I futures sul Dow Jones avanzano mentre gli operatori guardano ai dati sull’occupazione USA e ai risultati societari

  • I futures su Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq hanno registrato un andamento contrastato, con il settore tecnologico sotto pressione.
  • I solidi dati ADP sull’occupazione privata hanno accresciuto la probabilità di un rialzo dei tassi della Fed a dicembre.
  • L’attenzione dei mercati si sposta sui risultati delle principali società e sui prossimi dati settimanali relativi alle richieste iniziali di sussidio di disoccupazione.

I futures sul Dow Jones avanzano dello 0,5%, attestandosi intorno a 53.770 durante la sessione europea di giovedì. Nel frattempo, i futures sull’S&P 500 cedono lo 0,05%, portandosi intorno a 7.720, mentre quelli sul Nasdaq 100 perdono lo 0,69%, scambiando intorno a 28.360.

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I futures sugli indici azionari statunitensi hanno registrato un andamento contrastato, mentre i titoli tecnologici continuavano a subire pressioni ribassiste. Il calo del comparto tecnologico è stato alimentato dai timori di una possibile stretta normativa sui centri dati dopo la netta vittoria dei Democratici alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, che ha spinto gli investitori a ruotare i capitali verso altri settori del mercato. Nel frattempo, l’ampia vittoria democratica ha anche innescato un brusco calo dei prezzi del petrolio, riflettendo le speranze degli investitori in una risoluzione del conflitto in corso in Medio Oriente.

Gli indicatori economici hanno delineato un quadro più chiaro del mercato del lavoro e del settore dei servizi statunitensi. Secondo il rapporto ADP, l’occupazione nel settore privato degli Stati Uniti è aumentata di 86.000 posti di lavoro a ottobre, superando i 69.000 previsti, nonostante una lieve revisione al ribasso dei dati di settembre. Parallelamente, l’indice ISM PMI dei servizi si è attestato a 54,5, un valore leggermente inferiore alle stime ma comunque indicativo di una crescita costante del settore. Alla luce delle condizioni economiche, i mercati finanziari si attendono sempre più una politica monetaria restrittiva, con lo strumento FedWatch del CME che attribuisce una probabilità di quasi l’82% a un rialzo dei tassi della Fed a dicembre.

Durante la seduta ordinaria statunitense di mercoledì, i principali indici hanno registrato forti rialzi, trainati dai titoli dei beni di consumo discrezionali, finanziari e immobiliari, mentre i comparti energetico e industriale sono rimasti indietro. Il Dow Jones Industrial Average è balzato del 3,03%, guadagnando 1.569 punti e raggiungendo un massimo di due mesi, mentre l’S&P 500 e il Nasdaq Composite sono saliti rispettivamente dell’1,58% e dell’1,44%. Guardando ai prossimi appuntamenti, gli operatori di mercato monitorano i risultati di società come ConocoPhillips, Kimberly-Clark e Airbnb, insieme ai prossimi dati sul lavoro, tra cui le richieste iniziali di sussidio di disoccupazione di giovedì e il rapporto sull’occupazione non agricola di venerdì.

Le azioni salgono mentre si attenua l’incertezza sulle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti e i rendimenti scendono

Gli strategist di Deutsche Bank osservano che lo schema tipico delle elezioni statunitensi si sta ripetendo ancora una volta, con le «elezioni di metà mandato del 2026» che stanno già influenzando l’andamento dei mercati. Sottolineano che «ieri l’S&P 500 (+1,58%) ha registrato la migliore seduta degli ultimi tre mesi, mentre i rendimenti obbligazionari sono scesi nettamente in tutto il mondo», evidenziando come l’attenuarsi dell’incertezza politica e la recente serie di solidi dati statunitensi abbiano contribuito insieme a rafforzare la propensione al rischio.

Domande frequenti sul Dow Jones

Il Dow Jones Industrial Average, uno degli indici azionari più antichi al mondo, è composto dai 30 titoli più scambiati negli Stati Uniti. L’indice è ponderato in base al prezzo anziché alla capitalizzazione. Viene calcolato sommando i prezzi dei titoli che lo compongono e dividendo il totale per un fattore, attualmente pari a 0,152. L’indice è stato creato da Charles Dow, che ha fondato anche il Wall Street Journal. Negli anni successivi è stato criticato per la sua scarsa rappresentatività, poiché segue soltanto 30 conglomerati, a differenza di indici più ampi come l’S&P 500.

Numerosi fattori influenzano l’andamento del Dow Jones Industrial Average (DJIA). Il principale è la performance complessiva delle società che lo compongono, illustrata nei risultati trimestrali. Anche i dati macroeconomici statunitensi e globali contribuiscono, poiché incidono sulla fiducia degli investitori. Il livello dei tassi di interesse, stabilito dalla Fed, influenza a sua volta il DJIA, perché determina il costo del credito, da cui molte società dipendono fortemente. Di conseguenza, anche l’inflazione può essere un fattore determinante, insieme ad altri indicatori che incidono sulle decisioni della Fed.

La teoria di Dow è un metodo sviluppato da Charles Dow per individuare la tendenza primaria del mercato azionario. Un passaggio fondamentale consiste nel confrontare la direzione del Dow Jones Industrial Average (DJIA) e del Dow Jones Transportation Average (DJTA), seguendo soltanto le tendenze in cui entrambi si muovono nella stessa direzione. I volumi costituiscono un criterio di conferma. La teoria utilizza elementi dell’analisi dei massimi e dei minimi. La teoria di Dow individua tre fasi della tendenza: accumulazione, quando gli investitori più esperti iniziano ad acquistare o vendere; partecipazione del pubblico, quando entra in gioco la platea più ampia degli investitori; e distribuzione, quando gli investitori più esperti escono dal mercato.

Esistono diversi modi per negoziare il DJIA. Uno consiste nell’utilizzare gli ETF, che consentono agli investitori di negoziare il DJIA come un unico titolo, anziché dover acquistare azioni di tutte le 30 società che lo compongono. Un esempio di rilievo è lo SPDR Dow Jones Industrial Average ETF (DIA). I contratti futures sul DJIA consentono agli operatori di speculare sul valore futuro dell’indice, mentre le opzioni conferiscono il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare o vendere l’indice a un prezzo prestabilito in una data futura. I fondi comuni di investimento consentono agli investitori di acquistare una quota di un portafoglio diversificato di azioni del DJIA, offrendo così un’esposizione all’indice nel suo complesso.