
Lunedì Bitcoin (BTC) rimbalza sopra gli 80.000 dollari, mentre l’oro (XAU/USD) torna sopra il livello cruciale di 4.000 dollari, con rialzi moderati rispettivamente dello 0,34% e dello 0,64%. Entrambi gli asset avanzano in un contesto di bassa volatilità, mentre gli operatori di mercato si posizionano in vista della decisione della Fed di mercoledì e dei risultati di diverse grandi società tecnologiche.

I trader si aspettano ampiamente che mercoledì la politica monetaria rimanga invariata. Lo strumento FedWatch di CME Group indica attualmente una probabilità di circa il 91% che la Fed mantenga i tassi di interesse nell’intervallo del 3,75%-4,00%. Solo il 9% dei trader prevede un rialzo dei tassi. La ferma convinzione di una pausa costituisce un punto di riferimento per il quadro macroeconomico, in un clima prudente ma stabile per gli asset rischiosi.

L’attività di mercato resta fiacca mentre persiste la bassa volatilità, come riflette il clima generale nel settore delle criptovalute: il sentiment si è raffreddato, scendendo in territorio neutrale a quota 50 sull’indice Fear & Greed, ben al di sotto dei valori di 59 della scorsa settimana e di 74 del mese scorso, entrambi nella fascia di avidità.
«A mantenermi costruttivo è ciò che sta accadendo al di là dell’andamento poco mosso dei prezzi. La partecipazione è estremamente bassa. I volumi sono esigui, la leva finanziaria è contenuta e i detentori si rifiutano semplicemente di vendere a questi livelli», ha dichiarato Yusuf Fakhro, partner di ARP Digital, in un commento inviato via e-mail, aggiungendo: «Questa combinazione, prezzi poco mossi e nessuno costretto a vendere, è esattamente lo schema che in passato ha caratterizzato le fasi di formazione dei minimi, piuttosto che dei massimi».
Anche l’oro si muove in un intervallo ristretto, mantenendo il recupero sopra i 4.000 dollari senza una decisa prosecuzione del rialzo. La bassa volatilità di Bitcoin e dell’oro riflette un atteggiamento attendista in vista dell’annuncio della Fed.
La volatilità potrebbe tuttavia impennarsi dopo la riunione della Fed, anche per effetto delle conference call sui risultati delle principali società tecnologiche in programma questa settimana, tra cui Microsoft (MSFT), Alphabet (GOOG) e Amazon (AMZN).
«A essere sinceri, il mercato è in attesa e l’attesa è quasi finita. Il calendario a partire da fine ottobre è fitto: la decisione della Fed, i risultati delle principali società tecnologiche, inclusa quella con le maggiori riserve aziendali di Bitcoin, e le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti si concentrano tutti nell’arco di una settimana», ha aggiunto Fakhro.
Bitcoin viene scambiato a 80.454 dollari, intrappolato tra livelli dinamici ravvicinati che mantengono l’impostazione di breve termine da neutrale a leggermente ribassista. Il prezzo si trova ora appena sotto la media mobile esponenziale (EMA) a 50 giorni, a 80.812 dollari, che funge da resistenza immediata, mentre resta sopra una fitta area di supporto definita dalla linea del SuperTrend, intorno a 79.664 dollari, e dalle EMA a 100 e 200 giorni, rispettivamente a 77.690 e 76.313 dollari.
L’indice di forza relativa (RSI), a quota 43, segnala debolezza ma non ipervenduto, mentre l’indicatore di convergenza e divergenza delle medie mobili (MACD) resta sotto lo zero, con valori negativi in progressiva attenuazione, suggerendo un indebolimento del momentum ribassista piuttosto che una chiara svolta rialzista.

