L’oro riconquista quota 4.000 dollari mentre la vittoria dei Democratici al Congresso scuote il dollaro USA

  • L’oro sale mentre la vittoria dei democratici alimenta i timori sui conti pubblici e riaccende la domanda del metallo.
  • Le aspettative di un nuovo rialzo dei tassi della Fed a dicembre potrebbero limitare ulteriori guadagni.
  • XAU/USD incontra una resistenza immediata in corrispondenza della SMA a 20 giorni, vicino a 4.074 dollari, mentre l’RSI risale verso il livello neutrale.

L’oro (XAU/USD) registra un forte rialzo mercoledì, riconquistando quota 4.000 dollari, mentre i risultati delle elezioni statunitensi di metà mandato pongono le basi per un governo diviso e accrescono il rischio di stallo politico a Washington. Al momento della stesura, XAU/USD scambia intorno a 4.041 dollari, in rialzo del 3% nella giornata.

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I democratici hanno conquistato il controllo di entrambe le camere del Congresso: l’amministrazione Trump avrà quindi bisogno del loro sostegno per approvare nuove leggi, varare pacchetti di spesa, introdurre ulteriori tagli fiscali o innalzare il tetto del debito.

La conseguente incertezza politica riaccende l’attrattiva del metallo come bene rifugio e pesa sul dollaro statunitense, rendendo l’oro meno costoso per gli acquirenti che detengono altre valute. L’indice del dollaro statunitense (DXY), che misura il valore del biglietto verde rispetto a un paniere di sei principali valute, si attesta intorno a 101,40, in calo dello 0,44% nella giornata e vicino ai minimi delle ultime cinque settimane.

L’oro rimbalza mentre aumentano i rischi per i conti pubblici USA, ma il percorso della Fed è visto invariato

Il metallo giallo potrebbe faticare a sostenere il rimbalzo, poiché le tensioni in Medio Oriente mantengono elevati i costi energetici e accentuano le pressioni inflazionistiche, spingendo la Federal Reserve (Fed) e le altre principali banche centrali a mantenere un orientamento restrittivo. L’aumento del costo del credito penalizza il metallo, che non offre rendimenti, accrescendo il costo opportunità di detenerlo.

Gli strateghi di Societe Generale sostengono che l’ondata di vittorie democratiche negli Stati Uniti «non dovrebbe modificare la direzione della Fed, almeno nel breve termine», con «un aumento dei tassi di 25 punti base a dicembre» ancora considerato «un evento altamente probabile». Osservano che «i futures per giugno 2027 si stabilizzano a 55,5 punti base (-2,5 punti base)» e che «lo spread tra i rendimenti a 2 e 10 anni resta invariato a 33 punti base», in attesa dell’annuncio del Tesoro sui piani di rifinanziamento trimestrale, previsto più tardi nella giornata.

Tuttavia, il team di economisti di Societe Generale avverte che, «per quanto riguarda la traiettoria dei conti pubblici statunitensi», intravede «un maggiore rischio di paralisi delle attività del governo federale», un contesto che, a suo giudizio, «potrebbe spiegare il rimbalzo dell’oro oltre i 4.000 dollari».

Secondo lo strumento FedWatch del CME, gli operatori scontano una probabilità dell’82% di un rialzo dei tassi a dicembre. La prospettiva di un ulteriore inasprimento monetario potrebbe anche attenuare il calo del dollaro statunitense.

L’attenzione si sposta ora sui dati economici statunitensi, alla ricerca di nuovi indizi sulle prospettive di politica monetaria della Fed. Mercoledì sono in programma il rapporto ADP sulla variazione dell’occupazione e l’indice PMI ISM dei servizi di ottobre, seguiti giovedì dalle richieste iniziali settimanali di sussidio di disoccupazione e venerdì dai dati sull’occupazione non agricola (NFP).

Analisi tecnica: il recupero accelera, ma l’orientamento resta ribassista

Sul grafico giornaliero, XAU/USD mantiene un’impostazione lievemente ribassista nel breve termine, poiché il prezzo resta al di sotto della media mobile semplice (SMA) a 20 giorni, che coincide con la banda centrale di Bollinger a 4.074 dollari. La coppia incontra inoltre una resistenza in corrispondenza della banda superiore di Bollinger, vicino a 4.253 dollari, il che suggerisce un potenziale di rialzo ancora limitato. Il momentum continua a fornire segnali contrastanti, con l’indice di forza relativa (RSI) in recupero a 46, in territorio neutrale, e l’indicatore di convergenza e divergenza delle medie mobili (MACD) negativo ma in fase di stabilizzazione.

Al ribasso, il supporto immediato si trova sulla soglia psicologica dei 4.000 dollari, seguito dalla banda inferiore di Bollinger vicino a 3.894 dollari e dal minimo annuale di 3.870 dollari toccato la scorsa settimana. Al rialzo, una chiusura nuovamente sopra la banda centrale di Bollinger a 4.074 dollari attenuerebbe la pressione ribassista, anche se una resistenza più forte attende in corrispondenza della banda superiore, vicino a 4.253 dollari, seguita dalla più ampia barriera strutturale a 4.400 dollari.

(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)

Andamento del dollaro statunitense oggi

La tabella seguente mostra la variazione percentuale odierna del dollaro statunitense (USD) rispetto alle principali valute elencate. Il dollaro statunitense ha mostrato la maggiore forza relativa nei confronti dello yen giapponese.

USD EUR GBP JPY CAD AUD NZD CHF
USD -0,44% -0,45% -0,11% -0,33% -0,63% -0,28% -0,39%
EUR 0,44% -0,01% 0,32% 0,10% -0,20% 0,15% 0,05%
GBP 0,45% 0,01% 0,34% 0,14% -0,17% 0,17% 0,06%
JPY 0,11% -0,32% -0,34% -0,21% -0,52% -0,19% -0,29%
CAD 0,33% -0,10% -0,14% 0,21% -0,31% 0,03% -0,08%
AUD 0,63% 0,20% 0,17% 0,52% 0,31% 0,34% 0,23%
NZD 0,28% -0,15% -0,17% 0,19% -0,03% -0,34% -0,10%
CHF 0,39% -0,05% -0,06% 0,29% 0,08% -0,23% 0,10%

La mappa di calore mostra le variazioni percentuali delle principali valute l’una rispetto all’altra. La valuta base viene selezionata nella colonna di sinistra, mentre la valuta di quotazione viene selezionata nella riga superiore. Ad esempio, selezionando il dollaro statunitense nella colonna di sinistra e spostandosi lungo la riga orizzontale fino allo yen giapponese, la variazione percentuale visualizzata nella casella rappresenterà USD (valuta base)/JPY (valuta di quotazione).