Euro: i rischi sugli spread legati alla Francia continuano a rendere l’EUR poco appetibile – ING

Francesco Pesole di ING osserva che l’ampliamento degli spread francesi OAT-Bund e OAT-BTP non ha ancora pesato in misura significativa sull’euro, ma avverte che la sensibilità al rischio sovrano francese potrebbe riemergere rapidamente qualora gli spread si avvicinassero ai 200 punti base. Mantiene una prospettiva complessivamente ribassista sull’EUR, indicando EUR/CHF come un indicatore chiave del rischio sovrano e segnalando la possibilità che EUR/USD torni a testare 1,1120 se le turbolenze sul mercato obbligazionario dovessero persistere.

Gli spread francesi minacciano la stabilità dell’euro

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«Lo spread decennale OAT-Bund ha chiuso a 174 punti base dopo aver toccato quota 178 ieri. Non è stato l’unico spread sovrano dell’UE ad ampliarsi ieri; i Bund hanno sovraperformato (+9 punti base) grazie alla domanda di beni rifugio, e anche i prezzi dell’energia hanno avuto un ruolo».

«Gli OAT, tuttavia, sono stati gli unici titoli in Europa a registrare un aumento dei rendimenti decennali (+6 punti base), e lo spread OAT-BTP ha raggiunto la preoccupante soglia dei 50 punti base. La situazione di bilancio e politica non mostra un evidente deterioramento, quindi il movimento è probabilmente dovuto semplicemente alla maggiore sensibilità degli OAT ai fattori globali e forse a qualche timore per un altro fine settimana di tensioni sociali in Francia».

«La sensibilità dell’euro agli sviluppi in Francia si è chiaramente attenuata: ieri la moneta unica non ha registrato una sottoperformance significativa rispetto alle altre valute del G10. Questo legame potrebbe tuttavia ristabilirsi molto rapidamente qualora venisse superata una nuova soglia critica, forse pari a 200 punti base. Per il momento non ci aspettiamo un ulteriore ampliamento di tale entità, ma i rischi sono chiaramente presenti e l’euro resta piuttosto poco attraente su tutti i fronti».

«EUR/CHF resta al momento il modo più diretto per prendere posizione sul rischio sovrano europeo, mentre EUR/USD dovrebbe tornare rapidamente a testare il minimo del 14 ottobre a 1,1120 qualora le turbolenze sul mercato obbligazionario dovessero persistere».

(Questo articolo è stato creato con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale e rivisto da un redattore. Scopri di più.)