
USD/CHF avanza lievemente dopo due giorni di rialzi e oscilla intorno a 0,8280 durante la sessione asiatica di martedì. La coppia registra variazioni contenute mentre il dollaro statunitense (USD) si mantiene forte, sostenuto dalla cautela dei mercati in vista delle imminenti decisioni sui tassi di interesse della Federal Reserve statunitense (Fed), attese mercoledì.

I mercati finanziari si aspettano che la Federal Reserve mantenga invariati i tassi di interesse nella prossima riunione di ottobre, prima di un possibile nuovo rialzo a dicembre. Secondo lo strumento CME FedWatch, le quotazioni di mercato riflettono attualmente una probabilità dell’89,5% che i tassi restino invariati alla riunione di politica monetaria di ottobre, insieme a una probabilità dell’82,3% di un aumento dei tassi a dicembre.
Heather Long, capo economista di Navy Federal Credit Union, ha dichiarato: «L’inflazione resta il problema numero uno dell’economia statunitense e molti segnali indicano che si sta diffondendo a un numero sempre maggiore di settori». «Per i consumatori significa costi di finanziamento davvero elevati per il prossimo futuro». Tuttavia, «dato che siamo proprio alla vigilia di un’elezione», ha aggiunto Heather, «non alzeranno i tassi a ottobre».
Il rialzo della coppia USD/CHF è frenato dal rafforzamento del franco svizzero (CHF), mentre il rendimento del titolo di Stato svizzero decennale è sceso verso lo 0,47%, spinto dalla domanda di beni rifugio in un contesto di crescenti preoccupazioni per le prospettive delle finanze pubbliche europee.
Dai verbali della riunione della Banca nazionale svizzera (BNS) è emerso che i responsabili della politica monetaria hanno rilevato pressioni inflazionistiche senza segnali di ripercussioni sull’economia nel suo complesso, attribuendo il recente aumento dell’inflazione principalmente al rincaro del petrolio e al deprezzamento del CHF.
Gli strateghi di UOB Group osservano che USD/CHF ha prolungato il recente forte rialzo, con il dollaro che venerdì «è salito nettamente fino a un massimo di 0,8255» e ieri ha raggiunto «0,8278 prima di attestarsi a 0,8271 (+0,27%)». Riconoscono che «il mercato è in condizioni di ipercomprato dopo il forte rialzo degli ultimi due giorni», ma ritengono che vi sia ancora spazio per una prosecuzione del movimento, sottolineando che «il dollaro potrebbe mettere alla prova quota 0,8290», pur avvertendo che «un rialzo duraturo al di sopra di questo livello è improbabile». Al ribasso, UOB segnala che «il supporto si trova a 0,8250», prima linea di difesa della coppia dopo la rapida ascesa.
Il franco svizzero (CHF) è la valuta ufficiale della Svizzera. Rientra tra le dieci valute più scambiate al mondo, con volumi che superano di gran lunga le dimensioni dell’economia svizzera. Il suo valore è determinato, tra gli altri fattori, dal clima generale dei mercati, dallo stato di salute dell’economia nazionale e dagli interventi della Banca nazionale svizzera (BNS). Tra il 2011 e il 2015, il franco svizzero è stato ancorato all’euro (EUR). Il vincolo di cambio è stato rimosso bruscamente, provocando un aumento di oltre il 20% del valore del franco e forti turbolenze sui mercati. Sebbene tale vincolo non sia più in vigore, l’andamento del CHF tende a essere fortemente correlato a quello dell’euro, data l’elevata dipendenza dell’economia svizzera dalla vicina area dell’euro.
Il franco svizzero (CHF) è considerato un bene rifugio, ossia una valuta che gli investitori tendono ad acquistare nei periodi di tensione sui mercati. Ciò dipende dal ruolo attribuito alla Svizzera a livello mondiale: un’economia stabile, un solido settore delle esportazioni, ingenti riserve della banca centrale e una politica di lunga data improntata alla neutralità nei conflitti internazionali rendono la valuta del Paese una scelta valida per gli investitori che cercano di sottrarsi ai rischi. Nei periodi turbolenti, il CHF tende a rafforzarsi rispetto ad altre valute considerate più rischiose come investimento.
La Banca nazionale svizzera (BNS) si riunisce quattro volte l’anno, una volta a trimestre, quindi meno frequentemente delle altre principali banche centrali, per decidere la politica monetaria. La banca punta a un tasso di inflazione annuo inferiore al 2%. Quando l’inflazione supera l’obiettivo, o si prevede che lo supererà nel prossimo futuro, la banca cerca di contenere la crescita dei prezzi aumentando il tasso di riferimento. Tassi di interesse più elevati sono generalmente favorevoli al franco svizzero (CHF), poiché determinano rendimenti più alti e rendono il Paese più attraente per gli investitori. Al contrario, tassi di interesse più bassi tendono a indebolire il CHF.
La pubblicazione dei dati macroeconomici svizzeri è fondamentale per valutare lo stato dell’economia e può incidere sul valore del franco svizzero (CHF). L’economia svizzera è generalmente stabile, ma qualsiasi variazione improvvisa della crescita economica, dell’inflazione, del saldo delle partite correnti o delle riserve valutarie della banca centrale può innescare movimenti del CHF. In generale, una crescita economica sostenuta, una disoccupazione bassa e un elevato livello di fiducia favoriscono il CHF. Al contrario, se i dati economici indicano un indebolimento della dinamica economica, è probabile che il CHF si deprezzi.
Essendo un’economia piccola e aperta, la Svizzera dipende fortemente dallo stato di salute delle economie della vicina area dell’euro. L’Unione europea nel suo complesso è il principale partner economico della Svizzera e un importante alleato politico; pertanto, la stabilità macroeconomica e della politica monetaria nell’area dell’euro è essenziale per la Svizzera e, di conseguenza, per il franco svizzero (CHF). Data questa dipendenza, alcuni modelli indicano che la correlazione tra l’andamento dell’euro (EUR) e quello del CHF supera il 90%, risultando quindi quasi perfetta.