
Lo yen giapponese (JPY) scambia pressoché invariato contro il dollaro statunitense (USD), intorno a 157,80, durante la sessione europea di giovedì. La coppia USD/JPY si muove in una fase di consolidamento, mentre gli investitori spostano l’attenzione sull’annuncio di politica monetaria della Banca del Giappone (BoJ) in programma venerdì.

Riunione della BoJ vista come interlocutoria: i mercati guardano alle implicazioni di dicembre per lo yen
Gli analisti di Commerzbank osservano che i mercati si aspettano «che il tasso overnight rimanga all’1,25%, e nessuno degli economisti intervistati da Bloomberg prevede un rialzo questa settimana», lasciando così gli investitori concentrati sulle prospettive di politica monetaria da qui a fine anno.
Per il mercato dei cambi, Commerzbank sostiene che «la questione più importante sarà quindi capire quali segnali invierà la BoJ riguardo a dicembre». Gli analisti evidenziano che «i mercati scontano attualmente una probabilità di circa l’80% di un rialzo dei tassi entro allora, in linea con la nostra previsione secondo cui la BoJ porterà il tasso di riferimento all’1,5%». A loro avviso, «le recenti comunicazioni della BoJ, insieme al contesto economico, suggeriscono sempre più che si stia avvicinando il prossimo passo verso la normalizzazione della politica monetaria».
È interessante notare che Commerzbank ha sottolineato come «un ulteriore sostegno a questa tesi» provenga dal rapporto semestrale della BoJ sui rischi per il sistema finanziario, che gli analisti descrivono come «una fonte tutt’altro che ovvia di segnali di politica monetaria». Ciononostante, la banca sottolinea che «il rapporto suggerisce che tassi più elevati dovrebbero rimanere gestibili per il sistema finanziario giapponese». In particolare, «nel suo stress test, la BoJ rileva che persino un aumento del tasso di riferimento al 2% non dovrebbe porre problemi rilevanti alle banche e alle imprese giapponesi». Gli analisti aggiungono che «l’aumento all’1,25% è già stato assorbito senza significative perturbazioni, così come il rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato a più lunga scadenza».
Commerzbank sottolinea che la BoJ evita accuratamente di presentare queste indicazioni come un orientamento sulle proprie mosse future, osservando che «la BoJ ribadisce che l’ipotesi del 2% non è una previsione, ma soltanto parte dello scenario dello stress test». Ciononostante, gli analisti ritengono che «il messaggio per il mercato dei cambi sia degno di nota: la stabilità finanziaria non sembra costituire un vincolo effettivo a un’ulteriore normalizzazione della politica monetaria». Di conseguenza, sebbene «la giornata di venerdì possa quindi fornire allo yen soltanto nuovi impulsi limitati», Commerzbank conclude che «la nostra visione strutturalmente costruttiva sulla valuta giapponese rimane intatta».
Venerdì gli operatori di mercato si concentreranno anche sui dati dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) di Tokyo relativi a ottobre, che saranno pubblicati prima della decisione di politica monetaria della BoJ. Il CPI di Tokyo al netto degli alimenti freschi è atteso in calo al 2,6% su base annua, dal 2,7% di settembre.
Nel frattempo, il dollaro statunitense scambia in lieve rialzo in attesa della stima preliminare del prodotto interno lordo (PIL) degli Stati Uniti del terzo trimestre e dei dati di settembre sull’indice dei prezzi della spesa per consumi personali (PCE), che saranno pubblicati alle 12:30 GMT.
Al momento della stesura, l’indice del dollaro statunitense (DXY), che misura il valore del biglietto verde rispetto a sei delle principali valute, guadagna lo 0,1% e si attesta vicino a 102,20.
Secondo TD Securities, i dati in arrivo dovrebbero confermare che «il PIL del terzo trimestre [mostrerà] una solida crescita di fondo», con «la crescita del PIL [salita] nel terzo trimestre al 2,5% dal precedente 2,2%, mentre l’attività economica di fondo è rimasta robusta». TD Securities osserva che «i consumi sono probabilmente rimasti resilienti, pur rallentando leggermente» e che «anche gli investimenti fissi [sono stati] sostenuti, in gran parte grazie all’intelligenza artificiale». Tra i fattori negativi, gli analisti ritengono che «le esportazioni nette abbiano probabilmente frenato in misura significativa la crescita del PIL, con un effetto parzialmente compensato da una ripresa delle scorte», delineando un quadro complessivo di crescita solida, ma disomogenea al di là del dato aggregato.
Il dollaro statunitense ha registrato una correzione mercoledì dopo l’annuncio di politica monetaria della Federal Reserve (Fed), che ha mantenuto i tassi di interesse invariati nell’intervallo del 3,75%-4,00%, come previsto.

Sul grafico giornaliero, USD/JPY scambia a 157,87. La coppia si mantiene al di sopra della media mobile esponenziale (EMA) a 20 periodi, situata a 157,76, che funge da supporto immediato del trend e mantiene l’impostazione di breve termine moderatamente rialzista. Lo slancio, evidenziato dall’indice di forza relativa (RSI) intorno a 51, rimane da neutrale a lievemente positivo, suggerendo che gli acquirenti conservino un modesto vantaggio senza che si raggiungano condizioni di ipercomprato.
Al ribasso, il primo supporto si colloca in corrispondenza dell’EMA a 20 giorni, nell’area di 157,76: una chiusura giornaliera al di sotto di questo livello segnalerebbe una possibile fase correttiva più profonda verso i minimi recenti. Finché USD/JPY si manterrà al di sopra di questa media mobile in chiusura, è probabile che il quadro complessivamente costruttivo persista, lasciando spazio alla coppia per testare livelli più elevati, non ancora individuati da resistenze tecniche vicine.
(L’analisi tecnica di questo articolo è stata redatta con l’ausilio di uno strumento di intelligenza artificiale. Scopri di più.)
La Banca del Giappone (BoJ) annuncia la propria decisione sui tassi di interesse dopo ciascuna delle otto riunioni annuali in calendario. In genere, se la BoJ adotta un orientamento restrittivo alla luce delle prospettive d’inflazione dell’economia e aumenta i tassi di interesse, l’effetto è rialzista per lo yen giapponese (JPY). Analogamente, se la BoJ adotta un orientamento accomodante sull’economia giapponese e mantiene i tassi di interesse invariati, oppure li riduce, l’effetto è solitamente ribassista per lo JPY.
Leggi di più.Prossima pubblicazione: Ven 30 ott 2026 03:00
Frequenza: Irregolare
Consenso: 1,25%
Precedente: 1,25%
Fonte:Banca del Giappone