
Lunedì i prezzi delle criptovalute registrano una correzione generalizzata, guidata dall’ondata di vendite che colpisce Bitcoin (BTC) da cinque giorni. La regina delle criptovalute oscilla intorno agli 80.000 $, con un potenziale rialzista limitato dalla struttura tecnica. Allo stesso tempo, Bitcoin beneficia di una solida area di supporto formata da medie mobili di medio-lungo periodo, che segnala una potenziale capacità di assorbire la pressione di vendita.

Ethereum (ETH) cede lievemente e scambia intorno ai 2.325 $, mentre i venditori acquistano slancio per mantenere il controllo della tendenza. Nel frattempo, Ripple (XRP) mostra segnali di consolidamento, con l’offerta in area 1,30 $ che frena i rialzi e limita il potenziale di recupero del token.
È ampiamente previsto che mercoledì la Riserva Federale (Fed) mantenga invariati i tassi di interesse nell’intervallo 3,75-4,00. Lo strumento FedWatch di CME Group indica una probabilità di tassi invariati pari a circa il 91%, mentre solo il 9% degli operatori di mercato si attende un rialzo.
A settembre il Federal Open Market Committee (FOMC) ha alzato i tassi di interesse di 25 punti base per la prima volta in tre anni, citando la persistenza dell’inflazione e le pressioni sui prezzi derivanti dal petrolio e dall’energia a causa della guerra in Medio Oriente.

L’inflazione nella maggiore economia mondiale rimane superiore all’obiettivo di lungo periodo del 2% della banca centrale, che resta determinata a raggiungerlo. Oltre alla decisione di politica monetaria, gli investitori seguiranno le dichiarazioni del presidente della Fed Kevin Warsh durante la conferenza stampa successiva alla riunione, alla ricerca di indicazioni sull’orientamento della politica monetaria. Gli economisti attribuiscono una probabilità più elevata a un taglio dei tassi a dicembre.
La propensione verso gli asset digitali passa in secondo piano in vista della riunione del FOMC, come dimostra il Crypto Fear & Greed Index, che lunedì si attesta a 50, nella zona di avidità, in calo rispetto a 54 del giorno precedente, quando si trovava nella stessa fascia. Nel complesso, l’indice è sceso rispetto alla media di 74 del mese scorso, a conferma dell’incertezza macroeconomica e geopolitica e della mancanza di un forte catalizzatore necessario a sostenere la domanda.

Bitcoin scambia a 80.061 $, mantenendo un’impostazione rialzista costruttiva, poiché il prezzo si mantiene sopra la linea del SuperTrend a 79.664 $ e le medie mobili esponenziali (EMA) di più lungo periodo a 100 e 200 giorni, rispettivamente a 77.681 $ e 76.322 $. Tuttavia, la coppia resta frenata dall’EMA a 50 giorni a 80.797 $, che funge da resistenza immediata, mentre l’indice di forza relativa (RSI) in indebolimento a 41 e l’istogramma negativo del MACD (Moving Average Convergence Divergence) suggeriscono che lo slancio rialzista si è raffreddato e che i progressi al rialzo potrebbero risultare più faticosi nel breve termine.

Il primo supporto si trova sul livello del SuperTrend, intorno a 79.664 $, seguito dall’EMA a 100 giorni a 77.681 $ e dall’EMA a 200 giorni vicino a 76.321 $, che insieme delineano un’area di domanda più ampia a sostegno della tendenza rialzista di medio periodo. Al rialzo, una chiusura giornaliera nettamente sopra l’EMA a 50 giorni a 80.797 $ riaprirebbe la strada a un’estensione dell’avanzata, mentre il mancato superamento di questa barriera potrebbe portare BTC a consolidare o a ripiegare per mettere nuovamente alla prova il vicino supporto del SuperTrend.
Ethereum scambia a 2.322 $, mantenendosi appena sopra l’EMA a 200 giorni a 2.317 $, ma sotto l’EMA a 100 giorni a 2.363 $ e l’EMA a 50 giorni a 2.459 $. Il quadro generale resta quindi ribassista, poiché questi indicatori di tendenza continuano a frenare il prezzo dall’alto. La linea del SuperTrend, ora a 2.580 $ e ben al di sopra del prezzo a pronti, rafforza l’impostazione ribassista, mentre il MACD in calo sotto lo zero e un RSI vicino a 34 suggeriscono persistenti pressioni di vendita, con condizioni che tendono all’ipervenduto anziché al recupero.