Per riaprire la strada verso nuovi massimi e attenuare gli attuali vincoli al rialzo servirebbe una rottura duratura sopra l’EMA a 50 giorni, a 80.812 dollari. Al ribasso, da monitorare la fascia di domanda immediata intorno al prezzo attuale e il segnale del SuperTrend a 79.664 dollari.
Una chiusura giornaliera sotto quest’area esporrebbe l’EMA a 100 giorni, a 77.690 dollari, come supporto successivo, seguita dalla più strategica EMA a 200 giorni, a 76.313 dollari. Finché BTC rimarrà nel corridoio compreso tra 79.664 e 80.813 dollari, l’andamento dei prezzi resterà probabilmente irregolare e privo di direzione, in attesa di una chiara rottura di uno dei due estremi.
L’oro viene scambiato a 4.021 dollari, mantenendo un’impostazione ribassista nel breve termine, poiché il prezzo a pronti resta sotto una fitta barriera di medie mobili e resistenze di tendenza. Le EMA a 50, 100 e 200 giorni, rispettivamente a 4.215, 4.278 e 4.284 dollari, si trovano al di sopra del prezzo, suggerendo che il metallo resti in una fase correttiva sotto i suoi riferimenti di tendenza di medio e lungo termine, mentre il SuperTrend a 4.211 dollari rafforza la pressione che frena il rialzo.
L’indicatore MACD rimane in territorio negativo, con l’ultima lettura nuovamente in calo, lasciando intendere che il momentum ribassista persista nonostante i precedenti tentativi di stabilizzazione. Nel frattempo, l’RSI a quota 36 resta sotto la linea dei 50 e segnala uno scarso interesse all’acquisto, piuttosto che condizioni di vero e proprio ipervenduto.

La prima resistenza si trova in corrispondenza del livello di rottura della linea di tendenza discendente, intorno a 4.074 dollari, dove l’ultimo tentativo di rimbalzo è stato respinto. Più in alto, la barriera del SuperTrend a 4.211 dollari e l’EMA a 50 giorni a 4.215 dollari formano un gruppo di resistenze ravvicinate che il prezzo dovrebbe riconquistare per attenuare la pressione di vendita immediata. Seguono l’EMA a 100 giorni a 4.278 dollari e quella a 200 giorni a 4.284 dollari, che definiscono una fascia di resistenza più ampia capace di limitare qualsiasi recupero.
In assenza di chiari livelli tecnici di supporto sul grafico giornaliero, la struttura ribassista suggerisce che eventuali rialzi verso questi riferimenti superiori potrebbero attirare nuove vendite, finché il prezzo non chiuderà in modo deciso almeno sopra la linea di tendenza e l’EMA di breve termine.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Per saperne di più.)
Bitcoin è la maggiore criptovaluta per capitalizzazione di mercato, una valuta virtuale progettata per fungere da denaro. Questa forma di pagamento non può essere controllata da un singolo individuo, gruppo o ente, eliminando così la necessità dell’intervento di terze parti nelle transazioni finanziarie.
Le altcoin sono tutte le criptovalute diverse da Bitcoin, ma alcuni escludono anche Ethereum da questa categoria, poiché è da queste due criptovalute che hanno origine le biforcazioni dei protocolli, dette fork. Se si adotta questa interpretazione, Litecoin è la prima altcoin, nata da un fork del protocollo Bitcoin e, pertanto, una sua versione «migliorata».
Le stablecoin sono criptovalute progettate per mantenere un prezzo stabile, il cui valore è garantito da una riserva dell’asset che rappresentano. A tal fine, il valore di ogni stablecoin è ancorato a una materia prima o a uno strumento finanziario, come il dollaro statunitense (USD), mentre la sua offerta è regolata da un algoritmo o dalla domanda. L’obiettivo principale delle stablecoin è offrire agli investitori che desiderano negoziare e investire in criptovalute un canale di ingresso e di uscita da questo mercato. Le stablecoin consentono inoltre agli investitori di conservare valore, poiché le criptovalute sono generalmente soggette a volatilità.
La dominance di Bitcoin è il rapporto tra la capitalizzazione di mercato di Bitcoin e la capitalizzazione complessiva di tutte le criptovalute. Offre un quadro chiaro dell’interesse degli investitori per Bitcoin. Una dominance elevata di BTC si registra tipicamente prima e durante una fase di forte rialzo, quando gli investitori scelgono di investire in una criptovaluta relativamente stabile e ad alta capitalizzazione come Bitcoin. Un calo della dominance di BTC indica solitamente che gli investitori stanno trasferendo il proprio capitale e/o i propri profitti verso le altcoin alla ricerca di rendimenti più elevati, innescando di norma forti rialzi delle altcoin.