
Il cambio AUD/USD mantiene un orientamento positivo per il quarto giorno consecutivo, restando stabilmente sopra la soglia psicologica di 0,7000 durante la sessione asiatica di mercoledì e avvicinandosi al massimo mensile toccato il giorno precedente.

Il dollaro australiano (AUD) continua a beneficiare dei segnali restrittivi provenienti dai funzionari della Reserve Bank of Australia (RBA), che mantengono vive le aspettative di un rialzo dei tassi in vista della riunione di politica monetaria del 3 novembre. Il vicegovernatore aggiunto della RBA, Christopher Kent, ha infatti dichiarato lunedì che vi sono ragionevoli indicazioni di un aumento dei tassi di interesse neutrali sia in Australia sia a livello globale, mentre il vicegovernatore Andrew Hauser ha avvertito nelle prime ore di oggi che l’inflazione calcolata con la media troncata del terzo trimestre potrebbe risultare superiore alle attese.
A ciò si aggiunge il dato positivo sul PIL cinese del terzo trimestre, che ha evidenziato una crescita dell’economia del 4,5% su base annua nel periodo luglio-settembre, offrendo sostegno al dollaro australiano. Nel frattempo, il dollaro statunitense (USD) prosegue il modesto rimbalzo registrato nella notte da un minimo di quasi tre settimane, poiché i timori di un’inflazione alimentata dal petrolio rafforzano le prospettive di un ulteriore inasprimento monetario da parte della Federal Reserve (Fed). Gli operatori scontano infatti attualmente una probabilità superiore al 90% di un rialzo dei tassi della Fed a dicembre, sostenendo il biglietto verde e frenando il cambio AUD/USD.
Gli operatori potrebbero tuttavia evitare di assumere posizioni rialziste aggressive sul dollaro statunitense, valuta rifugio, in un contesto di rinnovate speranze di colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran. Secondo quanto riportato dai media, infatti, Qatar e Pakistan avrebbero proposto a Stati Uniti e Iran un piano di «compromesso» in grado di soddisfare le richieste di entrambe le parti. Ciò suggerisce quindi una certa cautela prima di confermare che la recente flessione correttiva dell’USD dal livello più alto da aprile 2025 si sia conclusa, mentre l’attenzione resta rivolta agli ulteriori sviluppi della crisi in Medio Oriente.
Il cambio AUD/USD conferma la rottura al rialzo di un intervallo di oscillazione di breve periodo e punta ora a superare la barriera del ritracciamento di Fibonacci del 38,2% a 0,7024. Un ulteriore rialzo potrebbe tuttavia incontrare un ostacolo in prossimità della media mobile semplice (SMA) a 200 giorni, a 0,7048. Segue il ritracciamento del 50,0%, al centro dell’intervallo, a 0,7064, che mantiene ribassista l’orientamento di breve termine e suggerisce che le quotazioni spot potrebbero faticare a riconquistare l’area chiave all’interno della più ampia struttura correttiva.
Al ribasso, un primo supporto si colloca in corrispondenza del ritracciamento del 23,6% a 0,6974, prima del minimo strutturale situato intorno a 0,6893, dove ci si attende che gli acquirenti intervengano a difesa dell’intervallo più ampio.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)
Uno dei fattori più rilevanti per il dollaro australiano (AUD) è il livello dei tassi di interesse fissati dalla Reserve Bank of Australia (RBA). Poiché l’Australia è un Paese ricco di risorse, un altro elemento determinante è il prezzo del minerale di ferro, la sua principale voce di esportazione. Influiscono inoltre lo stato di salute dell’economia cinese, il suo maggiore partner commerciale, nonché l’inflazione in Australia, il tasso di crescita dell’economia australiana e la bilancia commerciale. Anche il clima di mercato è importante: la propensione degli investitori ad acquistare attività più rischiose (risk-on) o a cercare beni rifugio (risk-off) incide sull’AUD, che beneficia di un contesto di propensione al rischio.
La Reserve Bank of Australia (RBA) influenza il dollaro australiano (AUD) fissando il livello dei tassi di interesse ai quali le banche australiane possono prestarsi denaro reciprocamente. Ciò incide sul livello dei tassi di interesse nell’intera economia. L’obiettivo principale della RBA è mantenere l’inflazione stabile tra il 2% e il 3%, aumentando o riducendo i tassi di interesse. Tassi relativamente elevati rispetto a quelli delle altre principali banche centrali sostengono l’AUD, mentre tassi relativamente bassi producono l’effetto opposto. La RBA può inoltre ricorrere all’allentamento quantitativo e alla stretta quantitativa per influenzare le condizioni del credito: il primo ha un effetto negativo sull’AUD, mentre la seconda lo sostiene.
La Cina è il maggiore partner commerciale dell’Australia, pertanto lo stato di salute della sua economia incide in misura significativa sul valore del dollaro australiano (AUD). Quando l’economia cinese va bene, acquista più materie prime, beni e servizi dall’Australia, aumentando la domanda di AUD e spingendone al rialzo il valore. Accade il contrario quando l’economia cinese cresce meno rapidamente del previsto. Le sorprese positive o negative nei dati sulla crescita cinese hanno quindi spesso un impatto diretto sul dollaro australiano e sui cambi che lo includono.
Il minerale di ferro è la principale voce di esportazione dell’Australia, con un valore di 118 miliardi di dollari all’anno secondo i dati del 2021, e la Cina ne è la principale destinazione. Il prezzo del minerale di ferro può quindi influenzare l’andamento del dollaro australiano. In generale, se il prezzo del minerale di ferro sale, anche l’AUD si apprezza, poiché aumenta la domanda complessiva della valuta. Accade il contrario se il prezzo del minerale di ferro scende. Prezzi più elevati del minerale di ferro tendono inoltre ad aumentare la probabilità di un saldo positivo della bilancia commerciale australiana, un altro fattore favorevole all’AUD.
La bilancia commerciale, ossia la differenza tra quanto un Paese incassa dalle esportazioni e quanto spende per le importazioni, è un altro fattore che può influenzare il valore del dollaro australiano. Se l’Australia produce beni molto richiesti all’estero, la sua valuta si apprezzerà per effetto della maggiore domanda generata dagli acquirenti stranieri che desiderano acquistare le sue esportazioni, rispetto a quanto il Paese spende per acquistare beni importati. Pertanto, un saldo netto positivo della bilancia commerciale rafforza l’AUD, mentre un saldo negativo produce l’effetto opposto.