Al rialzo, la prima resistenza si trova sull’EMA a 100 giorni intorno a 2.363 $, seguita dall’EMA a 50 giorni vicino a 2.459 $. Una barriera più solida emerge poi sulla linea del SuperTrend a 2.580 $, il cui superamento sarebbe necessario per segnalare un’inversione rialzista più duratura. Al ribasso, il supporto immediato è fornito dall’EMA a 200 giorni a 2.317 $.
Una chiusura giornaliera sotto questa soglia aprirebbe probabilmente la strada a un arretramento più marcato, mentre una tenuta al di sopra potrebbe consentire a ETH di consolidare e tentare un nuovo test della fascia di resistenza intorno alla metà dell’intervallo 2.300-2.400 $.
XRP, nel frattempo, scambia intorno a 1,28 $, mantenendo un’impostazione ribassista di breve periodo poiché il prezzo resta sotto le principali medie mobili. L’EMA a 100 giorni a 1,33 $, l’EMA a 50 giorni a 1,36 $ e l’EMA a 200 giorni a 1,37 $ si trovano tutte al di sopra del prezzo, suggerendo che i rialzi saranno probabilmente frenati finché resterà in atto la più ampia tendenza ribassista.
Gli indicatori di momentum confermano questa debolezza, con il MACD sotto lo zero e in miglioramento solo marginale e l’RSI vicino a 38, appena sopra la zona di ipervenduto, a suggerire persistenti pressioni al ribasso anziché un chiaro rimbalzo.

La prima resistenza si trova sull’EMA a 100 giorni intorno a 1,33 $, seguita dall’EMA a 50 giorni vicino a 1,36 $ e dall’EMA a 200 giorni a 1,37 $. Questi livelli formano una fitta fascia di offerta che XRP dovrebbe riconquistare per attenuare l’attuale struttura ribassista. Più in alto, l’ultimo livello della linea del SuperTrend a 1,45 $ rappresenta un ostacolo più distante, allineato alla più ampia linea di resistenza discendente, che continua a seguire massimi decrescenti e sottolinea l’impostazione negativa prevalente finché il prezzo resta confinato sotto questo gruppo di livelli superiori.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)
Bitcoin è la maggiore criptovaluta per capitalizzazione di mercato, una valuta virtuale progettata per fungere da moneta. Questa forma di pagamento non può essere controllata da una singola persona, da un gruppo o da un’entità, eliminando così la necessità dell’intervento di terzi nelle transazioni finanziarie.
Le altcoin sono tutte le criptovalute diverse da Bitcoin, ma alcuni escludono anche Ethereum da questa categoria, perché è da queste due criptovalute che hanno origine le biforcazioni del protocollo, dette fork. Secondo questa interpretazione, Litecoin è quindi la prima altcoin, nata da un fork del protocollo Bitcoin e, pertanto, una sua versione “migliorata”.
Le stablecoin sono criptovalute progettate per mantenere un prezzo stabile, il cui valore è garantito da una riserva dell’asset che rappresentano. A tale scopo, il valore di ogni stablecoin è ancorato a una materia prima o a uno strumento finanziario, come il dollaro statunitense (USD), mentre la sua offerta è regolata da un algoritmo o dalla domanda. L’obiettivo principale delle stablecoin è fornire un punto di ingresso e di uscita dal mercato agli investitori che desiderano negoziare e investire in criptovalute. Le stablecoin consentono inoltre agli investitori di conservare valore, poiché le criptovalute sono generalmente soggette a volatilità.
La dominance di Bitcoin è il rapporto tra la capitalizzazione di mercato di Bitcoin e la capitalizzazione complessiva di tutte le criptovalute. Offre un quadro chiaro dell’interesse degli investitori per Bitcoin. Una dominance elevata di BTC si verifica generalmente prima e durante una fase rialzista, quando gli investitori scelgono di investire in criptovalute relativamente stabili e ad alta capitalizzazione, come Bitcoin. Un calo della dominance di BTC indica solitamente che gli investitori stanno trasferendo il proprio capitale e/o i propri profitti verso le altcoin alla ricerca di rendimenti più elevati, innescando di norma una forte accelerazione dei rialzi delle altcoin.