BCE alle porte, con l’euro tornato sul minimo di ottobre

  • EUR/USD interrompe una serie di cinque sedute in calo sul minimo del 14 ottobre e da lì risale.
  • La Fed ha mantenuto i tassi invariati con 10 voti a favore e 2 contrari; la governatrice Cook ha espresso il suo primo voto dissenziente, a favore di un rialzo.
  • Il PIL dell’area euro per il terzo trimestre sarà pubblicato venerdì, con una crescita prevista in rallentamento allo 0,2%.

La Banca centrale europea (BCE) annuncerà la propria decisione giovedì, con EUR/USD poco sopra un minimo toccato due volte, il 14 ottobre e nuovamente mercoledì. Il ritorno di mercoledì su quel livello, appena sopra 1,1100, è arrivato dopo cinque sedute consecutive in calo. Da allora la coppia è risalita intorno a 1,1150 e si avvia a registrare il primo rialzo in sei sedute.

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La Fed ha mantenuto i tassi invariati con 10 voti a favore e 2 contrari: la presidente della Fed di Cleveland Hammack e la governatrice della Fed Cook, al suo primo dissenso dall’ingresso nel 2022, hanno votato per un rialzo di un quarto di punto percentuale. Il comunicato ha descritto il ritmo di crescita degli Stati Uniti come forte, anziché solido. I trader hanno aumentato dal 75% a circa l’81% la probabilità attribuita a un rialzo dei tassi della Fed a dicembre, influenzando così la componente statunitense del differenziale dei tassi di EUR/USD.

Il presidente della Fed Warsh ha dichiarato di non credere nelle indicazioni prospettiche sulla politica monetaria al di fuori delle crisi e che i tassi di interesse determinati dal mercato, quelli che guidano l’andamento del dollaro, hanno invertito la rotta al ribasso. EUR/USD ha toccato il massimo di seduta durante la sua conferenza stampa. I due voti a favore di un rialzo e la valutazione più positiva della crescita statunitense sono arrivati nell’unica giornata di rialzo di EUR/USD delle ultime sei sedute.

In calendario

La decisione della BCE, in programma giovedì alle 13:15 GMT, determinerà la componente in euro del differenziale dei tassi della coppia, con il tasso sui depositi previsto invariato al 2,5%. La presidente della BCE Lagarde risponderà alle domande alle 13:45 GMT, mentre la crescita dell’area euro per il terzo trimestre, in pubblicazione venerdì alle 10:00 GMT, è prevista allo 0,2%, dopo lo 0,6%.

Il prodotto interno lordo (PIL) statunitense del terzo trimestre sarà pubblicato giovedì alle 12:30 GMT, poco prima dell’annuncio della BCE, con una crescita prevista al 3,2% su base annualizzata, dopo il 2,2%. Le previsioni indicano quindi, nello stesso trimestre, un’accelerazione della crescita sul versante statunitense della coppia e un rallentamento su quello dell’area euro.

Analisi grafica

Dall’inizio di ottobre EUR/USD si muove all’interno di un intervallo il cui limite superiore si trova appena sopra 1,1250, nell’ultima fase di una discesa dal massimo di agosto, poco sopra 1,1700. Da metà settembre la coppia non si porta sopra la media mobile esponenziale (EMA) a 50 giorni, ora appena sotto 1,1350, mentre l’EMA a 200 giorni si trova appena sotto 1,1500.


Grafico giornaliero di EUR/USD

Domande frequenti sull’euro

L’euro è la valuta dei 20 paesi dell’Unione europea che fanno parte dell’Eurozona. È la seconda valuta più scambiata al mondo dopo il dollaro statunitense. Nel 2022 ha rappresentato il 31% di tutte le transazioni sul mercato dei cambi, con un volume medio giornaliero superiore a 2.200 miliardi di dollari. EUR/USD è la coppia valutaria più scambiata al mondo, con una quota stimata del 30% di tutte le transazioni, seguita da EUR/JPY (4%), EUR/GBP (3%) ed EUR/AUD (2%).

La Banca centrale europea (BCE), con sede a Francoforte, in Germania, è la banca centrale dell’Eurozona. La BCE stabilisce i tassi di interesse e gestisce la politica monetaria. Il mandato principale della BCE è mantenere la stabilità dei prezzi, intervenendo per controllare l’inflazione o stimolare la crescita. Il suo strumento principale è l’aumento o la riduzione dei tassi di interesse. Tassi relativamente elevati – o l’aspettativa di tassi più alti – tendono a favorire l’euro, e viceversa. Il Consiglio direttivo della BCE prende le decisioni di politica monetaria nel corso di riunioni che si tengono otto volte l’anno. Le decisioni sono prese dai governatori delle banche centrali nazionali dell’Eurozona e da sei membri permanenti, tra cui la presidente della BCE, Christine Lagarde.

I dati sull’inflazione dell’Eurozona, misurata dall’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IAPC), sono un importante indicatore economico per l’euro. Se l’inflazione aumenta più del previsto, soprattutto se supera l’obiettivo del 2% della BCE, costringe la banca centrale ad alzare i tassi di interesse per riportarla sotto controllo. Tassi di interesse relativamente elevati rispetto a quelli di altre economie tendono a favorire l’euro, perché rendono l’area più attraente per gli investitori internazionali che cercano dove allocare i propri capitali.

I dati pubblicati misurano lo stato di salute dell’economia e possono incidere sull’euro. Indicatori come il PIL, gli indici PMI manifatturiero e dei servizi, l’occupazione e le indagini sulla fiducia dei consumatori possono tutti influenzare la direzione della moneta unica. Un’economia forte è positiva per l’euro. Non solo attira più investimenti esteri, ma può anche incoraggiare la BCE ad aumentare i tassi di interesse, rafforzando direttamente l’euro. Al contrario, se i dati economici sono deboli, è probabile che l’euro scenda. I dati economici delle quattro maggiori economie dell’area euro (Germania, Francia, Italia e Spagna) sono particolarmente rilevanti, poiché queste rappresentano il 75% dell’economia dell’Eurozona.

Un altro dato significativo per l’euro è la bilancia commerciale. Questo indicatore misura la differenza tra quanto un paese ricava dalle esportazioni e quanto spende per le importazioni in un determinato periodo. Se un paese produce beni destinati all’esportazione molto richiesti, la sua valuta acquisterà valore per il solo effetto della domanda aggiuntiva generata dagli acquirenti esteri interessati a quei beni. Pertanto, un saldo commerciale positivo rafforza una valuta, mentre un saldo negativo produce l’effetto opposto.