
Kyle Dahms, strategist della National Bank of Canada (NBC), analizza la recente volatilità del dollaro canadese (CAD), rilevando una correlazione moderatamente positiva con il WTI, ma legami più forti con l’oro e i differenziali di rendimento a due anni. A suo avviso, le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Bank of Canada (BoC), a fronte di tassi invariati da parte della Federal Reserve, hanno ridotto lo svantaggio del Canada in termini di rendimento. Tuttavia, mantiene un atteggiamento prudente sul dollaro canadese fino a fine anno, alla luce dei rischi legati alle materie prime, ai tassi e alle tensioni commerciali.

«Negli ultimi mesi il dollaro canadese ha registrato brusche oscillazioni, mentre l’aumento dei prezzi del petrolio si contrapponeva alle variazioni dei differenziali di tasso di interesse rispetto agli Stati Uniti e alla volatilità delle quotazioni dell’oro.»
«A nostro avviso, la riduzione del divario tra i tassi offre una spiegazione più convincente della recente ripresa.»
«Le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Bank of Canada questo mercoledì, a fronte di tassi invariati da parte della Federal Reserve, si sono accompagnate a una riduzione dello svantaggio del Canada in termini di rendimento e a un parziale recupero delle precedenti perdite del dollaro canadese.»
«Con un rialzo dei tassi canadesi già ampiamente scontato, un ulteriore sostegno potrebbe dipendere più dalle indicazioni sulle mosse successive che dalla decisione in sé.»
«A nostro avviso, un apprezzamento più duraturo richiederà un allentamento delle tensioni commerciali e una riduzione persistente dello svantaggio del Canada in termini di rendimento.»
«Manteniamo pertanto un atteggiamento prudente sul dollaro canadese fino a fine anno.»
(Questo articolo è stato realizzato con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale e rivisto da un redattore. Scopri di più.)