
L’argento (XAG/USD) scende ai minimi da novembre 2025 durante la sessione asiatica di venerdì, con i ribassisti che puntano ora a prolungare il movimento discendente sotto quota 54,00 dollari. Il metallo bianco resta intanto avviato a registrare pesanti perdite per la seconda settimana consecutiva e il quadro tecnico suggerisce che il percorso di minor resistenza rimane orientato al ribasso.

XAG/USD si mantiene ben al di sotto della media mobile semplice (SMA) a 200 giorni. Inoltre, i tentativi falliti questa settimana di consolidarsi sopra quota 58,00 dollari, corrispondente al livello di ritracciamento di Fibonacci del 38,2% del ribasso tra maggio e luglio, confermano le prospettive negative. A ciò si aggiunge l’indicatore di convergenza e divergenza delle medie mobili (MACD), che rimane sotto lo zero, con un’ultima lettura pari a -0,34.
Tuttavia, l’indice di forza relativa (RSI) oscilla vicino alla soglia di ipervenduto, a 31,53, suggerendo che la spinta ribassista resta dominante, ma potrebbe essere prossima all’esaurimento anziché segnalare un nuovo impulso di vendite. Sarebbe quindi prudente attendere una rottura duratura sotto quota 54,00 dollari prima di posizionarsi in vista di una prosecuzione della tendenza ribassista osservata negli ultimi due mesi circa.
Al rialzo, la resistenza immediata si colloca nella zona orizzontale di 55,50 dollari, al di sopra della quale XAG/USD potrebbe tentare di superare quota 58,00 dollari. Seguono la soglia psicologica di 60,00 dollari, l’area di 61,50-61,55 dollari e il livello di ritracciamento di Fibonacci del 23,6%, vicino a 63,00 dollari. XAG/USD deve superare questi ostacoli per attenuare la pressione ribassista prevalente e aprire la strada a un recupero più duraturo.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)
L’argento è un metallo prezioso molto scambiato dagli investitori. Storicamente è stato utilizzato come riserva di valore e mezzo di scambio. Pur essendo meno popolare dell’oro, può essere scelto dai trader per diversificare il portafoglio di investimento, per il suo valore intrinseco o come potenziale copertura nei periodi di inflazione elevata. Gli investitori possono acquistare argento fisico, sotto forma di monete o lingotti, oppure negoziarlo tramite strumenti come gli Exchange Traded Fund (ETF), che ne replicano il prezzo sui mercati internazionali.
I prezzi dell’argento possono variare in risposta a un’ampia gamma di fattori. L’instabilità geopolitica o i timori di una profonda recessione possono far salire il prezzo dell’argento grazie al suo ruolo di bene rifugio, sebbene in misura minore rispetto all’oro. Essendo un’attività che non offre rendimento, l’argento tende a salire quando i tassi di interesse diminuiscono. I suoi movimenti dipendono anche dall’andamento del dollaro statunitense (USD), poiché il metallo è quotato in dollari (XAG/USD). Un dollaro forte tende a frenare il prezzo dell’argento, mentre un dollaro più debole tende a favorirne il rialzo. Anche altri fattori, come la domanda di investimento, l’offerta mineraria – l’argento è molto più abbondante dell’oro – e i tassi di riciclo, possono influire sui prezzi.
L’argento è ampiamente utilizzato nell’industria, in particolare in settori come l’elettronica e l’energia solare, poiché presenta una delle più elevate conducibilità elettriche tra tutti i metalli, superiore a quella del rame e dell’oro. Un forte aumento della domanda può far salire i prezzi, mentre un calo tende a farli scendere. Anche le dinamiche delle economie statunitense, cinese e indiana possono contribuire alle oscillazioni dei prezzi: negli Stati Uniti e soprattutto in Cina, gli ampi settori industriali impiegano l’argento in diversi processi; in India, anche la domanda dei consumatori di questo metallo prezioso per la gioielleria svolge un ruolo chiave nella determinazione dei prezzi.
I prezzi dell’argento tendono a seguire i movimenti dell’oro. Quando il prezzo dell’oro sale, in genere anche l’argento si muove nella stessa direzione, dato che entrambi sono considerati beni rifugio. Il rapporto oro/argento, che indica il numero di once d’argento necessarie per eguagliare il valore di un’oncia d’oro, può aiutare a valutare il valore relativo dei due metalli. Alcuni investitori possono interpretare un rapporto elevato come un segnale che l’argento sia sottovalutato o che l’oro sia sopravvalutato. Al contrario, un rapporto basso potrebbe suggerire che l’oro sia sottovalutato rispetto all’argento.