
Il team Global Markets Research di Nomura, guidato da Josie Anderson, George Buckley e Andrzej Szczepaniak, analizza l’ultima decisione della Riksbank di aumentare il tasso di riferimento al 2,00%. Gli analisti individuano tra i fattori chiave l’accelerazione dell’inflazione CPIF al netto delle misure fiscali temporanee, la tenuta della crescita del PIL e i prezzi elevati dell’energia. Prevedono altri due rialzi da 25 punti base a febbraio e maggio 2027, che porterebbero il tasso al 2,50%.

«Le indicazioni sulle future variazioni del tasso di riferimento sono state le seguenti: “Se le prospettive per l’inflazione e l’attività economica saranno confermate, la Riksbank ritiene probabile che il tasso di riferimento venga ulteriormente aumentato nel corso del prossimo anno, in linea con la previsione sui tassi di settembre”».
«Prevediamo che l’inflazione CPIF si attesti in media all’1,8% su base annua nel primo trimestre del 2027, per poi accelerare al 2,6% nel secondo trimestre del 2027, poiché gli effetti base del dimezzamento dell’IVA sui prodotti alimentari dell’aprile 2026 spingeranno al rialzo l’inflazione su base annua».
«La proiezione di settembre sul tasso di riferimento implica una probabilità di circa il 50% di un rialzo di 25 punti base a febbraio, ipotizzando che il tasso rimanga invariato a dicembre. La traiettoria prevista sale poi gradualmente nel corso del 2027 fino a un picco del 2,43% nel primo trimestre del 2028».
«Prevediamo che la Riksbank aumenti nuovamente il tasso di riferimento di 25 punti base a febbraio e a maggio 2027, portandolo al 2,50%, un livello ancora compreso nell’intervallo che la Riksbank considera neutrale (1,50-3,00%). Si tratterebbe inoltre di un numero di rialzi inferiore a quello che prevediamo per la BCE nel 2026 e nel 2027 (ci aspettiamo complessivamente quattro rialzi fino al 3,00%, inclusi i due già attuati)».
«Riteniamo che vi siano rischi legati alla tempistica della nostra previsione sui rialzi della Riksbank: i prossimi due aumenti dopo novembre potrebbero arrivare a marzo e giugno (ossia un mese più tardi di quanto prevediamo), quando la Riksbank potrà valutare più approfonditamente le pressioni inflazionistiche nell’ambito dell’aggiornamento delle proprie previsioni. Rialzi consecutivi a novembre e dicembre 2026 sembrano improbabili, dato che l’inflazione appare ancora sostanzialmente sotto controllo».
(Questo articolo è stato creato con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale e rivisto da un redattore. Scopri di più.)