasprimento della politica monetaria. Il presidente della Fed Kevin Warsh ha recentemente espresso ottimismo sulla solidità di fondo dell’economia statunitense, senza tuttavia indicare se saranno necessari ulteriori rialzi dei tassi di interesse. Nonostante queste indicazioni prudenti, gli operatori di mercato che utilizzano lo strumento CME FedWatch scontano attualmente una probabilità del 92,8% che i tassi restino invariati alla prossima riunione di politica monetaria del 27–28 ottobre.

Le valute difensive dovrebbero sovraperformare, mentre i rendimenti a breve continuano a sostenere il dollaro

Gli analisti di ING sostengono che il contesto attuale «probabilmente favorisce un’ulteriore, lieve sovraperformance delle valute difensive rispetto a quelle legate alle materie prime», riflettendo uno spostamento delle preferenze del mercato dalle valute a beta più elevato. Avvertono tuttavia che «finché il tratto a breve della curva dei rendimenti statunitensi, ancora estremamente solido, non inizierà a cedere, è difficile sostenere che il dollaro debba scendere in modo generalizzato». Ciò suggerisce che la tenuta dei rendimenti statunitensi a breve scadenza resta un elemento chiave del sostegno complessivo al dollaro, anche se la performance relativa tra le valute del G10 comincia a favorire quelle più difensive.

Domande frequenti sul dollaro statunitense

Il dollaro statunitense (USD) è la valuta ufficiale degli Stati Uniti d’America e la valuta «di fatto» di un numero significativo di altri Paesi, dove circola insieme alle banconote locali. È la valuta più scambiata al mondo e rappresenta oltre l’88% del volume globale degli scambi sul mercato dei cambi, con una media di transazioni pari a 6.600 miliardi di dollari al giorno, secondo i dati del 2022. Dopo la Seconda guerra mondiale, il dollaro statunitense ha sostituito la sterlina britannica come valuta di riserva mondiale. Per gran parte della sua storia, il dollaro statunitense è stato ancorato all’oro, fino all’accordo di Bretton Woods del 1971, quando il sistema aureo è stato abbandonato.

Il singolo fattore più importante che incide sul valore del dollaro statunitense è la politica monetaria, definita dalla Fed. La Fed ha un duplice mandato: garantire la stabilità dei prezzi, controllando l’inflazione, e promuovere la piena occupazione. Il principale strumento a sua disposizione per raggiungere questi due obiettivi è la modifica dei tassi di interesse. Quando i prezzi aumentano troppo rapidamente e l’inflazione supera l’obiettivo del 2% della Fed, la banca centrale alza i tassi, sostenendo il valore del dollaro statunitense. Quando l’inflazione scende sotto il 2% o il tasso di disoccupazione è troppo elevato, la Fed può ridurre i tassi di interesse, esercitando pressioni sul biglietto verde.

In situazioni estreme, la Fed può anche stampare più dollari e attuare un allentamento quantitativo, o quantitative easing (QE). Il QE è il processo attraverso il quale la Fed aumenta in misura sostanziale il flusso di credito in un sistema finanziario bloccato. Si tratta di una misura di politica monetaria non convenzionale utilizzata quando il credito si è prosciugato perché le banche non sono disposte a prestarsi denaro tra loro, per timore dell’insolvenza della controparte. È una soluzione di ultima istanza quando è improbabile che la sola riduzione dei tassi di interesse produca il risultato necessario. È stato lo strumento privilegiato dalla Fed per contrastare la stretta creditizia verificatasi durante la grande crisi finanziaria del 2008. Consiste nella creazione di nuovi dollari da parte della Fed, che li utilizza per acquistare titoli di Stato statunitensi prevalentemente da istituzioni finanziarie. Il QE comporta generalmente un indebolimento del dollaro statunitense.

La stretta quantitativa, o quantitative tightening (QT), è il processo inverso, attraverso il quale la Fed interrompe l’acquisto di obbligazioni dalle istituzioni finanziarie e non reinveste in nuovi acquisti il capitale rimborsato alla scadenza dei titoli in suo possesso. In genere, ha un effetto positivo sul dollaro statunitense.

QUOTAZIONI IN DIRETTA

Nome / Simbolo
Grafico
% Variazione / Prezzo
GBPUSD
Variazione 1 giorno
+0.18%
1.33935
EURUSD
Variazione 1 giorno
+0.10%
1.12113
USDJPY
Variazione 1 giorno
+0.00%
157.034
AUDUSD
Variazione 1 giorno
+0.19%
0.70164