Previsioni sul prezzo di EUR/USD: scende verso 1,1150, con orientamento ribassista invariato sotto la SMA a 100 giorni

  • EUR/USD si indebolisce intorno a 1,1165 nelle prime ore della sessione europea di martedì.
  • La coppia mantiene prospettive negative al di sotto della SMA a 100 giorni, con un momentum ribassista dell’RSI.
  • Il supporto iniziale si trova a 1,1140; la prima barriera al rialzo da monitorare è a 1,1215.

La coppia EUR/USD scambia in territorio negativo vicino a 1,1165 nelle prime ore della sessione europea di martedì. L’euro (EUR) estende il calo nei confronti del dollaro statunitense (USD), poiché i timori per le finanze pubbliche francesi hanno riacceso le tensioni finanziarie nell’Eurozona. Gli operatori seguiranno con attenzione le decisioni sui tassi di interesse della Federal Reserve (Fed) e della Banca centrale europea (BCE), in programma più avanti questa settimana.

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Si prevede che mercoledì la Fed manterrà invariato il tasso di interesse di riferimento. Secondo il CME FedWatch Tool, gli operatori attribuiscono una probabilità di quasi l’89,5% che i responsabili della politica monetaria lascino i tassi fermi nell’attuale intervallo obiettivo del 3,75%-4,0%.

«Il problema di fondo dell’euro non è cambiato e gli spread si sono ristretti», ha dichiarato Kit Juckes, responsabile globale della strategia valutaria di Societe Generale. «L’euro è ancora vulnerabile in questa fase perché le prospettive di crescita non sono buone e i prezzi dell’energia restano elevati», ha aggiunto Juckes.

Secondo un sondaggio Reuters, è probabile che la BCE lasci invariato al 2,50% il tasso sui depositi nella riunione di politica monetaria di ottobre, prevista per giovedì, per poi aumentarlo di 25 punti base a dicembre, dato che l’inflazione si attesta a un livello quasi doppio rispetto all’obiettivo del 2%.

Il dollaro si rafforza mentre la curva dei rendimenti si appiattisce e il Brent arretra dai recenti massimi

Gli analisti di Commerzbank evidenziano un clima più prudente sui mercati dei tassi e delle materie prime, osservando che «la curva dei rendimenti dei Treasury statunitensi si è leggermente appiattita, con un rialzo delle scadenze brevi [mentre] quelle lunghe hanno registrato un lieve calo». Allo stesso tempo, sottolineano che «i prezzi del petrolio Brent sono arretrati da un massimo di quasi sei mesi, poiché l’attività diplomatica legata al conflitto tra Stati Uniti e Iran ha offerto un certo sollievo ai mercati energetici», mentre «il dollaro si è leggermente rafforzato».

Warsh evidenzia il boom degli investimenti e i rischi dell’IA, ma evita impegni anticipati sulla politica monetaria

Il discorso del presidente della Fed Warsh ottiene un punteggio di 5,6/10 sul FXS Speechtracker, lievemente inferiore alla media storica di 6,1/10, segnalando un tono leggermente meno incisivo rispetto al riferimento consolidato, nonostante un messaggio sostanzialmente invariato. L’ammissione di essere rimasto «eccessivamente segnato» dalla crisi finanziaria globale sottolinea un orientamento prudente, anche mentre Warsh mette in risalto la crescita strutturale e un forte aumento degli investimenti trainato da «buone politiche», rifiutandosi però fermamente di anticipare le prossime decisioni del FOMC. L’attenzione di Warsh all’intelligenza artificiale (IA), vista sia come fattore di stimolo della domanda nel breve termine sia come strumento per rafforzare la fiducia nei dati, insieme alla vigilanza sui rischi estremi al ribasso, indica una posizione equilibrata tra ottimismo sull’innovazione e attenzione alla stabilità finanziaria.

Il FXS Fed Sentiment Index è rimasto invariato, con una variazione di 0,00 punti e un livello di 127,51, mantenendo il tono complessivo della politica monetaria saldamente in territorio restrittivo, nonostante il punteggio leggermente più moderato del FXS Speechtracker. Il livello stabile ed elevato dell’indice suggerisce che i mercati considerano la prudenza di Warsh e la sua enfasi sulla stabilità dei prezzi e sulla solidità degli investimenti coerenti con un orientamento volto a mantenere o inasprire la politica monetaria, anziché con una svolta più accomodante e meno favorevole al dollaro.

