
Il cambio GBP/USD scende in prossimità di 1,3335 nelle prime ore di contrattazione europee di martedì. Gli operatori preferiscono restare alla finestra ed evitare di assumere posizioni rilevanti in vista della manovra di bilancio autunnale britannica e della decisione sui tassi di interesse della Federal Reserve statunitense (Fed), entrambe in programma mercoledì.

Il nuovo ministro delle Finanze britannico John Healey presenterà la sua prima manovra di bilancio mercoledì, in un contesto di aumento dei costi di finanziamento a livello globale e di prezzi energetici elevati a causa della guerra in Iran. Healey può rendere le finanze pubbliche meno fragili contenendo la spesa in forte espansione per le prestazioni legate alla salute e alla disabilità e introducendo riforme fiscali che affrontino la complessità del sistema e gli incentivi distorsivi.
Il nuovo cancelliere dello Scacchiere deve anche aumentare le entrate. Un incremento di un punto percentuale di tutte le aliquote dell’imposta sul reddito potrebbe generare circa 11 miliardi di sterline all’anno entro l’esercizio finanziario 2029–30, per colmare il fabbisogno di finanziamento della spesa per la difesa.
«È difficile restare immuni in un contesto in cui i rendimenti obbligazionari globali stanno salendo, ma tra i principali mercati sviluppati il Regno Unito sembra essere una delle opzioni meno problematiche», ha dichiarato Guillermo Felices, responsabile della strategia di investimento globale di PGIM.
Nella riunione di politica monetaria di settembre, la Fed ha alzato i tassi di 25 punti base, portandoli nell’intervallo compreso tra il 3,75% e il 4%, con il primo rialzo dal 2023. È probabile che la banca centrale statunitense lasci invariati i tassi di interesse al termine della riunione di politica monetaria di ottobre, mercoledì.
I mercati scontano ora una probabilità di appena il 10,5% che la Fed alzi i tassi mercoledì, anche se i prezzi energetici elevati continuano ad alimentare le scommesse su un rialzo entro la fine dell’anno.
Gli analisti di Commerzbank sostengono che il tentativo portato avanti da tempo dalla Banca d’Inghilterra di «superare lo shock dei prezzi energetici senza intervenire, anche per evitare di frenare eccessivamente l’economia reale» si stia avvicinando a un punto di svolta. Osservano che «la combinazione di inflazione in aumento, lieve miglioramento del mercato del lavoro e dati di crescita piuttosto solidi quest’anno porterà probabilmente a un cambio di orientamento la prossima settimana», con «un primo rialzo dei tassi di interesse… sostanzialmente già del tutto scontato e il mercato che [si aspetta] altri tre rialzi entro la metà del prossimo anno». Questa attesa svolta di politica monetaria «ha sostenuto la sterlina nelle ultime settimane».
Commerzbank sottolinea che la dinamica dell’inflazione è sempre più trainata dall’energia, con «le quattro componenti energetiche dirette dell’indice dei prezzi che ora contribuiscono per quasi un punto percentuale al tasso complessivo su base annua». Insieme alle «componenti fortemente dipendenti dall’energia, l’obiettivo del 2% è di fatto già stato praticamente raggiunto». Tuttavia, poiché «le componenti a minore intensità energetica (principalmente i servizi) continuano a fornire un contributo significativo… l’inflazione si è recentemente allontanata ulteriormente dall’obiettivo», mettendo in evidenza il dilemma della BoE.
In questo contesto, la presentazione della nuova manovra di bilancio del primo ministro Andy Burnham è vista come un ulteriore fattore di stabilizzazione. Commerzbank avverte che «sebbene sia improbabile che ne derivino progressi significativi (Burnham ha recentemente annunciato che cambiamenti rilevanti avverrebbero solo dopo un’eventuale rielezione), gli operatori di mercato saranno probabilmente sollevati dal fatto che la presentazione della nuova manovra si stia svolgendo in un clima relativamente tranquillo». Nel complesso, la prospettiva di una stretta monetaria della BoE, il miglioramento delle tendenze del mercato del lavoro, un’inflazione più sostenuta e una maggiore tenuta dei titoli di Stato britannici contribuiscono a sostenere la sterlina.
Il punteggio di 7,4/10 attribuito al discorso di Greene coincide con la media storica di FXS Speechtracker, segnalando un tono coerente ma con un orientamento nettamente restrittivo rispetto alle recenti aspettative del mercato sulla sterlina. L’enfasi sul fatto che il rallentamento della crescita salariale si sia arrestato a livelli superiori a quelli compatibili con un’inflazione del 2%, insieme alla convinzione che la politica monetaria debba contrastare preventivamente i rischi di effetti inflazionistici di secondo impatto, rafforza la resistenza a tagli dei tassi nel breve termine.
Le indicazioni prospettiche di una crescita salariale più vicina al 3,5%, la sorprendente tenuta dell’economia e i segnali che la capacità inutilizzata nel mercato del lavoro potrebbe aver raggiunto il suo massimo sostengono tutti la tesi di Greene secondo cui il rischio di effetti di secondo impatto è maggiore di quanto si pensasse in precedenza. Per la GBP, questa combinazione di arresto del rallentamento salariale e tenuta dell’attività economica dovrebbe sostenere i rendimenti e limitare il potenziale ribassista, soprattutto rispetto alle valute di economie in cui le dinamiche salariali e della domanda appaiono più deboli.
Sul grafico giornaliero, GBP/USD mantiene un orientamento lievemente ribassista nel breve termine, restando al di sotto della media mobile semplice (SMA) a 100 giorni. Il cambio si muove sopra la linea mediana delle bande di Bollinger a 20 giorni, suggerendo la presenza di una certa domanda di fondo all’interno di una struttura correttiva più ampia, mentre la banda superiore di Bollinger delimita l’attuale intervallo di volatilità. L’indice di forza relativa (RSI) a 14 periodi, a quota 50,6, è neutrale e indica un equilibrio delle spinte direzionali: sono quindi possibili ulteriori ribassi o una fase di consolidamento finché il cambio resta al di sotto della SMA a 100 giorni.
Al rialzo, la prima resistenza si trova in corrispondenza della SMA a 100 giorni, intorno a 1,3390, mentre la banda superiore di Bollinger a 20 giorni, vicino a 1,3420, costituisce l’ostacolo successivo qualora gli acquirenti tentino un rimbalzo. Al ribasso, il supporto immediato si colloca sulla linea mediana delle bande di Bollinger a 20 giorni, a 1,3285, prima di un supporto strutturale più significativo vicino alla banda inferiore, intorno a 1,3150, dove una correzione più profonda dovrebbe attirare domanda.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)
La sterlina britannica (GBP) è la valuta più antica del mondo (886 d.C.) e la moneta ufficiale del Regno Unito. È la quarta valuta più scambiata al mondo sul mercato dei cambi (FX): secondo i dati del 2022, rappresenta il 12% di tutte le transazioni, per un valore medio di 630 miliardi di dollari al giorno. Le sue principali coppie valutarie sono GBP/USD, nota anche come «Cable», che rappresenta l’11% degli scambi sul mercato dei cambi, GBP/JPY, conosciuta dagli operatori come «Dragon» (3%), ed EUR/GBP (2%). La sterlina britannica è emessa dalla Banca d’Inghilterra (BoE).
Il fattore più importante che influenza il valore della sterlina britannica è la politica monetaria decisa dalla Banca d’Inghilterra. La BoE basa le proprie decisioni sul raggiungimento del suo obiettivo primario di «stabilità dei prezzi», ossia un tasso di inflazione stabile intorno al 2%. Il principale strumento per conseguirlo è la modifica dei tassi di interesse. Quando l’inflazione è troppo alta, la BoE cerca di contenerla alzando i tassi di interesse e rendendo così più costoso l’accesso al credito per famiglie e imprese. Questo è generalmente positivo per la GBP, poiché tassi di interesse più elevati rendono il Regno Unito una destinazione più attraente per i capitali degli investitori internazionali. Quando l’inflazione scende troppo, è un segnale che la crescita economica sta rallentando. In questo scenario, la BoE valuterà una riduzione dei tassi di interesse per rendere il credito meno costoso, così da incoraggiare le imprese a indebitarsi maggiormente per investire in progetti che generino crescita.
I dati economici pubblicati misurano lo stato di salute dell’economia e possono incidere sul valore della sterlina britannica. Indicatori come il PIL, gli indici PMI manifatturiero e dei servizi e i dati sull’occupazione possono tutti influenzare l’andamento della GBP. Un’economia solida favorisce la sterlina. Non solo attira maggiori investimenti esteri, ma può anche incoraggiare la BoE ad alzare i tassi di interesse, rafforzando direttamente la GBP. Al contrario, se i dati economici sono deboli, è probabile che la sterlina britannica perda valore.
Un altro dato significativo per la sterlina britannica è la bilancia commerciale. Questo indicatore misura la differenza tra quanto un Paese ricava dalle esportazioni e quanto spende per le importazioni in un determinato periodo. Se un Paese esporta beni molto richiesti, la sua valuta beneficerà della domanda aggiuntiva generata dagli acquirenti esteri che desiderano acquistare tali beni. Pertanto, un saldo positivo della bilancia commerciale rafforza una valuta, mentre un saldo negativo produce l’effetto opposto.