Chart Analysis EUR/USD


Analisi tecnica: EUR/USD mantiene prospettive ribassiste nel breve termine

Sul grafico giornaliero, EUR/USD mantiene un orientamento ribassista nel breve termine, con le quotazioni a pronti al di sotto della media mobile semplice (SMA) a 100 giorni e della linea centrale delle bande di Bollinger. La coppia scivola lungo la metà inferiore del canale di volatilità, con il prezzo solo marginalmente al di sopra della banda inferiore, mentre l’indice di forza relativa (RSI) a 14 periodi, pari a 33,6, si mantiene appena sopra la zona di ipervenduto. Ciò suggerisce che la pressione ribassista persiste, ma sta raggiungendo livelli eccessivi.

Al ribasso, la banda inferiore di Bollinger a 1,1140 offre un supporto immediato. Un’ulteriore ondata di vendite al di sotto di tale livello esporrebbe la soglia psicologica di 1,1100, seguita dal minimo del 12 maggio 2025 a 1,0951. 

Al rialzo, la resistenza iniziale si trova sulla banda centrale di Bollinger, intorno a 1,1215, seguita dal limite superiore della banda di Bollinger  vicino a 1,1295. Una rottura decisa al di sopra di questo livello potrebbe aprire la strada alla SMA a 100 giorni a 1,1445, che rappresenta una barriera più distante e rafforza la struttura ribassista di fondo. 

(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)

Domande frequenti sull’euro

L’euro è la valuta dei 20 paesi dell’Unione europea che appartengono all’Eurozona. È la seconda valuta più scambiata al mondo dopo il dollaro statunitense. Nel 2022 ha rappresentato il 31% di tutte le transazioni sul mercato dei cambi, con un volume medio giornaliero superiore a 2.200 miliardi di dollari. EUR/USD è la coppia valutaria più scambiata al mondo, con una quota stimata del 30% di tutte le transazioni, seguita da EUR/JPY (4%), EUR/GBP (3%) ed EUR/AUD (2%).

La Banca centrale europea (BCE), con sede a Francoforte, in Germania, è la banca centrale dell’Eurozona. La BCE stabilisce i tassi di interesse e gestisce la politica monetaria. Il mandato principale della BCE è mantenere la stabilità dei prezzi, il che significa controllare l’inflazione o stimolare la crescita. Il suo strumento principale consiste nell’aumentare o ridurre i tassi di interesse. Tassi di interesse relativamente elevati, o l’aspettativa di un loro aumento, tendono a favorire l’euro, e viceversa. Il Consiglio direttivo della BCE prende le decisioni di politica monetaria nel corso di riunioni che si tengono otto volte l’anno. Le decisioni sono adottate dai governatori delle banche centrali nazionali dell’Eurozona e da sei membri permanenti, tra cui la presidente della BCE, Christine Lagarde.

I dati sull’inflazione dell’Eurozona, misurata dall’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IAPC), sono un importante indicatore economico per l’euro. Se l’inflazione aumenta più del previsto, soprattutto se supera l’obiettivo del 2% della BCE, costringe la banca centrale ad alzare i tassi di interesse per riportarla sotto controllo. Tassi di interesse relativamente elevati rispetto a quelli delle altre economie tendono a favorire l’euro, poiché rendono l’area più attraente per gli investitori internazionali che intendono impiegare i propri capitali.

I dati pubblicati misurano lo stato di salute dell’economia e possono incidere sull’euro. Indicatori come il PIL, gli indici PMI manifatturieri e dei servizi, l’occupazione e le indagini sulla fiducia dei consumatori possono influenzare l’andamento della moneta unica. Un’economia forte favorisce l’euro. Non solo attira più investimenti esteri, ma può anche incoraggiare la BCE ad aumentare i tassi di interesse, rafforzando direttamente l’euro. Al contrario, se i dati economici sono deboli, è probabile che l’euro si deprezzi. I dati economici delle quattro maggiori economie dell’area euro (Germania, Francia, Italia e Spagna) sono particolarmente significativi, poiché questi paesi rappresentano il 75% dell’economia dell’Eurozona.

Un altro dato significativo per l’euro è la bilancia commerciale. Questo indicatore misura la differenza tra quanto un paese ricava dalle esportazioni e quanto spende per le importazioni in un determinato periodo. Se un paese produce beni destinati all’esportazione molto richiesti, la sua valuta acquisterà valore per effetto della maggiore domanda generata dagli acquirenti esteri che desiderano acquistare tali beni. Pertanto, un saldo commerciale positivo rafforza una valuta, mentre un saldo negativo produce l’effetto opposto.